Archive for gennaio, 2009

gennaio 20th, 2009

Linux per Kagaene…. Ora su Facebook

by Marco Gialdi

Insieme a Stefeno abbiamo creato un gruppo su Facebook per divulgare il progetto. Se ci sei anche tu, aiutaci a sostenere l’iniziativa invitando i tuoi amici ad iscriversi, e perchè no?!? Fai una donazione, con PayPal, il riferimento è donazioni@oses.it.

Se invece hai un account su LinkedIn sappi che esiste un gruppo al quale puoi iscriverti per rimanere in contatto con l’associazione, e partecipare alle iniziative.

gennaio 18th, 2009

Linux for Kagaene

by Marco Gialdi

Vi segnalo, con preghiera di diffonderlo attraverso i social network e i blog, questa importante iniziativa ad opera di un’associazione no-profit. Oses, si pone come obbiettivo la riduzione del divario digitale nei paesi in via di sviluppo, con l’utilizzo di sistemi open source.

In questi giorni ha avviato un nuovo progetto, il quinto da qundo è nata, per la realizzazione di un’aula di informatica nella scuola St. Jonh nella regione del Meru in Kenia, con l’ausilio di computer usati.

Per la realizzazione del progetto servono poco più di 500,00€ chiunque può contribuire con una semplice donazione attraverso paypal. Per maggiori informazioni info@oses.it

Se sei un blogger aiutaci a divulgare la notizia, pubblicando la notizia nel tuo blog inserendo i seguenti tag “Linux for Kagaene” e “Oses”.

gennaio 16th, 2009

Lettera al Commissario Europeo per l’Ambiente e i Rifiuti

by Marco Gialdi

Oggi ilKuda ha inviato a Stavros Dimas una lettera per denunciare il comportamento del Governo Italiano, che favorisce gli inceneritori invece delle rinnovalbili.

Spettabile Commissario,
le scrivo a riguardo della legge approvata dal Parlamento Italiano in data 30 dicembre 2008, la numero 120. Nel dl 172 all’articolo 9 (incentivi per la realizzazione degli inceneritori) vengono confermati gli incentivi cosiddetti “Cip6” all’incenerimento della parte non biodegradabile dei rifiuti ed alle cosiddette “fonti assimilate”. Vengono definiti “Certificati Verdi” tutte le forme d’incenerimento (sia rifiuti tal quali residui da raccolta differenziata che per il cosiddetto “combustibile da rifiuti” ); questo sia che si tratti di rifiuti non biodegradabili che biodegradabili. Questi incentivi all’incenerimento che alterano il mercato, è stato calcolato, comporteranno una ulteriore spesa sulle bollette dei cittadini pari a 2 miliardi di euro che anziché alle fonti realmente rinnovabili andranno all’incenerimento di rifiuti anche per la parte non rinnovabile sotto forma di Cip6 e cosiddetti “Certificati Verdi”. Nel suo blog scrive: “la necessità di sviluppare fonti di energia rinnovabili – richiede ispirazione scientifica e determinazione imprenditoriale. Questo è ciò che sta accadendo con l’energia del moto ondoso in Portogallo, l’energia solare in Spagna e l’energia eolica in Danimarca.”. Sfortunatamente non è quello che avviene in Italia. I provvedimenti diventati legge che ripristinano gli incentivi agli inceneritori, rappresentano a mio avviso un aiuto di Stato illegittimo che altera il mercato a favore dell’industria degli impianti d’incenerimento a discapito del settore della produzione di energie realmente rinnovabili. La prego quindi di prendere in considerazione la possibilità di un richiamo ufficiale al Governo Italiano,
in attesa di una sua gentile risposta, Roberto Codazzi.

Grazie all’impegno di Roberto Codazzi, e a molti blogger la battaglia contro l’annullamento delle detrazioni al 55% è stata vinta, magari anche questa volta. Chissà ;-)

gennaio 13th, 2009

Riciclare i biglietti da visita!

by Marco Gialdi

Simpatico e divertente. Forse poco pratico, ma insomma se qualcuno è disposto a rischiare io son pronto per la sfida ;-)

La Business-card-race

In tempi di recessione (ma anche no) potreste avere esuberi importanti di biglietti da visita (di gente che volete dimenticare, di gente che ha cambiato il lavoro, oppure i vostri biglietti da visita di incarichi precedenti o di lavori perduti, ecc.).

Ora, esiste un modo cheap per allietare le vostre serate invernali (a parte giocare con Blogstar – che però io non sono riuscito a introdurre in compagnia, non avendo avuto successo nell’interessare la mia platea di amici offline montani con tematiche quali il pagerank o la classifica di BlogBabel. Proprio non capivano lo scopo del gioco, l’oggetto di tutto quello sbattimento): si tratta della business-card-race.

Requisiti

  • biglietti da visita di qualsiasi tipo, purché di misura standard (quelli rotondi che vi hanno dato in qualche agenzia creativa non sono utilizzabili)
  • un paio di forbici
  • un righello e una matita, pennarelli colorati
  • un pavimento liscio (un parquet sarebbe l’ideale)
  • un po’ di libri spessi (meglio se di marketing, ma fate voi: il Kotler, la collezione di Seth Godin, il marketing a dispense di Repubblica, ecc. ecc.)

Mission del gioco

  • Disporre di un adeguato succedaneo invernale alla estiva gara di biglie sulla spiaggia, tramite una gara di miniauto spinte dall’ecologico motore del cricco (non so se esista un nome italiano corretto per indicare la spinta derivata dall’attrito dell’indice sul pollice e dal successivo rilascio), all’interno di una pista delimitata da libri (meglio se grossi tomi di marketing, ripeto, poi fate voi)

Preparazione

  • Prendete i biglietti da visita e con la matita e il righello fate delle righe come indicato nella figura 1

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  • Piegate il biglietto da visita nei bordi laterali esterni come indicato, e ritagliate alettone anteriore e posteriore

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  • Colorate la macchinina-biglietto, con prese d’aria, aerodinamica, numero di gara a vostro piacere (lasciando l’azienda del biglietto come sponsor, oppure coprendola con il pennarello se vi sta sulle palle, un po’ come la F1 ipocritamente copre la scritta Marlboro – in tal modo facendo ancor più ricordare che sotto c’è scritto MARLBORO)

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  • Preparate la pista con i libri (scegliete se fare le sponde rigide come un campo di hockey ghiaccio o lasciarle aperte come se fosse una Parigi-Dakar tinellica.

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  • E’ tutto! Mettete le auto in fila, poi le regole sono quelle delle biglie (il primo tira per primo, ecc.)

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  • Via!
  • Io intanto preparo la mia scuderia :-D

    gennaio 13th, 2009

    Ci siamo riusciti detrazioni Irpef “Salve”… La Natura ringrazia

    by Marco Gialdi

    Alla fine ha vinto il buon senso :-) Lascio a ilKuda l’onore di spiegare cosa è cambiato rispetto alla finanziaria del 2007.

    gennaio 13th, 2009

    Buone notizie dal vento

    by Marco Gialdi

    Leggo con soddisfazione che il 2008 è stato un anno record per le istallazioni di impianti eolici, più 35% :-) .

    I 3.736,47 MW (installati) e i 6 TWh (prodotti) sono numeri che il Ministro dello Sviluppo Economico On. Claudio Scajola dovrebbe prendere in forte considerazione prima di affermare che il nucleare è “l’unica fonte che può garantire di evitare rischi di approvvigionamento, oltre a permettere un prezzo della bolletta energetica più basso per cittadini e imprese ed assicurare un maggiore rispetto per l’ambiente, non avendo emissioni nocive nell’aria”.

    gennaio 12th, 2009

    Stampante Laser Lexmark Optra W 820DN

    by Marco Gialdi

    Lexmark Optra W-820 – Stampante Laser A3

    • Velocità di stampa: 45 pagine al minuto
    • Cassetto carta 1: 500 fogli A4/A3
    • Cassetto carta 2: 500 fogli A4/A3
    • Cassetto By-Pass: 100 fogli A4
    • Fronte/Retro: Presente
    • Interfaccia: USB – LAN 10/100
    • Risoluzione: 600 DPI
    • Memoria: 32Mb
    • Carico di Lavoro: 250.000 copie/mese

    Visualizza l’offerta qui oppure contattaci per maggiori informazioni.

    gennaio 9th, 2009

    I virus e GNU/Linux

    by Marco Gialdi

    Segnalo l’ottimo lavoro di Erriko, che ha spiegato nel suo post in modo dettagliato e documentato i motivi per cui i s.o. open source non sono soggetti agli attichi di malware.

    Prima di tutto, una definizione dei diversi tipi di virus, o meglio di “malware”.

    • Virus: un virus è un programma malevolo che usa un
      altro programma come veicolo di diffusione e replicazione, esattamente
      come fanno i virus biologici che usano le cellule per riprodursi. Un
      virus ha quindi bisogno di un altro programma da infettare.

    • Trojan: un trojan (cavallo di Troia) è un programma
      che fa credere all’utente di essere utile, mascherandosi da
      qualcos’altro. Ad esempio alcuni trojan appaiono inizialmente come dei
      codec per la riproduzione di contenuti multimediali.

    • Worm: un worm (verme) è un programma malevolo che può riprodursi senza bisogno di farsi veicolare da un altro programma.

    • Toolkit/Rootkit: un toolkit può essere malevolo o
      no. Con lo stesso termine infatti si indicano sia programmi utili (come
      le librerie GTK) sia programmi malevoli. In questo secondo caso ci si
      riferisce a librerie che vanno a sostituirsi o affiancarsi a quelle di
      sistema o di programmi per procurare danni, nascondendosi in modo da
      sfuggire all’attenzione dell’utente. Quando un toolkit coinvolge il
      kernel del sistema operativo (ad esempio come finto driver), si parla
      di rootkit. Di norma l’uso di questo malware è quello di installare una backdoor
      (”porta sul retro”) attraverso cui l’attaccante può entrare nel sistema
      colpito e prelevarne i dati o addirittura prenderne il controllo.

    • Wabbit: è un programma malevolo che non usa i servizi di rete o altri file o programmi per riprodursi. Un esempio è la fork bomb.

    • Altri tipi di malware: altri tipi di malware si
      distinguono più per lo scopo che per le modalità di azione e
      diffusione, di solito riconducibili alle categoria precedenti. Tra
      questi ricordiamo gli spyware (codice spia), gli adware (pubblicità indesiderate che compaiono sul desktop) e i keylogger,
      programmi che registrano l’attività dell’utente soprattutto al fine di
      scoprire le password e i numeri di carta di credito digitati. Inoltre
      la diffusione di formati di file che possono contenere codice anche se
      non sono programmi veri e propri (ad esempio i formati documenti che
      possono contenere macro o le pagine web che possono contenere
      javascript) ha portato alla nascita di macrovirus.

    Bene, ma come agisce un malware?

    Non è sufficiente che il malware entri a contatto con il sistema (ad
    esempio attraverso uno scambio di file, una e-mail o la visualizzazione
    di una pagina web), ma è necessario che entri in esecuzione. Difatti
    gli antivirus mettono i file infetti in “quarantena”, ossia in una
    cartella controllata dove non possono più agire.
    Quando il malware entra in contatto con il sistema deve presentarsi uno
    dei seguenti casi affinché esso possa entrare in esecuzione:

    • una azione volontaria dell’utente mette in esecuzione il malware: questo è il caso dei trojan e di molti worm;

    • il malware entra in esecuzione anche in mancanza di una azione volontaria: in tal caso è stata sfruttata una vulnerabilità.

    Una vulnerabilità è una falla di un programma che produce un
    comportamento non previsto dal programmatore o considerato (a torto)
    non pericoloso.

    Continua…

    gennaio 9th, 2009

    Detrazione del 55%, tra una settima verrà ripristinata

    by Marco Gialdi

    Così ha affermato l’attuale ministro dell’Ambiente Prestigiacomo. Sono infatti in discussione alla camera le “misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa per ridisegnare in funzione ati-crisi il quadro strategico nazionale”, meglio conosciuto come D.L. 185/08. In particolare l’art. 29 aveva di fatto diminuito le agevolazioni fiscali in materia di risparmio energetico introdotte dalla finanziaria del 2007. Durante la puntata di ieri di “Faccia a Faccia“, condotta dal Luca Telese di RadioTre, il ministro ha dichiarato che le detrazioni potrebbero essere ripristinate “entro una settimana”.
    Insomma questa volta pare che il contributo dei blogger, ormai sono 112 i blog incatenati contro l’art. 29 del DL 185/08, abbia avuto effetto :-)

    Grazie a ilKuda e a tutti coloro si sono virtualmente incatenati per sostenere questa protesta.

    Ascolta il podcast

    gennaio 9th, 2009

    Biodiesel senza confini

    by Marco Gialdi

    Sono molti, anzi moltissimi, gli studi e gli esperimenti volti a scoprire nuove fonti rinnovabili da cui ricavare biodiesel. Avevo già segnalato la possibilità di ricavare biocarburante dai fondi del caffè, ora invece trovo in rete, grazie a Zeus News, la notizia che vede la compagnia aerea della nuova zelanda (Air New Zealand) impegnata in un progetto per alimentare i propri veivoli con biocombustibile ricavato dalla jatropha curcas, il cui frutto, non commestibile, è costituito per il 30-40% da olio che dopo la raffinazione è in grado di alimentare motori diesel.

    Altro spunto interessante arriva dalla California, dove un chirurgo plastico (Craig Alan Bittner) alimentava le proprie autovetture con carburante ricavato dal grasso estratto dai propri pazienti. Fatto salvo i problemi giudiziari che hanno colpito Bittner, costretto a chiudere la clinica e a trasferirisi, resta il fatto che è possibile produrre biodiesel da grassi animali o vegetali, grazie ai trigliceridi che esso contiene.
    Secondo Mike Shook di Agri Process Innovations, nel 2009 il 50% del biodiesel  prodotto negli USA deriverà da materie prime animali.

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