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novembre 4th, 2008

Web analytics

by Lele

Web Analytics: l’informazione per le decisioni strategiche di marketing online | TSW Blog

Quando si parla di Web Analytics molte persone pensano immediatamente alle statistiche del sito web. L’idea di fondo non è sbagliata ma riflette una visione in qualche modo limitata delle effettive potenzialità offerte da questo mezzo.

Con un po’ di presunzione (visto che è il mio lavoro) mi piace pensare alla Web Analytics come a quell’insieme di tecniche e strumenti per costruire l’architettura informativa necessaria a definire, guidare e controllare l’implementazione di una strategia di marketing online.

Gli esperti di Web Analytics, infatti, hanno la responsabilità di selezionare, configurare e coordinare le diverse soluzioni di analisi online per raccogliere dati, estrarre informazioni e comunicare indicazioni a supporto del processo decisionale strategico a livello di business.

Un progetto di Web Analytics professionale può fare la differenza: il supporto informativo che deriva dall’analisi dei dati online, infatti, aiuta il management ad individuare opportunità e soluzioni per raggiungere gli obiettivi aziendali attraverso la creazione di valore per gli utenti.

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novembre 3rd, 2008

Brutte notizie

by Lele

Lampedusa, MSF costretta a chiudere i progetti a causa del diniego del Ministero dell’Interno | Italia

L’organizzazione chiude oggi le sue attività al molo di Lampedusa
31/10/2008

Medici Senza Frontiere (MSF) chiude oggi le sue attività al molo dell’isola di Lampedusa. MSF è costretta a prendere questa decisione dopo che il Ministero dell’Interno italiano ha deciso di non firmare un nuovo Protocollo d’Intesa e di non rilasciare il permesso necessario perché MSF continui ad operare adeguatamente.

MSF ha garantito dal 2002 visite mediche d’emergenza gratuite per i migranti che arrivano sull’isola dopo aver attraversato un drammatico viaggio in mare. Dal 2005 fino ad oggi il team di MSF ha visitato 4.550 migranti, 1.420 solo fra gennaio e ottobre del 2008. La presenza di MSF nell’isola è necessaria a causa del gran numero di persone che sbarcano sulle sue coste ogni anno – più di 25mila nei primi dieci mesi del 2008 – fino a quando le autorità sanitarie regionali non garantiscano un servizio.

“È inaccettabile che allo stesso tempo, mentre i team medici di MSF possono operare nel cuore del conflitto in corso in Nord Kivu nella Repubblica del Congo – dice Loris de Filippi, responsabile delle operazioni di MSF in Italia – siamo praticamente costretti a concludere la nostra assistenza medica e umanitaria nel territorio di uno Stato europeo”.

MSF è preoccupata perché in futuro non saranno più garantite le visite mediche al molo di Lampedusa, soprattutto in considerazione del fatto che negli ultimi anni MSF ha evidenziato un incremento nelle patologie dei migranti dovute alle condizioni dei viaggi in mare (traumi, ipotermia, ustioni etc.). Rispetto agli anni scorsi è cambiata la popolazione migrante, dal momento che sempre più persone provengono da zone di guerra o paesi colpiti da carestie, come Somalia, Eritrea, Sudan ed Etiopia (30%). Un dato rilevante è l’incremento del numero delle donne (12%) e dei minori (8%). Inoltre, MSF evidenzia che aumentano le donne in gravidanza (151 dall’inizio dell’anno).

Per tutto ciò, MSF chiede che venga garantita un’adeguata assistenza ai migranti al loro arrivo al molo di Lampedusa e chiede al Governo italiano di rivedere la sua decisione, autorizzando il team di MSF a riprendere le attività mediche.

MSF opera in Italia, Grecia e a Malta per fornire assistenza sanitaria e cure mediche ai migranti che sbarcano ai confini meridionali dell’Unione Europea.

novembre 3rd, 2008

Ripesare le organizzazioni

by Lele

Guarire dalla visione organizzazione-centrica – ideawebitalia

articolo orginale:
Recovering from organization-centricity
di Gerry McGovern
Ammettete di avere un problema: il primo passo verso la guarigione è quello di ammettere che siete organizzazione-centrici. Ditelo: “sono un organizzazione-centrico”.

Toglietevi il cappotto. Potete appenderlo là sopra. Le giornate stanno allungando, non trovate? Sedetevi, sedetevi. The o caffè? Nero o macchiato? Anche a me piace il mio caffè nero. Zucchero?

Per cominciare lasciate che vi dica che non siete i soli. Non ho mai incontrato un’organizzazione che non soffra di qualche forma di centralità. I vostri sintomi sono leggeri in confronto ad alcuni dei casi che ho incontrato. Infatti la scorsa settimana avevo un cliente che non riusciva a finire una frase senza dire “noi, noi”.

L’organizzazione è un gruppo. Il cliente è un estraneo. Il cliente non è come noi. Noi siamo geneticamente programmati a reagire negativamente agli estranei. Nella giungla dell’antichità questo era utile. Quando incontravamo qualcosa o qualcuno che non ci era familiare avevamo da fare una delle due scelte istintive: amico o nemico? Combattere o darsi alla fuga?

Quindi è perfettamente naturale essere organizzazione-centrici. E’ la cosa più naturale del mondo. E’ normale. Ciò che vi sto chiedendo di essere, è anormale: vi sto chiedendo di pensare al cliente per primo. Questa è una cosa moto difficile da fare. Dovete lavorarci ogni giorno.

Ma perché prendersene la briga? Ma perché oggi bisogna dare così tanta attenzione a questo fastidioso cliente?

Alcuni accusano il Web di dare al cliente un potere che non ha davvero mai avuto prima. Gli ha messo la conoscenza a portata di mano: solo ad un click di distanza. La conoscenza è potere e loro lo sanno. Ma lo è? No, io non lo credo. L’applicazione della conoscenza, l’uso della conoscenza, è dove sta il potere e con il Web i clienti hanno abbondanza di conoscenza che li aiuta a prendere decisioni.

Pensatelo come un istinto animale al contrario: invece di “combatti o scappa”, adesso è “resto o me ne vado?”. Solo che adesso è il cliente a prendere la decisione secondo l’istinto. Il cliente impaziente, affetto dalla sindrome di deficit di attenzione, viene sul vostro sito e decide in modo viscerale se lì c’è qualcosa di buono oppure No. Per riuscire dovete sopprimere il vostro istinto animale ed abbracciare quello del cliente.

Non lasciatevi abbattere, E’ evidente che volete fare quello che è giusto, altrimenti non sareste qui. Avete fatto il primo passo, che significa che ci avete pensato sopra un bel po’. Sapete che per sopravvivere e prosperare nella giungla dell’informazione dovete mettere il cliente al primo posto.

Dovete mettere il cliente al primo posto, non perché è la cosa giusta da fare, dovete mettere il cliente al primo posto perché se non lo fate il cliente premerà il pulsante “back” vi farà sparire dalla sua vista e vi cancellerà dalla sua coscienza.

Grazie a Ideawebitalia e a Marco Dini per la traduzione

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novembre 2nd, 2008

Peacelink mappa le province inquinate

by Lele

La classifica delle province più inquinate

L’associazione Peacelink ha costruito una classifica delle provincie italiane più inquinate a partire dai dati dell’Inventario nazionale delle emissioni e loro sorgenti.

Tra tutte le possibili sostanze inquinanti che finiscono nell’ambiente, e non poteva essere altrimenti, Peacelink ha scelto di considerarne solo alcune. Ovviamente sono stati scelti elementi altamente inquinanti che sfuggono alle rilevazioni “normali” come piombo, arsenico, mercurio, diossine e furani.

L’altro limite della ricerca è che per i dati ci si è accontentati di quanto dichiarato dalle aziende, e questo porta con sé due conseguenze. La prima è che si possono nutrire dubbi sulla veridicità di questi dati. La seconda, più importante, è che tra le province più inquinate non compaiono quelle della Campania perché non sono state considerate le emissioni illegali.

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ottobre 31st, 2008

User experience (Banner roba vecchia)

by Lele

Gianluca Salvatori: Chiamale se vuoi emozioni

Scavando nelle pieghe della nostra mente Google vuole scoprire se ci emozioniamo davanti agli spot. E quanto. E magari anche perché.

Massimo Chiriatti mi ha girato la presentazione di uno studio che Google e MediaVest hanno dedicato all’impatto della pubblicità su YouTube. Tema: dimostrare che i banner sono roba vecchia e se si vuole catturare l’attenzione del pubblico l’inserzionista moderno deve pagare per reclamizzarsi attraverso qualche filmatino.

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ottobre 31st, 2008

Biciclette e mobilita’ sostenibile

by Lele

Piano B 3.0 di Lester Brown :: ILIKEBIKE.ORG :: Mail Art for Bike

“La bicicletta, una forma di mobilità individuale, è molto attraente per diversi motivi. Alleggerisce la congestione stradale, diminuisce l’inquinamento atmosferico, riduce l’obesità, migliora la forma fisica, non produce emissioni di anidride carbonica e ha un prezzo accessibile per quei miliardi di individui che non possono permettersi un’automobile. Le biciclette facilitano la mobilità mentre riducono il traffico e le superfici asfaltate. Sei biciclette occupano lo spazio di un’auto. Relativamente al parcheggio, il vantaggio è ancora più evidente dato che 20 biciclette occupano lo spazio di un’auto parcheggiata.

La bicicletta non è soltanto un mezzo di trasporto flessibile, ma anche un modo ideale per ripristinare l’equilibrio tra le calorie assunte e quelle consumate. L’opportunità di fare esercizio fisico è preziosa di per sé. L’attività regolare che offre l’andare in bici al lavoro riduce il rischio di malattie cardiovascolari, osteoporosi, artrite e rafforza il sistema immunitario. Pochi metodi sono così efficaci nel ridurre le emissioni di anidride carbonica come l’uso della bicicletta al posto dell’auto per i tragitti brevi. La bicicletta è una meraviglia dell’efficienza ingegneristica, una meraviglia che comporta l’impiego di 10 chilogrammi di metallo e gomma per aumentare la mobilità individuale di tre volte. Ho calcolato che per 12 chilometri percorsi con la bici consumo l’equivalente energetico di una patata. Un’autovettura, che necessita di almeno una tonnellata di materiale per trasportare una persona, è in confronto straordinariamente inefficiente. “

tratto da Piano B 3.0 Mobilitarsi per salvare la civiltà di Lester Brown (Edizioni Ambiente) capitolo 10.2 Riprogettare i trasporti urbani

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ottobre 30th, 2008

Altre visuali

by Lele

Francesco Rigatelli: Milano come potrebbe essere

Questa mattina sono uscito di casa alle 6,50. Ho visto Milano come potrebbe essere. Non c’era un auto in giro: ho camminato quasi al centro di una grande strada, mentre a due metri da me un barbone volenteroso percorreva il marciapiede per consegnare una pila di giornali freschi ad una portineria. A respirarla, l’aria era leggera per la fine della pioggia.

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ottobre 29th, 2008

Buoni esempi di Pubblica Amministrazione

by Lele

Premio “Compraverde” per la pubblica amministrazione sostenibile

Si è svolto qualche giorno fa il premio annuale “Compraverde” rivolto alle amministrazioni pubbliche in materia di sostenibilità ambientale. Il premio è stato assegnato al miglior bando e alla miglior politica di GPP (Gpp-Green Public Procurement), ovvero ai migliori acquisti verdi nella pubblica amministrazione. L’obiettivo è premiare l’ente pubblico più ecologico, ossia tutti quelli capaci di operare scelte e attuare politiche di acquisti verdi, con particolare attenzione quindi all’impatto ambientale dei prodotti e servizi nel loro intero ciclo di vita: dalla produzione, all’utilizzo, fino al loro smaltimento.

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ottobre 22nd, 2008

Il banner e’ morto?

by Lele

La lenta agonia del banner

“Il banner è morto”. Quante volte abbiamo sentito pronunciare questa frase durante i vari eventi, incontri e conferenze nelle quali si è affrontato il tema della pubblicità sul Web. Ormai questa frase non stupisce più nessuno, forse sarà persino giunta all’orecchio del banner stesso, che però se ne infischia e continua la sua vita.

Nonostante in molti si siano accorti della debolezza di un modello di advertising basato sul banner, che ormai non genera più i risultati attesi e che pare non suscitare più alcun interesse da parte delle persone che transitano sul Web, gli spazi pubblicitari continuano ad essere venduti e, cosa ben più grave, nascono costantemente delle startup che si affidano completamente al display advertising per il proprio sostentamento.

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ottobre 21st, 2008

Efficenza energetica fa bene all’economia

by Lele

Gianluca Salvatori: Innovazione energetica e job creation

David Roland-Holst, economista presso il Center for Energy, Resources and Economic Sustainability dell’Università di Berkeley, ha appena concluso una ricerca sugli effetti economici di trent’anni di politiche introdotte dalla California a favore dell’efficienza energetica.

Secondo lo studio (che si basa su dati relativi al periodo 1977-2007 e quindi non risente dell’onda recente pro-sostenibilità) la California nel corso del trentennio ha visto nascere 1,5 milioni di nuovi posti di lavoro e ne ha visti scomparire (a causa delle politiche di risparmio energetico) non più di 25.000.

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