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maggio 3rd, 2010

Striscia la Notizia il giorno dopo

by Marco Gialdi

E’ stato un successo, abbiamo ricevuto i complimenti da molte persone che hanno apprezzato il nostro lavoro. Tre minuti di visibilità su una rete nazionale in un programma seguito come striscia ci hanno portato alla ribalta per qualche ora ;)

Ringrazio Cristina Gabetti, Massimo (il regista) tutta la troupe di Striscia la Notizia e tutti quelli che in un modo e nell’altro hanno apprezzato il nostro progetto.

Se vi siete persi il servizio, eccolo:

Qui invece trovate le foto fatte durante le riprese.

aprile 1st, 2010

La creatività ha trovato casa

by Marco Gialdi

Articolo di: FRANCESCO RIGATELLI

Da un’unione delle parole inglesi «veloce» e «pensare» nasce la società Fastinking. Il progetto principale si chiama «Rigeneriamoci». E’ con questo che Marco Gialdi, con altre otto persone, cerca di dare valore ai rifiuti. Lavora in un capannone di 700 metri quadrati ad Arese, una specie di cimitero dei computer da rivitalizzare. Li compra dalle aziende che se ne liberano e regala loro una seconda giovinezza per poi venderli su Internet. Lui è convinto che «anche un Pentium III non è morto. Basta avere pazienza e se ne può cavar fuori qualcosa di buono». Tutto comincia dalle cartucce per stampante. «Le smontiamo, le puliamo, le ricarichiamo, le riassembliamo e le rivendiamo», elenca Gialdi, orgoglioso del fatto che ora ha allargato il processo ai componenti dell’ufficio sostenibile. Da quando è entrato in contatto con «The Hub», infatti, anche lui ha maturato nuove idee: con Paolo Galvani di «Prestiamoci» ha progettato l’ufficio modello. «Ora nella sede di “The Hub” – spiega – usano le nostre apparecchiature rigenerate, dalle fotocopiatrici ai videoproiettori».

Continua…

Via Lastampa.it

Foto Filippo Podestà

Update: Qui l’articolo completo in f.to pdf

marzo 29th, 2010

253 Idee per cambiare Milano…

by Marco Gialdi

…tutte nate a TheHub durante l’innaugurazione. :)

Qui invece il video del backstage.

Via TheHub by Organirama.

P.S.: Se invece vuoi vedere le foto della serata, le trovi qui.

marzo 23rd, 2010

Ben NanoNote: un miniportatile Linux da 99 dollari

by Marco Gialdi


Certo bisognerà prenderci la mano, ma in fondo non lo abbiamo già fatto con le tastiere qwerty degli smartphone? E poi te lo porti a casa con solo 99,00$, non male ;)

E’ prodotto dall’azienda Qi Hardware e proviene direttamente dalle menti di alcuni ex-dipendenti del progetto OpenMoko, il primo cellulare opensource al mondo.
Mutuando la stessa filosofia alla base dello smartphone “saponetta”, Ben NanoNote – così come lascia intuire il suo nome – è un miniportatile dalle dimensioni veramente compatte. E’ caratterizzato da un display da appena 3 pollici in grado di raggiungere una risoluzione di 320×240 pixel e sotto la scocca pompa una CPU XBurst Jz4720 da 336Mhz affiancata da 32MB di memoria RAM e 2GB di memoria flash per l’archiviazione dei dati. A differenza dello smartphone marchiato OpenMoko segnaliamo la presenza di una piccola tastiera fisica. Il sistema operativo è ovviamente Linux-based. Ben NanoNote è venduto al prezzo di 99 dollari ed è già disponibile su Hackable Devices e Sharism.cc. Maggiori informazioni sul progetto su questa pagina.

via Tuxjournal

marzo 22nd, 2010

Il primo quotidiano open source

by Marco Gialdi

Onore al merito alla redazione di “LoSchermo.it” che ha deciso di utilizzare soluzioni open source per gestire il proprio lavoro. Di seguito l’editoriale pubblicato sul loro sito. Iniziative come questa meritano di essere raccontate perchè dimostrano che l’open source può essere utilizzato anche in realtà professionali.

LUCCA, 21 marzo – Il termine chiave è “open source”, sorgente aperta. Indica tutto quel software libero da licenze commerciali che si sta diffondendo sempre di più, in questi anni, sulla spinta della propaganda di Internet. Si contrappone al cosiddetto “software proprietario”, che ha il suo più illustre esponente nel pacchetto Windows di Microsoft, diffuso al livello globale e, in Italia, spesso anche nella pubblica amministrazione.

LoSchermo.it, in linea con la sua filosofia editoriale, ha deciso per tutta una serie di ragioni più o meno opportunistiche di adottare il sistema operativo libero Linux su tutti i computer della sua nuova redazione, divenendo di fatto il primo quotidiano italiano a procedere concretamente nella direzione del software libero e traendo spunto da ciò per tutta una serie di considerazioni che, in tempo di crisi, assumono particolare valenza e significato.

Mentre infatti dalle colonne di tanti quotidiani si leggono proposte prive di senso riguardo a possibili svolte positiviste della “cosa pubblica” noi ci limiteremo a porre questa semplice, concreta domanda: perché le amministrazioni non adottano il software libero abbattendo i costi di quello a pagamento?

Insomma, se da una parte è difficile quantificare le cifre spese ogni anno dagli Enti pubblici a favore delle “tasche” di Bill Gates & Co. (molto spesso il software viene catalogato nelle spese di hardware in quanto i pc al momento dell’acquisto montano già il pacchetto Windows, stessa cosa vale per i corsi di aggiornamento dei dipendenti sulle singole applicazioni), più semplice è immaginarne i numeri attraverso le cifre di mercato.

In genere ogni computer presente negli uffici pubblici spesso viene acquistato già completo di una licenza Windows Oem, che incide sul costo della macchina, e questa è la prima spesa. Per lo svolgimento del lavoro poi è generalmente molto diffusa la suite Microsoft Office, con costi dai 457 euro – standard, a 778 euro Iva esclusa per postazione.

Windows è poi molto soggetto ad attacchi hacker o a ricevere virus dalla navigazione in rete, richiedendo quindi l’installazione di un antivirus (peraltro obbligatorio per le arcaiche leggi italiane in materia, apparentemente più attente a favorire le vendite che a permettere di ottimizzare i costi); gli antivirus di rete hanno costi che possono andare dai 35 ai 60 euro iva esclusa per postazione (con Linux, l’antivirus non è necessario).

Se poi c’è bisogno di un software per la grafica i prezzi lievitano e si va oltre i mille euro, per non parlare di moltissimi altri programmi che in base alle esigenze potrebbero rendersi necessari (software per la masterizzazione, per la compressione dei file, traduttori, eccetera). Tutti programmi, da Office (Open Office) alla grafica (Gimp) che esistono per Linux in versione Open Source. Sia chiaro che il fatto che siano gratuiti non significa affatto che siano meno efficienti (anzi…).

Il “software indispensabile”, in poche parole, costa più del computer stesso. Se a questo aggiungiamo anche gli aggiornamenti, sembra lapalissiano che anche a un qualsiasi medio o piccolo Ente pubblico, risparmiare oltre mille euro per computer farebbe sicuramente molto comodo, anche in considerazione del momento congiunturale.

D’altronde, mentre all’estero abbiamo l’esempio di un’intera nazione, il Brasile, che ha abbandonato i costi fissi del software proprietario di Microsoft, i numeri parlano chiaro: qua in Italia il precedente è costituito dalla politica illuminata della Provincia di Bolzano dove grazie all’intervento di un dipendente argentino si è progressivamente abbandonato Windows a favore di Linux abbattendo i costi del software e della manutenzione di circa un milione di euro all’anno, come testimonia anche un’inchiesta della trasmissione “Report” che vi alleghiamo in video a questo editoriale.

Certo, anche il passaggio da Windows a Linux comporterebbe qualche spesa, come i corsi di aggiornamento dei dipendenti, però sarebbero considerabili come “una tantum” e quindi facilmente ammortizzabili nel tempo attraverso i risparmi in bilancio sui software a pagamento.

D’altronde, rispetto a Windows, con Linux cambiano i nomi dei programmi, ma per il resto è tutto molto simile: basta abituarsi.

E a testimonianza di questa semplicità c’è sempre l’esperienza dell’Alto Adige, dove i sistemi informatici di tutte le scuole (elementari e medie) in lingua italiana della Provincia Autonoma di Bolzano/Bozen, sono stati aggiornati con il sistema operativo libero FUSS-Soledad GNU/Linux, una personalizzazione realizzata da un team di esperti della più conosciuta distribuzione Debian GNU/Linux.

Il progetto si chiama “Free Upgrade Southtyrol’s Schools” (FUSS), è stato finanziato dal Fondo Sociale Europeo e coinvolge, secondo gli ultimi dati disponibili, circa 16mila ragazzi al lavoro su circa 2500 PC nei quali gira solo ed esclusivamente software libero.

Certo, in giro per il mondo troviamo altre esperienze pionieristiche di questo tipo, come in Germania, dove il sistema statale sta progressivamente passando da Windows a Linux e quindi, a maggior ragione, risulta assai surreale trovare argomentazioni valide per giustificare l’enorme spesa che i contribuenti italiani, già penalizzati da un servizio internet veloce frammentario e a pagamento (cosa che non avviene all’estero), devono sostenere attraverso gli Enti pubblici per pagare un software che già esiste gratis.

Da qui la nostra proposta, concreta e fattibile: perché non abbandonare i pacchetti a pagamento a favore di quelli liberi? Avete idea di quando potrebbe risparmiare lo Stato?

Pensateci, intanto noi de LoSchermo.it diamo l’esempio, impegnandoci anche a relazionare in rete gli sforzi di qualsiasi Ente pubblico che avesse il “coraggio” di seguire l’esempio della Provincia di Bolzano, che sta lì a testimoniare che la cosa può funzionare.

Perché, parafrasando una celebre frase di Obama, non resta che ammetterlo: “Yes, we can”.

marzo 13th, 2010

Ufficio Sostenibile… il debutto.

by Marco Gialdi

E’ stato un successo, le persone che si sono fermate erano curiose volevano capire e scoprire il nostro progetto. Certo è stata anche una giornata piena di difficoltà, ma del resto che debutto sarebbe senza imprevisti ;)

Ecco le prime foto:

Le altre qui

Se non riesci a passare in fiera ma vuoi saperne di più visita il sito.

dicembre 24th, 2009

Potevamo riciclare anche questi?

by Marco Gialdi

Certo che no ;-)

Auguri per un sereno e felice Natale.

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dicembre 21st, 2009

Le Fiere e la green economy: il caso di Fà la cosa giusta

by Marco Gialdi

Da sempre, il luogo migliore dove gettare le basi per favorire contatti, parntership, sviluppi comuni, e ovviamente dove trovare nuovi clienti, sono senza dubbio le fiere. Le fiere sono dei veri e propri punti di riferimento per chi vuole capire lo stato dell’arte di un settore, la direzione del proprio mercato, dove ci si posiziona rispetto ai propri concorrenti, dove si possono trovare dei partner complementari o addirittura concorrenti, ma con i quali acquisire clienti più grandi ed importanti, superando le difficoltà dimensionali della propria azienda.

Il nostro settore, intendiamo la green economy “allargata”, è in un periodo molto fortunato. I consumatori si avvicinano a molti prodotti che questa economia esprime, e si presume che continuerà a farlo a maggior ragione quando i prezzi si abbasseranno, anche all’aumentare delle caratteristiche dei prodotti. Un pò come è stato per i cellulari, o i computer.

FastInking è un’azienda il cui scopo è quello di evitare che migliaia di tonnellate di prodotti IT finiscano nelle discariche. Ciò che dovrebbe essere un imperativo per tutti.

Marco Gialdi ci ha raccontato: “OpenLabs e Fastinking si sono conosciuti a FLCG 2008 nel punto ristoro organizzato dall’ARCI, ovvero davanti ad un buon boccale di birra. Da qual giorno, grazie alla voglia di fare sono iniziate a fiorire proposte e idee che piano piano abbiamo messo in cantiere e realizzato. FLCG 2009 ne è un esempio. Se si smette di pensare in modo chiuso e ottuso, e si da spazio alla collaborazione, alla condivizione ed alla partecipazione allora si, le fiere possono diventare un ottimo aggregatore attraverso il quale si possono mettere a sistema reti e relazioni che portano beneficio a tutti gli attori. Un sistema WIN-WIN, per intenderci.“.

OpenLabs partecipa a Fà la cosa giusta dalla sua prima edizione e questo evento e’ diventato uno dei piu’ importanti nella vita associativa.

Il presidente, Tommaso Ravaglioli, ha aggiunto: “Nel corso degli anni, grazie a questa fiera, abbiamo veicolato il messaggio secondo cui il Software Libero ha anche forti potenzialità etiche, e questo ci ha aperto un terreno comune non solo con il pubblico, ma anche con i colleghi espositori, attratti in egual misura dai costi di licenza nulli e dalle basi etiche del Software Libero“.

Guardando al lavoro svolto finora, la maggiore soddisfazione è stata vedere una serie di siti degli espositori, e primo fra tutti quello della fiera stessa, realizzati con Software Libero, premiando le aziende che si sono specializzate nelle implementazioni basate su open source, che sono state messe in contatto con i potenziali clienti grazie alla rete creatasi con la collaborazione tra Fa La Cosa Giusta ed OpenLabs.
Quest’anno la collaborazione sarà ancora più stetta. Insieme a realtà commerciali attive nel campo della rigenerazione hardware, come FastInking, ed altre aziende espositrici, il nostro obiettivo sarà dare la dimostrazione di un ufficio sostenibile, insieme ad un aula informatica dove ogni cosa, dai pc al software, dai mobili alla cancelleria, dall’energia ai detersivi, proviene dagli espositori della fiera
“.

via greenme.it

dicembre 3rd, 2009

CONDOM MOB: fermiamo l’AIDS sul nascere!

by Marco Gialdi

L’iniziativa si chiama Condom Mob – Tutti in un MEGAPRESERVATIVO contro l’AIDS!: il flash mob di Cesviamo, il social network creato dall’organizzazione umanitaria Cesvi, in occasione della Giornata mondiale contro l’Aids (1° dicembre) per ricordare ai giovani l’importanza di proteggersi e di aiutare il prossimo con il sorriso.

Flash Mob in preservativo: la sfida è quella di entrare in più di 100 persone… in un preservativo gigante. Quando? Oggi, alle 12,30, a Milano, in via Carlo Bo 1, di fronte al piazzale dell’Università Iulm oppure mercoledì 9 dicembre a Genova.

Lo scopo dell’iniziativa è quella di mettersi in gioco a sostegno dei progetti umanitari in modo divertente e coinvolgente: il social network Cesviamo permette di scegliere un progetto da sostenere, lanciare una scommessa personale per raccogliere fondi e spargere la voce il più possibile.

Il Condom Mob vuole ricordare che l’AIDS uccide. Non tutti, infatti, sanno che l’AIDS, oltre a colpire in tutto il Mondo i giovani tra i 15 e i 24 anni (due terzi dei sieropositivi sono concentrati nell’Africa Subsahariana), colpisce anche in Italia: si stima che i sieropositivi siano tra i 130 e i 160 mila (un terzo sono in Lombardia) e che ogni anno siano oltre 4mila i nuovi infetti (il 90% dei casi contraggono il virus attraverso rapporti sessuali). Nonostante ciò, solo il 17% degli adolescenti italiani si protegge utilizzando il preservativo (dati Anlaids). Ma non solo: il Condom Mob vuole soprattutto ricordare che si può fare molto per fermare l’AIDS sul nascere, attraverso la prevenzione.

Quindi, se abitate o lavorate a Milano e all’ora di pranzo volete fare qualcosa di diverso, andate di fronte all’università Iulm:

Oppure, se siete nelle vicinanze di Genova, non perdetevi la seconda giornata, mercoledì 9 dicembre.

Se proprio non potete uscire dall’ufficio potete sempre seguire l’iniziativa con i social network: il Twitter di Cesviamo la pagina Facebook oppure Friend Feed.

ottobre 28th, 2009

Nonsolopuntaperotti

by Marco Gialdi

Ci siamo :)

Anche quest’anno, ed è il quarto, parte il concorso fotografico nonsolopuntaperotti per denunciare gli ecomostri del nostro paese.

Partecipare è semplice, basta fotografare un edificio o una struttura che secondo voi deturpa o degrada l’ambiente,  ed inviare lo scatto alla segreteria.

La giuria di assoluto riguardo sceglierà i tre scatti migliori che verranno premiati con un abbonamento ad un anno a National Geographics Italia ed una fotocamera digitale.

Qui trovate le foto inviate lo scorso anno.

dal blog di Marcello

Siamo sempre di più a dirlo. Sempre di più a dire che gli ecomostri sono un danno per l’ambiente e per l’economia dell’Italia. E sono anche pericolosi. E siamo sempre di più anche a lanciare concorsi fotografici a caccia di ecomostri… ma questo è il primo, l’originale! ;-)

L’edizione 2009-2010 di Nonsolopuntaperotti, è la quarta. Dall’anno scorso è nazionale e da quest’anno è per ogni tipo di fotografia originale digitale o digitalizzata (non più soltanto per immagini da cellulare).

Il soggetto delle immagini è quello di ogni volta: gli ecomostri, le opere dell’uomo che deturpano e abbruttiscono uno dei paesi più belli del mondo. Perchè “non ci vuole niente a distruggere la bellezza” (cit). E noi cercheremo di distruggere gli ecomostri. Come l’ex Cinema porno di Zingonia, come l’Abergo dei mondiali di Milano.

Se vuoi puoi sostenere l’iniziativa pubblicando sul tuo blog il banner del concorso che trovi qui.

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