Cooperativa Agricola Insieme – Bosnia Erzegovina
Pubblicato il 18 maggio, 2010 - Autore: Marco
Vi ricordate? Ne avevamo parlato qui subito dopo Fa La Cosa Giusta. I ragazzi della Cooperativa Insieme hanno finalmente ricevuto i computer portatili che Arci Milano ha acquistato grazie al nostro contributo. Nella foto una fase della lavorazione dei frutti “Lamponi di Pace”. Qui invece le altre foto.
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Nuovo shopping
Pubblicato il 16 maggio, 2010 - Autore: Marco
Già!!! Abbiamo aggiornato, sistemato e ridisegnato lo shop di Rigeneriamoci, se ti va dai sbirciatina e facci sapere cosa ne pensi.
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OpenGamingCamp – Milano libera i giochi
Pubblicato il 14 maggio, 2010 - Autore: Silvia Pianelli
È iniziato il 10 maggio e si concluderà domenica 16 “Milano Libera tutti“, iniziativa per la promozione dell’Open Culture organizzata da Wikimedia Italia in occasione del 2° festival delle libertà digitali.
Molti gli eventi organizzati, sparsi in tutta Milano. Lo scopo? Far conoscere tutti gli aspetti delle libertà digitali, dall’applicazione delle licenze libere ad ogni forma di opera artistica fino alla liberazione di contenuti di carattere scientifico e culturale.
Segnaliamo alcune iniziative particolari: domenica 16 maggio alla Galleria della Scienza – Università degli Studi di Milano-Bicocca, a Milano in Piazza della Scienza, 3 (edificio U2)- il BarCamp “OpenGamingCamp – Milano libera i giochi“.
Tra le attività una tavola rotonda: “Libertà digitali: HowTo – Software, filosofia, esperienze e casi di successo” , dalle 15:00 alle 16:30, una “nonconferenza” che nasce dal desiderio delle persone di condividere e apprendere in un ambiente aperto e libero. Ma non solo. Sarà possibile partecipare a un torneo di torneo di giochi di ruolo: Torneo di d&D 3.5/4 e Pathfinder – “La danza dei goblin” (si partecipa con iscrizione) e un Torneo di N/Xonotic, sparatutto in prima persona rilasciato con licenza GPL.
E ancora, dalle 13 alle 19, Demo di FlightGear, simulatore di volo civile e Game making: costruisci il tuo gioco; Install party, metti un pinguino sul tuo computer; e infine il Progetto di traduzione in italiano del System Reference Document rilasciato con licenza Open Gaming License (OGL).
Rigeneriamoci parteciterà all’iniziativa mettendo a disposizione 20 computer rigenerati per l’Opengamming. Domenica sera, al termine dell’evento, i computer disponibili saranno in vendita ai visitatori.
L’iniziativa è organizzata grazie alla collaborazione e la partecipazione di OpenLabs, Free Software for everyone (Associazione culturale e Linux usergroup di Milano); con il patrocinio dell’associazione studenti Bicocca (ASB) e il Dipartimento di Informatica Sistemistica e Comunicazione dell’Università degli Studi di Milano Bicocca (DISCo).
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L’ultima trovata dei corrieri della droga: cocaina nelle cartucce di toner
Pubblicato il 5 maggio, 2010 - Autore: Marco
Tanti anni fa quando ho iniziato a fare questo lavoro esisteva davvero la polvere toner bianca, prodotta in qunatità ridotta era destinata ad applicazioni particolari ed utilizzabile solo con specifiche stampanti. La trovata di oggi è utilizzare i serbatoi delle cartucce quali contenitori per il trasporto della droga.
Arrestato nigeriano con 1 chilo di stupefacenti:
era nascosto nei ricambi per stampantiROMA – Nascondeva la droga nelle cartucce del toner per stampanti. Un cittadino nigeriano 38enne è stato arrestato dai carabinieri nei pressi del «Palacavicchi» di Ciampino perchè trovato in possesso di 1 kg di cocaina. L’uomo aveva escogitato un singolare sistema per nascondere gli stupefacenti: la cocaina era stata abilmente occultata all’interno di alcune cartucce di toner per stampanti che, dopo essere state svuotate del contenuto originario, erano state imbottite con la droga e nuovamente sigillate.
Gli uomini del Nucleo investigativo dell’Arma di Frascati lo hanno individuato e bloccato nell’ambito delle operazioni di monitoraggio di spacciatori e corrieri di droga appartenenti alla comunità nigeriana stanziata tra la Capitale e la periferia. Il corriere, che dovrà rispondere di detenzione di sostanze stupefacenti, è stato portato nel carcere di Regina Coeli.
Via: Corriere della sera
Grazie a Donata per la segnalazione

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Rigeneriamoci collabora con Ufficio Sostenibile e FDV Lab
Pubblicato il 14 aprile, 2010 - Autore: Silvia Pianelli
Dopo Fa’ la cosa giusta! 2010, durante la quale Rigeneriamoci ha presentato al grande pubblico l’Ufficio Sostenibile, è nata un’altra collaborazione.
In occasione del Fuori Salone, l’Ufficio Sostenibile collabora con FDV Lab e Ottagono (con il contributo e patrocinio del Comune di Milano) e sarà presente fino al 19 aprile a “Posti di vista – Green Block“, nella sede della Fabbrica del Vapore.
Per l’occasione, Rigeneriamoci, partner di Ufficio Sostenibile, mette a disposizione varie attrezzature fra cui 2 notebook, 1 stampante laser e una connessione wireless, che sarà fruibile grazie a un Hotspot Fidoka e alla collaborazione con Innext Solutions.
Oggi l’aperitivo inaugurale, alle 19,30, alla Fabbrica del Vapore a Milano, angolo fra via Procaccini 4 e via Luigi Nono 7. La struttura sarà aperta tutti i giorni dalle 10 am alle 10 pm, (MM 2 Garibaldi/ Tram 11,12,14). Vi aspettiamo numerosi!
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Swicht Party per il Milano Green Festival 2010
Pubblicato il 13 aprile, 2010 - Autore: Silvia Pianelli
Anche il C.T.A., Centro Teatro Attivo di Milano, parteciperà al Milano Green Festival 2010. Milano Green é un gruppo di artisti, musicisti, designer, imprenditori, giornalisti, pensatori, esperti di tecnologia, personalità televisive e… gorilla. La loro missione é quella di far conoscere a Milano stili di vita, di piacere e di consumo sostenibili.
Oggi pomeriggio, a partire dalle 18, lo faranno grazie alla Swicht Party, festa di apertura de Milano Green Festival. Lo Swich Party è un’occasione per incontrare nuove persone e scambiare con altri qualcosa di vostro. Potete portare libri, abiti e accessori e altro purché in buone condizioni e scambiarli con tutti gli altri partecipanti. L’ingresso allo Swich Party è gratuito e aperto a tutti. La festa segnala l’apertura del “Teatro della quotidianità sostenibile“, una serie di eventi che si svolgeranno fino al 20 aprile in concomitanza con il Fuorisalone, nella Galleria Venti Correnti, in via Cesare Correnti 20, a Milano.
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La creatività ha trovato casa
Pubblicato il 1 aprile, 2010 - Autore: Marco
Articolo di: FRANCESCO RIGATELLI
Da un’unione delle parole inglesi «veloce» e «pensare» nasce la società Fastinking. Il progetto principale si chiama «Rigeneriamoci». E’ con questo che Marco Gialdi, con altre otto persone, cerca di dare valore ai rifiuti. Lavora in un capannone di 700 metri quadrati ad Arese, una specie di cimitero dei computer da rivitalizzare. Li compra dalle aziende che se ne liberano e regala loro una seconda giovinezza per poi venderli su Internet. Lui è convinto che «anche un Pentium III non è morto. Basta avere pazienza e se ne può cavar fuori qualcosa di buono». Tutto comincia dalle cartucce per stampante. «Le smontiamo, le puliamo, le ricarichiamo, le riassembliamo e le rivendiamo», elenca Gialdi, orgoglioso del fatto che ora ha allargato il processo ai componenti dell’ufficio sostenibile. Da quando è entrato in contatto con «The Hub», infatti, anche lui ha maturato nuove idee: con Paolo Galvani di «Prestiamoci» ha progettato l’ufficio modello. «Ora nella sede di “The Hub” – spiega – usano le nostre apparecchiature rigenerate, dalle fotocopiatrici ai videoproiettori».
Via Lastampa.it
Foto Filippo Podestà
Update: Qui l’articolo completo in f.to pdf
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253 Idee per cambiare Milano…
Pubblicato il 29 marzo, 2010 - Autore: Marco
…tutte nate a TheHub durante l’innaugurazione.
Qui invece il video del backstage.
Via TheHub by Organirama.
P.S.: Se invece vuoi vedere le foto della serata, le trovi qui.
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Ben NanoNote: un miniportatile Linux da 99 dollari
Pubblicato il 23 marzo, 2010 - Autore: Marco

Certo bisognerà prenderci la mano, ma in fondo non lo abbiamo già fatto con le tastiere qwerty degli smartphone? E poi te lo porti a casa con solo 99,00$, non male
E’ prodotto dall’azienda Qi Hardware e proviene direttamente dalle menti di alcuni ex-dipendenti del progetto OpenMoko, il primo cellulare opensource al mondo.
Mutuando la stessa filosofia alla base dello smartphone “saponetta”, Ben NanoNote – così come lascia intuire il suo nome – è un miniportatile dalle dimensioni veramente compatte. E’ caratterizzato da un display da appena 3 pollici in grado di raggiungere una risoluzione di 320×240 pixel e sotto la scocca pompa una CPU XBurst Jz4720 da 336Mhz affiancata da 32MB di memoria RAM e 2GB di memoria flash per l’archiviazione dei dati. A differenza dello smartphone marchiato OpenMoko segnaliamo la presenza di una piccola tastiera fisica. Il sistema operativo è ovviamente Linux-based. Ben NanoNote è venduto al prezzo di 99 dollari ed è già disponibile su Hackable Devices e Sharism.cc. Maggiori informazioni sul progetto su questa pagina.
via Tuxjournal

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Il primo quotidiano open source
Pubblicato il 22 marzo, 2010 - Autore: Marco
Onore al merito alla redazione di “LoSchermo.it” che ha deciso di utilizzare soluzioni open source per gestire il proprio lavoro. Di seguito l’editoriale pubblicato sul loro sito. Iniziative come questa meritano di essere raccontate perchè dimostrano che l’open source può essere utilizzato anche in realtà professionali.
LUCCA, 21 marzo – Il termine chiave è “open source”, sorgente aperta. Indica tutto quel software libero da licenze commerciali che si sta diffondendo sempre di più, in questi anni, sulla spinta della propaganda di Internet. Si contrappone al cosiddetto “software proprietario”, che ha il suo più illustre esponente nel pacchetto Windows di Microsoft, diffuso al livello globale e, in Italia, spesso anche nella pubblica amministrazione.
LoSchermo.it, in linea con la sua filosofia editoriale, ha deciso per tutta una serie di ragioni più o meno opportunistiche di adottare il sistema operativo libero Linux su tutti i computer della sua nuova redazione, divenendo di fatto il primo quotidiano italiano a procedere concretamente nella direzione del software libero e traendo spunto da ciò per tutta una serie di considerazioni che, in tempo di crisi, assumono particolare valenza e significato.
Mentre infatti dalle colonne di tanti quotidiani si leggono proposte prive di senso riguardo a possibili svolte positiviste della “cosa pubblica” noi ci limiteremo a porre questa semplice, concreta domanda: perché le amministrazioni non adottano il software libero abbattendo i costi di quello a pagamento?
Insomma, se da una parte è difficile quantificare le cifre spese ogni anno dagli Enti pubblici a favore delle “tasche” di Bill Gates & Co. (molto spesso il software viene catalogato nelle spese di hardware in quanto i pc al momento dell’acquisto montano già il pacchetto Windows, stessa cosa vale per i corsi di aggiornamento dei dipendenti sulle singole applicazioni), più semplice è immaginarne i numeri attraverso le cifre di mercato.
In genere ogni computer presente negli uffici pubblici spesso viene acquistato già completo di una licenza Windows Oem, che incide sul costo della macchina, e questa è la prima spesa. Per lo svolgimento del lavoro poi è generalmente molto diffusa la suite Microsoft Office, con costi dai 457 euro – standard, a 778 euro Iva esclusa per postazione.
Windows è poi molto soggetto ad attacchi hacker o a ricevere virus dalla navigazione in rete, richiedendo quindi l’installazione di un antivirus (peraltro obbligatorio per le arcaiche leggi italiane in materia, apparentemente più attente a favorire le vendite che a permettere di ottimizzare i costi); gli antivirus di rete hanno costi che possono andare dai 35 ai 60 euro iva esclusa per postazione (con Linux, l’antivirus non è necessario).
Se poi c’è bisogno di un software per la grafica i prezzi lievitano e si va oltre i mille euro, per non parlare di moltissimi altri programmi che in base alle esigenze potrebbero rendersi necessari (software per la masterizzazione, per la compressione dei file, traduttori, eccetera). Tutti programmi, da Office (Open Office) alla grafica (Gimp) che esistono per Linux in versione Open Source. Sia chiaro che il fatto che siano gratuiti non significa affatto che siano meno efficienti (anzi…).
Il “software indispensabile”, in poche parole, costa più del computer stesso. Se a questo aggiungiamo anche gli aggiornamenti, sembra lapalissiano che anche a un qualsiasi medio o piccolo Ente pubblico, risparmiare oltre mille euro per computer farebbe sicuramente molto comodo, anche in considerazione del momento congiunturale.
D’altronde, mentre all’estero abbiamo l’esempio di un’intera nazione, il Brasile, che ha abbandonato i costi fissi del software proprietario di Microsoft, i numeri parlano chiaro: qua in Italia il precedente è costituito dalla politica illuminata della Provincia di Bolzano dove grazie all’intervento di un dipendente argentino si è progressivamente abbandonato Windows a favore di Linux abbattendo i costi del software e della manutenzione di circa un milione di euro all’anno, come testimonia anche un’inchiesta della trasmissione “Report” che vi alleghiamo in video a questo editoriale.
Certo, anche il passaggio da Windows a Linux comporterebbe qualche spesa, come i corsi di aggiornamento dei dipendenti, però sarebbero considerabili come “una tantum” e quindi facilmente ammortizzabili nel tempo attraverso i risparmi in bilancio sui software a pagamento.
D’altronde, rispetto a Windows, con Linux cambiano i nomi dei programmi, ma per il resto è tutto molto simile: basta abituarsi.
E a testimonianza di questa semplicità c’è sempre l’esperienza dell’Alto Adige, dove i sistemi informatici di tutte le scuole (elementari e medie) in lingua italiana della Provincia Autonoma di Bolzano/Bozen, sono stati aggiornati con il sistema operativo libero FUSS-Soledad GNU/Linux, una personalizzazione realizzata da un team di esperti della più conosciuta distribuzione Debian GNU/Linux.
Il progetto si chiama “Free Upgrade Southtyrol’s Schools” (FUSS), è stato finanziato dal Fondo Sociale Europeo e coinvolge, secondo gli ultimi dati disponibili, circa 16mila ragazzi al lavoro su circa 2500 PC nei quali gira solo ed esclusivamente software libero.
Certo, in giro per il mondo troviamo altre esperienze pionieristiche di questo tipo, come in Germania, dove il sistema statale sta progressivamente passando da Windows a Linux e quindi, a maggior ragione, risulta assai surreale trovare argomentazioni valide per giustificare l’enorme spesa che i contribuenti italiani, già penalizzati da un servizio internet veloce frammentario e a pagamento (cosa che non avviene all’estero), devono sostenere attraverso gli Enti pubblici per pagare un software che già esiste gratis.
Da qui la nostra proposta, concreta e fattibile: perché non abbandonare i pacchetti a pagamento a favore di quelli liberi? Avete idea di quando potrebbe risparmiare lo Stato?
Pensateci, intanto noi de LoSchermo.it diamo l’esempio, impegnandoci anche a relazionare in rete gli sforzi di qualsiasi Ente pubblico che avesse il “coraggio” di seguire l’esempio della Provincia di Bolzano, che sta lì a testimoniare che la cosa può funzionare.
Perché, parafrasando una celebre frase di Obama, non resta che ammetterlo: “Yes, we can”.

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