Sono le 2:00 del mattino quando arriviamo a L’Aquila e raggiungiamo la fiaccolata, siamo stanchi per il viaggio ma abbiamo voglia di fare, di iniziare subito. C’è qualcosa di strano, una sensazione che non riusciamo a definire, ma è forte, tangibile. Forse il freddo, smettiamo di pensarci e ci avviciniamo ad un gruppo di persone che come noi aspettano la fiaccolata. Con noi c’è Pluto, un meticcio sopravvissuto al sisma e diventato mascotte ad honorem della città. Siamo stranieri, ma le coccole e l’affetto non hanno cittadinanza, e poi lui pare gradire. Si vedono i primi lumi, il serpentone di Aquilani sta arrivando, troviamo un angolo comodo che ci garantisca una buona visuale ed aspettiamo. Eccola finalmente, la fiumana di gente che cammina in silenzio. Il silenzio, ecco la sensazione strana che ci aveva accolti poco prima. La totale assenza di rumore di fondo, quello tipico di ogni città. Nulla… solo silenzio. Ed è strano e incomprensibile per noi, difficile da spiegare, ma c’è. Togliamo il disturbo, perchè ci sembra di essere completamente fuori luogo li tra gli aquilani silenziosi. Sulla via per l’albergo non ci diciamo nulla, forse tutti abbiamo pensato che fosse un silenzio rispettoso.
La mattina incontriamo Ezio Bianchi e, devo ammetterlo, sono rimasto piacevolmente stupito scoprendo che non è giovane come me lo aspettavo. Ci accompagna in P.zza del Duomo, noi ci mettiamo immediatamente al lavoro. Fabio inizia subito ad installare il router e le antenne al Bar Florida mentre Mauro ed io ci dedichiamo ai computers. Per quanto uno si prepari e cerchi di prevenire ogni cosa, nascono sempre piccoli imprevisti, a noi è capitato di dover gestire le prese di corrente che non c’erano, ma ce la siamo cavata egregiamente. Conosciamo Giuseppe Silvi, che ci racconta la sua teoria su BitWatt. Ci spiega che oggi il rapporto è di 1 bit per 1000 watt e che lui sta tentando di invertirlo e per farlo coinvolge i giovani e li sprona affinché possano raggiungere quello che lui definisce il rapporto ottimale 1000 bit per 1 watt.
Torna a farsi sentire quella strana sensazione della notte prima, è quasi soffocante.
Ci rendiamo conto che il silenzio della fiaccolata non era commemorativo, il silenzio di questa città è eterno. Non ci sono rumori di fondo, non si sente il vociare classico di una piazza. Si sentono i passi sordi delle persone, ma non le parole, quelle non ci sono, non escono. E’ un silenzio spettrale, nascosto ogni tanto dai sorrisi che prendono forma sui volti delle persone.
Da mercoledì gli aquilani hanno un nuovo modo di comunicare con il mondo, questo piccolo contributo dei Green Geek potrà forse aiutarli a ritrovare la strada verso quella normalità che manca ormai da troppo.













