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	<title> &#187; Linux</title>
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		<title>OpenGamingCamp &#8211; Milano libera i giochi</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 08:50:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Pianelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
È iniziato il 10 maggio e si concluderà domenica 16 &#8220;Milano Libera tutti&#8220;, iniziativa per la promozione dell&#8217;Open Culture organizzata da Wikimedia Italia in occasione del 2° festival delle libertà digitali.
Molti gli eventi organizzati, sparsi in tutta Milano. Lo scopo? Far conoscere tutti gli aspetti delle libertà digitali, dall&#8217;applicazione delle licenze libere ad ogni forma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="center;"><a href="http://www.rigeneriamoci.com/wp-content/uploads/2010/05/liberta-digitali.jpg"><img class="size-medium wp-image-1090 aligncenter" src="http://www.rigeneriamoci.com/wp-content/uploads/2010/05/liberta-digitali-300x52.jpg" alt="" width="300" height="52" /></a></p>
<p>È iniziato il 10 maggio e si concluderà domenica 16 &#8220;<strong>Milano Libera tutti</strong>&#8220;, iniziativa per la promozione dell&#8217;Open Culture organizzata da <a href="http://www.wikimedia.it" target="_blank">Wikimedia Italia</a> in occasione del 2° <a href="http://www.libertadigitali.org/" target="_blank">festival delle libertà digitali</a>.</p>
<p>Molti gli eventi organizzati, sparsi in tutta Milano. Lo scopo? Far conoscere tutti gli aspetti delle <strong>libertà digitali</strong>, dall&#8217;applicazione delle <strong>licenze libere</strong> ad ogni forma di opera artistica fino alla liberazione di contenuti di carattere scientifico e culturale.</p>
<p>Segnaliamo alcune iniziative particolari:<strong> domenica 16 maggio</strong> alla <strong>Galleria della Scienza &#8211; Università degli Studi di Milano-Bicocca</strong>, a Milano in Piazza della Scienza, 3 (edificio U2)- il <em>BarCamp</em> &#8220;<strong>OpenGamingCamp &#8211; Milano libera i giochi</strong>&#8220;.</p>
<p>Tra le attività una tavola rotonda: <strong>&#8220;Libertà digitali: HowTo &#8211; Software, filosofia, esperienze e casi di successo&#8221;</strong> , dalle <strong>15:00 alle 16:30</strong>, una &#8220;nonconferenza&#8221; che nasce dal desiderio delle persone di condividere e apprendere in un ambiente aperto e libero. Ma non solo. Sarà possibile partecipare a un torneo di torneo di giochi di ruolo: <strong>Torneo di d&amp;D 3.5/4 e Pathfinder</strong> &#8211; &#8220;La danza dei goblin&#8221; (<a href="http://danzadeigoblin.forumfree.net" target="_blank">si partecipa con iscrizione</a>) e un <a href="http://nexuizitalia.netsons.org/forum/index.php?topic=497.0" target="_blank">Torneo di N/Xonotic</a>, sparatutto in prima persona rilasciato con licenza GPL.</p>
<p>E ancora, dalle 13 alle 19, <strong>Demo di FlightGear</strong>, simulatore di volo civile e <strong>Game making</strong>: costruisci il tuo gioco; <strong>Install party</strong>, <strong>metti un pinguino sul tuo computer</strong>; e infine il <strong>Progetto di traduzione in italiano del System Reference Document</strong> rilasciato con licenza Open Gaming License (OGL).</p>
<p>Rigeneriamoci parteciterà all&#8217;iniziativa mettendo a disposizione <strong>20 computer</strong> rigenerati per l&#8217;<strong>Opengamming</strong>. Domenica sera, al termine dell&#8217;evento, <strong>i computer disponibili saranno in vendita</strong> ai visitatori.</p>
<p>L&#8217;iniziativa è organizzata grazie alla collaborazione e la partecipazione di <a href="http://www.openlabs.it" target="_blank">OpenLabs</a>, Free Software for everyone (Associazione culturale e Linux usergroup di Milano); con il patrocinio dell&#8217;<a href="http://asb.studentibicocca.it/" target="_blank">associazione studenti Bicocca (ASB)</a> e il <a href="http://www.disco.unimib.it/" target="_blank">Dipartimento di Informatica Sistemistica e Comunicazione dell&#8217;Università degli Studi di Milano Bicocca (DISCo)</a>.</p>
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		<title>Ben NanoNote: un miniportatile Linux da 99 dollari</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 12:23:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Gialdi</dc:creator>
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Certo bisognerà prenderci la mano, ma in fondo non lo abbiamo già fatto con le tastiere qwerty degli smartphone? E poi te lo porti a casa con solo 99,00$, non male  
E’ prodotto dall’azienda Qi Hardware e proviene direttamente dalle menti di alcuni ex-dipendenti del progetto OpenMoko, il primo cellulare opensource al mondo. 
Mutuando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="max-width: 800px;" src="http://www.tuxjournal.net/wp-content/uploads/2010/03/qi_bennanonote_battery.jpg" alt="" width="334" height="315" /><br />
Certo bisognerà prenderci la mano, ma in fondo non lo abbiamo già fatto con le tastiere qwerty degli smartphone? E poi te lo porti a casa con solo 99,00$, non male <img src='http://www.rigeneriamoci.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<blockquote><p><em>E’ prodotto dall’azienda Qi Hardware e proviene direttamente dalle menti di alcuni ex-dipendenti del progetto OpenMoko, il primo cellulare opensource al mondo. </em><br />
Mutuando la stessa filosofia alla base dello smartphone “saponetta”, Ben NanoNote – così come lascia intuire il suo nome – è un miniportatile dalle dimensioni veramente compatte. E’ caratterizzato da un <strong>display da appena 3 pollici</strong> in grado di raggiungere una risoluzione di <strong>320×240 pixel</strong> e sotto la scocca pompa una <strong>CPU XBurst Jz4720 da 336Mhz affiancata da 32MB di memoria RAM e 2GB di memoria flash per l’archiviazione dei dati</strong>. A differenza dello smartphone marchiato OpenMoko segnaliamo la presenza di una piccola tastiera fisica. Il sistema operativo è ovviamente Linux-based. Ben NanoNote è venduto al prezzo di 99 dollari ed è già disponibile su <a href="http://hackable-devices.com/products/product/nanonote/" target="_blank">Hackable Devices</a> e <a href="http://sharism.cc/" target="_blank">Sharism.cc</a>. Maggiori informazioni sul progetto su <a href="http://en.qi-hardware.com/wiki/Main_Page" target="_blank">questa pagina</a>.</p></blockquote>
<p>via <a href="http://www.tuxjournal.net/?p=11444" target="_blank">Tuxjournal</a></p>
<div class="zemanta-pixie"><img class="zemanta-pixie-img" src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=3964e9e0-3b3c-8806-b0b9-b77bf9be450d" alt="" /></div>
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		<title>Il primo quotidiano open source</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 09:01:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Gialdi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[
Onore al merito alla redazione di &#8220;LoSchermo.it&#8221; che ha deciso di utilizzare soluzioni open source per gestire il proprio lavoro. Di seguito l&#8217;editoriale pubblicato sul loro sito. Iniziative come questa meritano di essere raccontate perchè dimostrano che l&#8217;open source può essere utilizzato anche in realtà professionali.
LUCCA, 21 marzo – Il termine chiave è “open source”, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.loschermo.it"><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 5px;" src="http://www.loschermo.it/images/logo.gif" alt="" width="354" height="67" /></a></p>
<p>Onore al merito alla redazione di &#8220;LoSchermo.it&#8221; che ha deciso di utilizzare soluzioni open source per gestire il proprio lavoro. Di seguito l&#8217;editoriale pubblicato sul loro <a href="http://www.loschermo.it/articolo.php?idart=25575" target="_blank">sito</a>. Iniziative come questa meritano di essere raccontate perchè dimostrano che l&#8217;open source può essere utilizzato anche in realtà professionali.</p>
<blockquote><p>LUCCA,<em> 21 marzo</em> – Il termine chiave è<em> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Open_source">“open source”</a></em>, sorgente aperta. Indica tutto quel software libero da licenze commerciali che si sta diffondendo sempre di più, in questi anni, sulla spinta della propaganda di Internet. Si contrappone al cosiddetto<em> “software proprietario”</em>, che ha il suo più illustre  esponente nel pacchetto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Windows">Windows di Microsoft</a>, diffuso al livello globale  e, in Italia, spesso anche nella pubblica amministrazione.</p>
<p><em>LoSchermo.it</em>, in linea con la sua filosofia editoriale, ha deciso per tutta una serie di ragioni più o meno  opportunistiche di adottare<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Linux"> il sistema operativo libero <strong>Linux</strong></a> su tutti i computer  della sua nuova redazione, divenendo di fatto <strong>il primo quotidiano  italiano a procedere concretamente nella direzione del software libero </strong>e traendo spunto da ciò per tutta una serie di considerazioni che, in tempo di crisi, assumono particolare valenza e significato.</p>
<p>Mentre infatti dalle colonne di tanti quotidiani si leggono proposte prive di senso riguardo a possibili svolte positiviste della <em>“cosa  pubblica”</em> noi ci limiteremo a porre questa semplice, concreta domanda: <strong>perché le  amministrazioni non adottano il software libero abbattendo i costi di  quello a pagamento?</strong></p>
<p>Insomma, se da una parte è difficile quantificare le cifre spese ogni  anno dagli Enti pubblici a favore delle <em>“tasche”</em> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bill_Gates"><strong>Bill Gates</strong></a> &amp; Co. (molto spesso il software viene catalogato nelle spese di hardware in quanto i pc al momento dell&#8217;acquisto montano già il pacchetto Windows, stessa cosa vale per i corsi di aggiornamento dei dipendenti sulle singole applicazioni), più semplice è immaginarne i numeri attraverso le cifre di mercato.</p>
<p>In genere ogni computer presente negli uffici pubblici spesso viene acquistato già completo di una licenza Windows Oem, che incide sul costo della macchina, e questa è la prima spesa. Per lo svolgimento del lavoro poi è generalmente molto diffusa la suite <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Microsoft_Office">Microsoft Office</a>, con costi dai 457 euro &#8211; standard, a 778 euro Iva esclusa per postazione.</p>
<p>Windows è poi molto soggetto ad attacchi hacker o a ricevere virus dalla navigazione in rete, richiedendo quindi l&#8217;installazione di un antivirus (peraltro obbligatorio per le arcaiche leggi italiane in materia, apparentemente più attente a favorire le vendite che a permettere di ottimizzare i costi); gli antivirus di rete hanno costi che possono andare dai 35 ai 60 euro iva esclusa per postazione (con Linux, l&#8217;antivirus non è necessario).</p>
<p>Se poi c&#8217;è bisogno di un software per la grafica i prezzi lievitano e si va oltre i mille euro, per non parlare di moltissimi altri programmi che in base alle esigenze potrebbero rendersi necessari (software per la masterizzazione, per la compressione dei file, traduttori, eccetera). Tutti programmi, da Office (Open Office) alla grafica (Gimp) che esistono per Linux in versione Open Source. Sia chiaro che il fatto che siano gratuiti non significa affatto che siano meno efficienti (anzi&#8230;).</p>
<p>Il<em> “software indispensabile”</em>, in poche parole, costa più del computer stesso. Se a questo aggiungiamo anche gli aggiornamenti, sembra lapalissiano che anche a un qualsiasi medio o piccolo Ente pubblico, risparmiare oltre mille euro per computer farebbe sicuramente molto comodo, anche in considerazione del momento congiunturale.</p>
<p>D&#8217;altronde, mentre <a href="http://www.supercom.it/Sud_America/Net_economy/Il_Brasile_preferisce_Linux.html">all&#8217;estero abbiamo l&#8217;esempio di un&#8217;intera nazione, il Brasile, che ha abbandonato i costi fissi del software proprietario di Microsoft</a>, i numeri parlano chiaro: qua in Italia il precedente è costituito dalla politica illuminata della Provincia di Bolzano dove grazie all&#8217;intervento di un dipendente argentino si è progressivamente abbandonato Windows a favore di Linux <strong>abbattendo i costi del software e della manutenzione di circa un  milione di euro all&#8217;anno</strong>, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ITzX7zRgOkA">come testimonia anche un&#8217;inchiesta della  trasmissione <em>“Report”</em> che vi alleghiamo in video a questo  editoriale</a>.</p>
<p>Certo, anche il passaggio da <em>Windows</em> a <em>Linux</em> comporterebbe qualche spesa,  come i corsi di aggiornamento dei dipendenti, però sarebbero  considerabili come <em>“una tantum”</em> e quindi facilmente ammortizzabili nel tempo  attraverso i risparmi in bilancio sui software a pagamento.</p>
<p>D&#8217;altronde, rispetto a Windows, con Linux cambiano i nomi dei  programmi, ma per il resto è tutto molto simile: basta abituarsi.</p>
<p>E a testimonianza di questa semplicità c&#8217;è sempre l&#8217;esperienza dell&#8217;Alto Adige, dove i sistemi informatici di tutte le scuole (elementari e medie) in lingua italiana della Provincia Autonoma di Bolzano/Bozen, sono stati aggiornati con il sistema operativo libero <em>FUSS-Soledad GNU/Linux</em>, una personalizzazione realizzata da un team di  esperti della più conosciuta distribuzione<em> Debian GNU/Linux</em>.</p>
<p>Il progetto si chiama <a href="http://www.fuss.bz.it/"><em>“Free Upgrade Southtyrol&#8217;s Schools” </em>(FUSS)</a>, è stato finanziato dal <a href="http://www.fondosocialeeuropeo.it/"><em>Fondo Sociale Europeo</em></a> e coinvolge, secondo gli ultimi dati disponibili, circa 16mila ragazzi al lavoro su circa 2500 PC nei quali gira solo ed esclusivamente software libero.</p>
<p>Certo, in giro per il mondo troviamo altre esperienze pionieristiche  di questo tipo, come <a href="http://www.tecnomagazine.it/tech/3433/open-source-e-linux-in-germania-lo-annuncia-il-ministro-degli-esteri/">in Germania, dove il sistema statale sta  progressivamente passando da Windows a Linux</a> e quindi, a maggior  ragione, <strong>risulta assai surreale trovare argomentazioni valide per giustificare l&#8217;enorme spesa che i contribuenti italiani, già penalizzati da un servizio internet veloce frammentario e a pagamento (cosa che non avviene all&#8217;estero), devono sostenere attraverso gli Enti pubblici per pagare un software che già esiste gratis.</strong></p>
<p><strong>Da qui la nostra proposta, concreta e fattibile: perché non abbandonare i pacchetti a pagamento a favore di quelli liberi? Avete idea di quando potrebbe risparmiare lo Stato?</strong></p>
<p>Pensateci, intanto noi de <em>LoSchermo.it </em>diamo l&#8217;esempio,  impegnandoci anche a relazionare in rete gli sforzi di  qualsiasi Ente pubblico che avesse il<em> “coraggio” </em>di seguire l&#8217;esempio  della Provincia di Bolzano, che sta lì a testimoniare che la cosa può  funzionare.</p>
<p>Perché, parafrasando una celebre frase di Obama, non resta che ammetterlo: <em>“Yes, we  can”</em>.</p></blockquote>
<div class="zemanta-pixie"><img class="zemanta-pixie-img" src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=b789cf0b-b146-80b7-9748-f3a6387a0a2b" alt="" /></div>
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		<title>P.O. &#8211; Politica Operativa</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 07:06:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Gialdi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Simpatica e geniale non potevo non riproporla   Grazie Imprenditore.
Windows &#8211; PDL
Nessuno lo ama, nessuno ne parla bene, monopolista.
Ma alla fine quasi tutti lo usano (tappandosi il naso) per necessità o convenienza ed è in larga maggioranza.
Guidato da un signore ricchissimo.
MAC- PD
Chi lo ha si sente parte di una elite, migliore diventa un po&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Simpatica e geniale non potevo non riproporla <img src='http://www.rigeneriamoci.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  Grazie <a href="http://limprenditore.blogspot.com" target="_blank">Imprenditore</a>.</p>
<blockquote><p><span style="font-size: 130%;"><span style="font-family: georgia;">Windows &#8211; PDL</span></span><br />
Nessuno lo ama, nessuno ne parla bene, monopolista.<br />
Ma alla fine quasi tutti lo usano (tappandosi il naso) per necessità o convenienza ed è in larga maggioranza.<br />
Guidato da un signore ricchissimo.</p>
<p><span style="font-size: 130%;"><span style="font-family: georgia;">MAC- PD</span></span><br />
Chi lo ha si sente parte di una elite, migliore diventa un po&#8217; puzzone e guarda gli altri dall&#8217;alto al basso.<br />
E non capisce perché non lo adottino tutti.<br />
Ma nonostante tutti gli sforzi rimane elitario e pur con buoni numeri, minoranza.</p>
<p><span style="font-size: 130%;"><span style="font-family: georgia;">IPHONE &#8211; Lega</span></span><br />
Fa finta di non essere un computer ma lo è.<br />
In forte crescita e con un grande leader carismatico mezzo malato.<br />
Chi lo ha ne è fan sfegatato e probabilmente non lo cambierebbe mai con niente altro.<br />
Il suo segreto, nonostante certe ruvidezze che lo fanno odiare da alcuni, è che nell&#8217;uso quotidiano quasi mai delude.</p>
<p><span style="font-size: 130%;"><span style="font-family: georgia;">UBUNTU- Radicali</span></span><br />
Piccolo, veloce, libero, aperto, gratuito, senza preconcetti.<br />
Ma mal si collega con gli altri ed è a volte complicato da capire e da utilizzare.<br />
Chi lo ha ne diventa un fan sfegatato. gioendo un poco del suo essere elitario e adattabile.<br />
Ma nonostante le potenzialità resta inchiodato ad una quota infinitesimale del mercato.</p>
<p><a href="http://limprenditore.blogspot.com/2009/07/politica-operativa.html" target="_blank">Continua&#8230;..</a></p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Ubuntu 9.04</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 15:01:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Gialdi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Leonardo da Vinci]]></category>
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		<description><![CDATA[
Ci siamo, se ne è parlato parecchio negli ultimi tempi, ora è finalmente online disponibile per il download la nuova versione della distribuzione linux Ubuntu. Juanty Jackalope, questo il nome scelto per la nuova release disponibile nelle versioni Desktop, Server e Remix (per MID e Netbook).
&#8220;Una volta che abbiate conosciuto il volo, camminerete sulla terra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hackgeek.files.wordpress.com/2008/11/jauntyjack.jpg"><img style="border: 0pt none; max-width: 800px;" src="http://hackgeek.files.wordpress.com/2008/11/jauntyjack.jpg" alt="" width="255" height="191" /></a><br />
Ci siamo, se ne è parlato parecchio negli ultimi tempi, ora è finalmente online disponibile per il download la nuova versione della distribuzione linux Ubuntu. J<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jackalope" target="_blank">uanty Jackalope</a>, questo il nome scelto per la nuova release disponibile nelle versioni Desktop, Server e Remix (per MID e Netbook).</p>
<blockquote><p>&#8220;<em>Una volta che abbiate conosciuto il volo, camminerete sulla terra guardando il cielo&#8230;</em>&#8221; L. da Vinci (dalla <a href="http://ubuntu-it.org/" target="_blank">home page</a> del sito italiano di Ubuntu)<br />
<a href="http://www.ubuntu.com/getubuntu/download" target="_blank"></a></p></blockquote>
<p><a href="http://www.ubuntu.com/getubuntu/download" target="_blank">Qui</a> trovate la ISO per l&#8217;installazione, ma se avete già sul vostro pc una versione precendente il sistema vi avviserà con un&#8217;icona informativa, potrete quindi procedere all&#8217;avanzamento in pchi semplici passi. Io lo sto facendo proprio in questo momento <img src='http://www.rigeneriamoci.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><span style="color: #008000;">Bhe!! Che altro dire se non buona installazione, e ricordate di guardare per terra ogni tanto <img src='http://www.rigeneriamoci.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':-P' class='wp-smiley' /> </span></p>
<div class="zemanta-pixie"><img class="zemanta-pixie-img" src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=0e65793d-dc91-84d5-b2e4-985ac73f4ddd" alt="" /></div>
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		<title>Linux e la Pubblica Amministrazione Marchigiana</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Apr 2009 15:26:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Gialdi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggo di un interessante progetto ad opera dei LUG e FSUG Marchigiani che ha l&#8217;obbiettivo di redigere un testo di legge per la promozione e diffusione dei formati aperti nella pubblica amministrazione. Un altro passo avanti, nella speranza che un giorno si arrivi ad investire la totalità della spesa pubblica, destinata alle licenze, nel software [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.linuxedintorni.org/archives/1554" target="_blank">Leggo</a> di un interessante progetto ad opera dei LUG e FSUG Marchigiani che ha l&#8217;obbiettivo di redigere un testo di legge per la promozione e diffusione dei formati aperti nella pubblica amministrazione. Un altro passo avanti, nella speranza che un giorno si arrivi ad investire la totalità della spesa pubblica, destinata alle licenze, nel software libero. Alcuni <a href="http://www.linuxfeed.org/news/opensource-e-pa.html" target="_blank">stati</a> già lo fanno <img src='http://www.rigeneriamoci.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<blockquote><p><img title="images.jpg" src="http://www.linuxedintorni.org/wp-content/uploads/2009/04/images.jpg" border="0" alt="images.jpg" width="92" height="92" />Molte regioni italiane si sono mosse per creare una coscienza collettiva rispetto al software open.</p>
<p style="text-align: left;">Spesso queste iniziative comprendono corsi ed incontri presso le varie associazioni LUG del luogo ma da qualche tempo a questa parte il dibattito è entrato anche nella politica, parecchie regioni infatti hanno dato il via ad iter burocratici per l’esamina di proposte di leggi regionali per l’introduzione di software informatico libero all’interno delle infrastrutture regionali e della pubblica amministrazione locale.</p>
<p>Sicuramente delle iniziative lodevoli che hanno unito molte regioni nello spirito di innovazione positiva che queste proposte hanno lanciato; la regione Marche era restata al palo fino ad oggi.</p>
<p style="text-align: left;">Dico fino ad oggi perchè è con grande speranza che apprendo della proposta di legge regionale avanzata da un<br />
gruppo di esponenti dei vari movimenti open presenti sul territorio.</p>
<p>L’elaborazione del testo ha richiesto circa un anno di lavori, studi, elaborazioni, ricerche ed email ma alla fine eccoci al risultato sperato; la proposta si pone come obbiettivo primario quanto dichiarato nelle prime righe del documento:</p>
<blockquote style="text-align: left;"><p>Nelle Marche esistono ormai da tempo realtà associative che lavorano per la promozione del software libero e open source (FLOSS) nel territorio. Da queste realtà nasce il progetto FLOSS Marche, con il uale si intende mettere in rete le varie associazioni tra cui, in particolare, i LUG (Linux User Group) e i FSUG<br />
(Free Software User Group) presenti nel territorio marchigiano, con l’obiettivo di formulare una legge per la promozione del FLOSS (Free Libre Open Souce Software) e la diffusione delle tecnologie informatiche libere e aperte nella Pubblica Amministrazione marchigiana.</p></blockquote>
<p style="text-align: left;">Speriamo ora che il documento venga al più presto inserito tra quelli in discussione nei vari ordini del giorno per così iniziare il proprio iter burocratico che porterà il progetto sicuramente in porto vista l’adesione trasversale di tutte le forze politiche di destra e sinistra alla proposta.</p>
<p style="text-align: left;">Se volete contribuire al successo di questa iniziativa è possibile cliccare sui seguenti link:</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.consiglio.marche.it/banche_dati_e_documentazione/iter_degli_atti/pdl/scheda.php?id=1018&amp;start=0&amp;comm=" target="_blank">http://www.consiglio.marche.it</a> -per avere info circa lo stato dei lavori-</p>
<p><a href="http://firmiamo.it/propostaleggeflossmarche" target="_blank">http://firmiamo.it</a> -per sostenere il progetto con la propria firma-</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://flossmarche.netsons.org/wiki/index.php?title=Pagina_principale" target="_blank">http://flossmarche.netsons.org/</a> -per tutti contatti del caso-</p>
<p><a href="http://flossmarche.netsons.org/wiki/index.php?title=Proposta_di_legge" target="_blank">http://flossmarche.netsons.org/wiki</a> -per leggere la proposta di legge completa-</p>
<p style="text-align: left;">Ciao a tutti.</p>
</blockquote>
<div class="zemanta-pixie"><img class="zemanta-pixie-img" src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=ffe34816-ec71-8789-b2b6-5b08c85d2059" alt="" /></div>
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		<title>OpenVista: Clinical Information System e Oses</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 06:21:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Gialdi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stefano mi aveva parlato di questa importante iniziativa un paio di mesi fà, ora sembra si stia arrivnado alla conclusione. Un altro importante successo dell&#8217;Open Source grazie all&#8217;impegno di Oses  
OpenVista CIS (Clinical Information System) è una applicazione Open Source che permette una completa gestione di tutte le più importanti informazioni anagrafiche e medicali riguardanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stefano mi aveva parlato di questa importante iniziativa un paio di mesi fà, ora sembra si stia arrivnado alla conclusione. Un altro importante successo dell&#8217;Open Source grazie all&#8217;impegno di Oses <img src='http://www.rigeneriamoci.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<blockquote><p><strong>OpenVista CIS (Clinical Information System)</strong> è una applicazione <strong>Open Source</strong> che permette una completa gestione di tutte le più importanti informazioni anagrafiche e medicali riguardanti i pazienti, in ambito ospedaliero ed ambulatoriale.</p>
<p>Derivato dal celebre e diffuso <strong>VistA</strong> Electronic Health Record <strong>(EHR)</strong>, il software sviluppato dal <strong>Dipartimento degli Affari dei Veterani degli Stati Uniti (VA)</strong>, viene distribuito commercialmente da <strong>Medsphere Systems Corporation</strong>, con sede a Carlsbad in Canada e sostenuto dalla <strong>Community</strong> costruita intorno a <strong><a href="http://www.medsphere.org/" target="_blank">medsphere.org</a>,</strong> il portale che riunisce amministratori di istituti sanitari, medici, sviluppatori ed appassionati.</p>
<p><a title="OpenVista 1" href="http://osesassociazione.wordpress.com/2009/04/03/openvista-clinical-information-system/openvista_1/" target="_blank"><img title="OpenVista 1" src="http://osesassociazione.files.wordpress.com/2009/04/openvista_1.jpg?w=128&amp;h=96" alt="" width="128" height="96" /></a> <a title="OpenVista 2" href="http://osesassociazione.wordpress.com/2009/04/03/openvista-clinical-information-system/openvista_2/" target="_blank"><img title="OpenVista 2" src="http://osesassociazione.files.wordpress.com/2009/04/openvista_2.jpg?w=128&amp;h=96" alt="" width="128" height="96" /></a> <a title="OpenVista 3" href="http://osesassociazione.wordpress.com/2009/04/03/openvista-clinical-information-system/openvista_3/" target="_blank"><img title="OpenVista 3" src="http://osesassociazione.files.wordpress.com/2009/04/openvista_3.jpg?w=128&amp;h=96" alt="" width="128" height="96" /></a> <a title="OpenVista 4" href="http://osesassociazione.wordpress.com/2009/04/03/openvista-clinical-information-system/openvista_41/" target="_blank"><img title="OpenVista 4" src="http://osesassociazione.files.wordpress.com/2009/04/openvista_41.jpg?w=128&amp;h=96" alt="" width="128" height="96" /></a> <a title="OpenVista 5" href="http://osesassociazione.wordpress.com/2009/04/03/openvista-clinical-information-system/openvista_5/" target="_blank"><img title="OpenVista 5" src="http://osesassociazione.files.wordpress.com/2009/04/openvista_5.jpg?w=128&amp;h=96" alt="" width="128" height="96" /></a> <a title="OpenVista 6" href="http://osesassociazione.wordpress.com/2009/04/03/openvista-clinical-information-system/openvista_6/" target="_blank"><img title="OpenVista 6" src="http://osesassociazione.files.wordpress.com/2009/04/openvista_6.jpg?w=128&amp;h=96" alt="" width="128" height="96" /></a> <a title="OpenVista 7" href="http://osesassociazione.wordpress.com/2009/04/03/openvista-clinical-information-system/openvista_71/" target="_blank"><img title="OpenVista 7" src="http://osesassociazione.files.wordpress.com/2009/04/openvista_71.jpg?w=128&amp;h=96" alt="" width="128" height="96" /></a> <a title="OpenVista 8" href="http://osesassociazione.wordpress.com/2009/04/03/openvista-clinical-information-system/openvista_8/" target="_blank"><img title="OpenVista 8" src="http://osesassociazione.files.wordpress.com/2009/04/openvista_8.jpg?w=128&amp;h=96" alt="" width="128" height="96" /></a> <a title="OpenVista 9" href="http://osesassociazione.wordpress.com/2009/04/03/openvista-clinical-information-system/openvista_9/" target="_blank"><img title="OpenVista 9" src="http://osesassociazione.files.wordpress.com/2009/04/openvista_9.jpg?w=128&amp;h=96" alt="" width="128" height="96" /></a> <a title="OpenVista 10" href="http://osesassociazione.wordpress.com/2009/04/03/openvista-clinical-information-system/openvista_10/" target="_blank"><img title="OpenVista 10" src="http://osesassociazione.files.wordpress.com/2009/04/openvista_10.jpg?w=128&amp;h=96" alt="" width="128" height="96" /></a> <a title="OpenVista 11" href="http://osesassociazione.wordpress.com/2009/04/03/openvista-clinical-information-system/openvista_11/" target="_blank"><img title="OpenVista 11" src="http://osesassociazione.files.wordpress.com/2009/04/openvista_11.jpg?w=128&amp;h=96" alt="" width="128" height="96" /></a> <a title="OpenVista 12" href="http://osesassociazione.wordpress.com/2009/04/03/openvista-clinical-information-system/openvista_12/" target="_blank"><img title="OpenVista 12" src="http://osesassociazione.files.wordpress.com/2009/04/openvista_12.jpg?w=128&amp;h=96" alt="" width="128" height="96" /></a></p>
<p>Uno dei principali <strong>vantaggi</strong> derivanti dall’utilizzo di un applicativo quale <strong>OpenVista CIS</strong> è la pressochè totale <strong>eliminazione della carta</strong> e dei supporti non digitalizzati a favore di un <strong>database</strong> strutturato <strong>sull’anagrafica del paziente</strong> ed in grado di raccogliere informazioni articolate e complete quali, per esempio:</p>
<ul>
<li>Liste di patologie segnalate e diagnosi eseguite;</li>
<li>Medicazioni prescritte, complete di dosaggi, frequenze e controindicazioni con altri farmaci già prescritti;</li>
<li>Prescrizioni di visite specialistiche;</li>
<li>Gestione di cartelle cliniche contenenti note, immagini, documenti allegati;</li>
<li>Schede di dimissioni dei pazienti ricoverati nella struttura sanitaria;</li>
<li>Schede di rilevazione dei Parametri Vitali;</li>
<li>Schede di dettaglio degli esami di laboratorio.</li>
</ul>
<p>A queste funzionalità base si aggiungono altre interessanti features, quali la gestione di <strong>Alerts</strong> associati ad eventi riguardanti i pazienti, una nutrita serie di <strong>report</strong> facilmente customizzabili, l’evoluta <strong>gestione degli utenti</strong> (medici, infermieri, specialisti, ecc.) con ruoli e funzioni diversificate e parametrizzabili.</p>
<p>Abbiamo preso in esame questo applicativo nell’ambito del programma <strong>OpenCare</strong> e da tempo ne stiamo valutando le funzionalità, apprezzandone la completezza ed il profilo funzionale estremamente strutturato, che lo rende una sorta di <strong>ERP </strong>(Enterprise Resource Planning) del <strong>settore medicale</strong>.</p>
<p>Da qui la decisione di contribuire al progetto <strong>OpenVista</strong> realizzandone la <strong>localizzazione italiana</strong>, nella prima fase limitata alla traduzione dell’intero applicativo (3500 ed oltre stringhe di testo). La release beta dell’<strong>add-on</strong> per la traduzione sarà rilasciata per il download tra alcune settimane e verrà naturalmente messa a disposizione della community di Medsphere.</p>
<p>La nostra convinzione è che l’utilizzo di sistemi Open Source, sufficientemente strutturati ed affidabili, possa dare un importante impulso alla <strong>modernizzazione </strong>degli <strong>ambiti sanitari</strong>, <strong>non solo nei paesi in via di sviluppo</strong>. L’assenza di <strong>barriere economiche </strong>legate ai <strong>costi di licenza e manutenzione</strong>, la possibilità di ottenere <strong>aggiornamenti frequenti</strong> e gratuiti, l’<strong>apertura delle varie Community</strong> al recepimento dei quesiti e dei requirement degli utenti rendono l’<strong>Open Source  una via accessibile e non necessariamente vincolata a forti investimenti d’implementazione e gestione</strong>.</p>
<p>Per conoscere l’opinione di chi è direttamente impegnato sul progetto abbiamo discusso questi temi con <strong>Albert Gnandt</strong>, Technical Lead<strong> </strong>alla <strong>Medsphere Systems Corporation </strong>ed in particolare gli abbiamo chiesto quale contributo possa dare, la Community di Medsphere, nei settori no-profit e umanitari.<strong> </strong></p>
<p><em>“Medsphere expects that concerned individuals will download OpenVista and use it to improve healthcare in the developing world. We see this possibility as one of the many tremendous benefits of an Open Source healthcare solution. Most recently, a physician in India used the Healthcare Open Source Ecosystem </em><a href="http://www.medsphere.org/" target="_blank"><em>www.medsphere.org</em></a><em> to download OpenVista, after which we helped him implement the solution. Many people have used the Web site to download OpenVista. Medsphere.org now has hundreds of members, is growing weekly, and provides comprehensive information on OpenVista.</em></p>
<p><em>VistA/OpenVista is being implemented or is live in the Kingdom of Jordan, Mexico, Uganda, Nigeria, Finland, Egypt, and American Samoa. Medsphere encourages any healthcare facility or organization to download OpenVista and use it to improve the care people receive.</em></p>
<p><em>In this time of global financial crisis, OpenVista is more relevant than ever. Open Source software is necessary for genuine interoperability, collaboration, transparency, and affordability, and it is just these qualities that also enable clinicians to provide the best possible care. Medsphere’s goal is to provide leadership in an engaged community that ultimately includes contributors from around the globe with the ultimate objective of dramatically altering the healthcare landscape.”</em></p></blockquote>
<p>Via: <a href="http://osesassociazione.wordpress.com/2009/04/03/openvista-clinical-information-system/" target="_blank">Oses</a></p>
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		<title>Benvenuto Tuz</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 19:44:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Gialdi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Linux manda in vacanza Tux e adotta Tuz quale mascotte del nuovo Kernel.
Apprendo da Corrado che con la release 2.6.29 del kernel Linux cambierà la mascotte: a prendere il posto del nostro beneamato pinguino Tux (che a quanto pare andrà a fare il barbiere per i prossimi tre mesi), sarà Tuz, un diavolo della tasmania. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://linux.conf.au"><img class="alignnone" style="border: 0pt none;" src="https://linux.conf.au/images/tuz.png" alt="" width="203" height="150" /></a></p>
<p>Linux manda in vacanza Tux e adotta Tuz quale mascotte del nuovo Kernel.</p>
<blockquote><p>Apprendo da Corrado che con la release 2.6.29 del kernel Linux cambierà la mascotte: a prendere il posto del nostro <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tux">beneamato pinguino Tux</a> (<strong>che a quanto pare andrà a fare il barbiere per i prossimi tre mesi</strong>), sarà Tuz, un diavolo della tasmania. L’obiettivo è naturalmente quello di attirare l’attenzione sulla <a href="http://www.tassiedevil.com.au/">sorte di questi piccoli animaletti australiani</a>, che rischiano l’estinzione a causa di una contagiosa forma di cancro.</p>
<p>Mi unisco volentieri <a href="http://git.kernel.org/?p=linux/kernel/git/torvalds/linux-2.6.git;a=commit;h=8032b526d1a3bd91ad633dd3a3b5fdbc47ad54f1">all’appello</a> per la salvaguardia di questi simpatici animaletti: ecco quindi Tuz. Benvenuto! <img src='http://www.rigeneriamoci.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p></blockquote>
<p>Via <a href="http://www.free-os.it/blog/archives/1981" target="_blank">Giacomo</a></p>
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		<title>Document Freedom Day</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 19:57:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Gialdi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco una cosa interessante, il 25 marzo 2009 a Opera (MI) al  centro polifunzionale via Gramsci, 21 si terrà il DFD09 organizzato fa FSUGItalia.

Il DFD è l’evento in cui si cerca di far conoscere al grande pubblico i vantaggi, le potenzialità e i valori che caratterizzano gli standard aperti, con particolare attenzione per i formati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco una cosa interessante, il 25 marzo 2009 a Opera (MI) al  <a href="http://www.fsugitalia.org/dfd/doku.php?id=dfd09:dove" target="_blank">centro polifunzionale</a> via Gramsci, 21 si terrà il <a href="http://www.dfdmilano09.tk/" target="_blank">DFD09</a> organizzato fa <a href="http://www.fsugitalia.org/wp/" target="_blank">FSUGItalia</a>.</p>
<div class="level3">
<blockquote><p>Il DFD è l’evento in cui si cerca di far conoscere al grande pubblico i vantaggi, le potenzialità e i valori che caratterizzano gli standard aperti, con particolare attenzione per i formati aperti per i documenti ( ODF, Open Document Format), ma non solo. E’ anche una ottima occasione per diffondere e promuovere programmi in grado di operare con gli standard aperti di cui sopra, tra cui anche OpenOffice, la “office suite” libera, veloce ed efficiente, in grado di soppiantare a pieno la sua alternativa proprietaria Microsoft.</p>
<p>L’evento è coordinato a livello internazionale dalla Free Software Foundation Europe, sezione europea della più celebre FSF. Per quest’anno l’evento prevede uno storico cambio di posizione, si passerà infatti dalla storica sede di FSUGitalia, Perugia, a Milano, più precisamente ad Opera (MI), al centro polifunzionale di via Gramsci 21. Ciò è stato possibile grazie alla preziosissima collaborazione ed ospitalità offerta del neonato gruppo “Libere Culture Digitali” ( <a class="urlextern" title="http://www.ellecidi.tk" rel="nofollow" href="http://www.ellecidi.tk/">http://www.ellecidi.tk</a> ), che è già noto alla comunità <acronym title="Free &amp; Open-Source Software">FOSS</acronym>, per il riuscitissimo evento “Liberamente08”.</p>
<p>Anche il programma verrà cambiato, con un ricco programma di interventi mattutini, alcuni talk tecnici durante il primo pomeriggio ed il Creative Commons Contest che si protrarrà sino alla sera, con un piccolo concerto. In oltre ci saranno numerosi ospiti relatoti come Davide Dozza, del PLIO ( Progetto Linguistico Italiano OpenOffice, <a class="urlextern" title="http://www.plio.it" rel="nofollow" href="http://www.plio.it/">http://www.plio.it</a> ), i due Fedora Ambassador Gianluca Varisco e Luca Foppiano, Michele Marzulli, autore del libro “OpenOffice che funziona”. Senza dimenticare i numerosi ospiti della sera, tra persone legate al mondo della musica e delle libertà digitali.</p>
<p>La partecipazione all’evento è ovviamente aperta a tutti, con diversi livelli di coinvolgimento, e con numerosi argomenti presentati. Possono partecipare tutti, indipendentemente dal livello di preparazione posseduto, che si sia dei super esperti che dei neofiti completi, senza alcun tipo di prerequisito, se non la voglia di conoscere e di imparare.</p>
<p>Sarà un’occasione per incontrare esperti del settore, rivolgere domande e confrontare le proprie opinioni, il tutto liberamente.</p></blockquote>
<p>Vale la pena farci un giro <img src='http://www.rigeneriamoci.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </div>
<h3><a id="creative_commons_contest" name="creative_commons_contest"></a></h3>
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		<title>Qimo 4 Kids</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 21:09:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Gialdi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una distribuzione Linux basata su Ubuntu dedicata ai più piccoli  

Pare che Ubuntu sia la Distribuzione Linux piu&#8217; usata e riadattata, anche se io personalmente preferisco ed uso (ove possibile) Fedora (per i client) e CentOS (per i server), ma si sa che io arrivo da prima Slackware e poi RedHat, quindi forse non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una distribuzione Linux basata su Ubuntu dedicata ai più piccoli <img src='http://www.rigeneriamoci.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<div style="text-align: center;"><img style="max-width: 800px;" src="http://www.qimo4kids.com/Images/Screenshots/WhatIsQimo.jpg" alt="" width="296" height="227" /></div>
<blockquote><p>Pare che <strong>Ubuntu</strong> sia la <strong>Distribuzione Linux</strong> piu&#8217; usata e riadattata, anche se io personalmente preferisco ed uso (ove possibile) <strong>Fedora</strong> (per i client) e <strong>CentOS</strong> (per i server), ma si sa che io arrivo da prima <strong>Slackware</strong> e poi <strong>RedHat</strong>, quindi forse non faccio testo&#8230;</p>
<p>Ad ogni modo, un&#8217;altra <strong>Distribuzione</strong> derivata da <strong>Ubuntu</strong> e&#8217; <a href="http://www.qimo4kids.com/" target="_blank"><strong>Qimo 4 Kids</strong></a>, una <strong>Distribuzione</strong> pensata apposta per i <strong>Bambini</strong> sopra i tre anni.<br />
Caratterizzata dalle applicazioni (educative, ovviamente), dalle grandi icone (che quindi piaceranno ai bambini) e dalla leggerezza di una variante di <strong>XFCE</strong>, e&#8217; l&#8217;ideale per quei genitori che non tollerano l&#8217;utilizzo di <strong>Software Proprietario</strong> e che vorrebbero instillare le stesse idee anche ai <strong>bambini</strong>.</p>
<p>Guerre di religione a parte (che bene o male la frecciatina ogni tanto mi scappa), una distribuzione di questo genere vi permette non solo di riciclare un <strong>Computer</strong> per i vostri <strong>Bambini</strong>, ma anche di lasciare che lo utilizzino da soli, dal momento che le applicazioni che vi sono installate sono &#8220;sicure&#8221;.</p></blockquote>
<p>Via <a href="http://www.geekissimo.com/2009/03/14/qimo-4-kids-la-distro-linux-a-misura-di-bambino/" target="_blank">DElyMyth</a><a href="http://www.geekissimo.com/2009/03/14/qimo-4-kids-la-distro-linux-a-misura-di-bambino/" target="_blank"><br />
</a></p>
<div class="zemanta-pixie"><img class="zemanta-pixie-img" src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=1f56cbaa-47e2-434a-a632-f76132f00540" alt="" /></div>
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