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Videocontest per la promozione del turismo consapevole, responsabile e sostenibile

Pubblicato il 18 Dicembre, 2009 - Autore: Silvia Pianelli

Ancora 29 giorni (la scadenza è fissata il 18 gennaio) per iscriversi e partecipare al concorso From Cool to Good, un videocontest per la promozione del turismo consapevole, responsabile e sostenibile organizzato da Ermes.net e sostenuto da Mondial Assistance.

Il concorso ha lo scopo di raccogliere materiali video che contribuiscano a diffondere la cultura di un turismo più consapevole, sostenibile, responsabile e anche ecologico: il portale Ermes offre un servizio per analizzare l’impatto economico ambientale ed ecologico dei viaggi.

Al concorso possono partecipare creativi, designer, copywriter, artisti, professionisti, studenti e viaggiatori consapevoli (o aspiranti tali :-) ).

Una giuria composta da esperti del settore assegnerà il primo premio di 3.000 € al contributo che meglio rappresenterà la tematica della campagna sociale. In palio anche bous viaggi per il Marocco, l’Australia o weekend in strutture sostenibili.

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Nonsolopuntaperotti

Pubblicato il 28 Ottobre, 2009 - Autore: Marco

Ci siamo :)

Anche quest’anno, ed è il quarto, parte il concorso fotografico nonsolopuntaperotti per denunciare gli ecomostri del nostro paese.

Partecipare è semplice, basta fotografare un edificio o una struttura che secondo voi deturpa o degrada l’ambiente,  ed inviare lo scatto alla segreteria.

La giuria di assoluto riguardo sceglierà i tre scatti migliori che verranno premiati con un abbonamento ad un anno a National Geographics Italia ed una fotocamera digitale.

Qui trovate le foto inviate lo scorso anno.

dal blog di Marcello

Siamo sempre di più a dirlo. Sempre di più a dire che gli ecomostri sono un danno per l’ambiente e per l’economia dell’Italia. E sono anche pericolosi. E siamo sempre di più anche a lanciare concorsi fotografici a caccia di ecomostri… ma questo è il primo, l’originale! ;-)

L’edizione 2009-2010 di Nonsolopuntaperotti, è la quarta. Dall’anno scorso è nazionale e da quest’anno è per ogni tipo di fotografia originale digitale o digitalizzata (non più soltanto per immagini da cellulare).

Il soggetto delle immagini è quello di ogni volta: gli ecomostri, le opere dell’uomo che deturpano e abbruttiscono uno dei paesi più belli del mondo. Perchè “non ci vuole niente a distruggere la bellezza” (cit). E noi cercheremo di distruggere gli ecomostri. Come l’ex Cinema porno di Zingonia, come l’Abergo dei mondiali di Milano.

Se vuoi puoi sostenere l’iniziativa pubblicando sul tuo blog il banner del concorso che trovi qui.

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Unpacking SMAU Milano

Pubblicato il 22 Ottobre, 2009 - Autore: Marco

Ricordo quando da ragazzo facevo carte false pur di ottenere un biglietto d’ingresso nella giornata riservata agli operatori, erano i tempi in cui SMAU occupava quasi tutto il quartiere fieristico di Milano. Oggi che l’appuntamento con l’innovazione è decisamente ridimensionato, perchè l’obbiettivo è la qualità, il momento d’élite è interamente riservato ai Blogers.

Unpacking insomma, o se preferite il dietro le quinte di SMAU. Nulla o poco di pronto, tanti operai indaffarati a montare gli stand, la moquette ancora coperta dal cellophane gli espositori impegnati a sistemare i prodotti da presentare il giorno successivo. Un vero e proprio cantiere, e noi eravamo li :-)

Il tour, preconfezionato, ci ha portato da alcuni espositori (una decina) che ci hanno dedicato tempo prezioso per illustrarci prodotti/servizi. Tra i big visitati Google, Microsoft e IBM, ma chi ha davvero catturato l’attenzione sono state le startup dei percorsi dell’innovazione, che ci hanno raccontato idee nuove e innovative (so che può sembrare banale, ma in alcuni caso è stato proprio così).

Al termine del giro tutti in sala stampa per uno spritz e la firma sul BlogWall, che forse è stata la cosa più divertente perchè più social. ;)

L’idea di SMAU è sicuramente buona ma deve maturare, e se come dice vuole colloquiare con le persone sul web, forse dovrebbe coinvolgerle nella realizzazione del prossimo Unpacking.

Qui le foto.

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Rigeneriamoci e i social network

Pubblicato il 29 Settembre, 2009 - Autore: Marco

Progetto Rigeneriamoci aumenta la sua presenza sui social network. Perchè crediamo che il dialogo, in ogni sua forma, sia fondamentale per costruire un business win-win, dove condivisione e partecipazione sono gli ingredienti principali.

Quindi…

…diventa Fan della pagina su facebook oppure seguici su networkedblog

…iscriviti al gruppo su XING o semplicemente ascolta i nostri cinguettii su twitter

…guarda le nostre foto du flickr o i nostri video su youtube

e se non ami il web puoi sempre chiamare o venire a trovarci ;-)

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Oggi sciopero contro il DDL Alfano

Pubblicato il 14 Luglio, 2009 - Autore: Marco

Aderiamo anche noi allo sciopero dei blogger per difendere il diritto alla libertà di espressione.

Oggi 14.07.09 sit in in Piazza Navona a Roma dalle 19:00, per adesioni o info Diritto alla rete.

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OpenVista: Clinical Information System e Oses

Pubblicato il 4 Aprile, 2009 - Autore: Marco

Stefano mi aveva parlato di questa importante iniziativa un paio di mesi fà, ora sembra si stia arrivnado alla conclusione. Un altro importante successo dell’Open Source grazie all’impegno di Oses ;-)

OpenVista CIS (Clinical Information System) è una applicazione Open Source che permette una completa gestione di tutte le più importanti informazioni anagrafiche e medicali riguardanti i pazienti, in ambito ospedaliero ed ambulatoriale.

Derivato dal celebre e diffuso VistA Electronic Health Record (EHR), il software sviluppato dal Dipartimento degli Affari dei Veterani degli Stati Uniti (VA), viene distribuito commercialmente da Medsphere Systems Corporation, con sede a Carlsbad in Canada e sostenuto dalla Community costruita intorno a medsphere.org, il portale che riunisce amministratori di istituti sanitari, medici, sviluppatori ed appassionati.

Uno dei principali vantaggi derivanti dall’utilizzo di un applicativo quale OpenVista CIS è la pressochè totale eliminazione della carta e dei supporti non digitalizzati a favore di un database strutturato sull’anagrafica del paziente ed in grado di raccogliere informazioni articolate e complete quali, per esempio:

  • Liste di patologie segnalate e diagnosi eseguite;
  • Medicazioni prescritte, complete di dosaggi, frequenze e controindicazioni con altri farmaci già prescritti;
  • Prescrizioni di visite specialistiche;
  • Gestione di cartelle cliniche contenenti note, immagini, documenti allegati;
  • Schede di dimissioni dei pazienti ricoverati nella struttura sanitaria;
  • Schede di rilevazione dei Parametri Vitali;
  • Schede di dettaglio degli esami di laboratorio.

A queste funzionalità base si aggiungono altre interessanti features, quali la gestione di Alerts associati ad eventi riguardanti i pazienti, una nutrita serie di report facilmente customizzabili, l’evoluta gestione degli utenti (medici, infermieri, specialisti, ecc.) con ruoli e funzioni diversificate e parametrizzabili.

Abbiamo preso in esame questo applicativo nell’ambito del programma OpenCare e da tempo ne stiamo valutando le funzionalità, apprezzandone la completezza ed il profilo funzionale estremamente strutturato, che lo rende una sorta di ERP (Enterprise Resource Planning) del settore medicale.

Da qui la decisione di contribuire al progetto OpenVista realizzandone la localizzazione italiana, nella prima fase limitata alla traduzione dell’intero applicativo (3500 ed oltre stringhe di testo). La release beta dell’add-on per la traduzione sarà rilasciata per il download tra alcune settimane e verrà naturalmente messa a disposizione della community di Medsphere.

La nostra convinzione è che l’utilizzo di sistemi Open Source, sufficientemente strutturati ed affidabili, possa dare un importante impulso alla modernizzazione degli ambiti sanitari, non solo nei paesi in via di sviluppo. L’assenza di barriere economiche legate ai costi di licenza e manutenzione, la possibilità di ottenere aggiornamenti frequenti e gratuiti, l’apertura delle varie Community al recepimento dei quesiti e dei requirement degli utenti rendono l’Open Source  una via accessibile e non necessariamente vincolata a forti investimenti d’implementazione e gestione.

Per conoscere l’opinione di chi è direttamente impegnato sul progetto abbiamo discusso questi temi con Albert Gnandt, Technical Lead alla Medsphere Systems Corporation ed in particolare gli abbiamo chiesto quale contributo possa dare, la Community di Medsphere, nei settori no-profit e umanitari.

“Medsphere expects that concerned individuals will download OpenVista and use it to improve healthcare in the developing world. We see this possibility as one of the many tremendous benefits of an Open Source healthcare solution. Most recently, a physician in India used the Healthcare Open Source Ecosystem www.medsphere.org to download OpenVista, after which we helped him implement the solution. Many people have used the Web site to download OpenVista. Medsphere.org now has hundreds of members, is growing weekly, and provides comprehensive information on OpenVista.

VistA/OpenVista is being implemented or is live in the Kingdom of Jordan, Mexico, Uganda, Nigeria, Finland, Egypt, and American Samoa. Medsphere encourages any healthcare facility or organization to download OpenVista and use it to improve the care people receive.

In this time of global financial crisis, OpenVista is more relevant than ever. Open Source software is necessary for genuine interoperability, collaboration, transparency, and affordability, and it is just these qualities that also enable clinicians to provide the best possible care. Medsphere’s goal is to provide leadership in an engaged community that ultimately includes contributors from around the globe with the ultimate objective of dramatically altering the healthcare landscape.”

Via: Oses

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Alternanza scuola lavoro, il blog

Pubblicato il 30 Marzo, 2009 - Autore: Marco

I ragazzi hanno scritto il loro primo post sul blog della scuola. Beh!! Per essere la prima volta hanno fatto un buon lavoro. Nei prossimi giorni racconteranno attraverso il blog i loro lavori. :-)

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La politica ai tempi di Facebook

Pubblicato il 23 Marzo, 2009 - Autore: Marco

Ci sono andato, ero curioso volevo capire e ascolatare il confronto tra chi di mestiere fa il politico e chi invece si occupa di comunicazione.

Il caffè letterario, dove si è svolta la serata, è un locale suggestivo denso di storia, un posto dove ci si può lasciare cullare dalla letteratura sorseggiando un buon vino. Anche se poi ho visto tante bionde, meno impegnative del rosso. ;-)

Saponaro che è uno che conosce e usa i media digitali per rimanare in contatto con le persone, vedi qui, qui e qui , ha orgnaizzato e moderato la serata.

Mafe De Baggis ha subito preso di petto l’argomento definendo le relazioni sui social network (leggi facebook) orizzontali aspetto che spaventa i detentori del potere, che sia questo politico e economico, che sono abituati alle verticalità.

E’ un problema culturale, siamo generalmente legati a vecchi schemi che la rete sta piano piano smontando e riconfigurando. La nuova generazione, quella dei nativi digitali per intenderci riesce ad adattarsi con meno difficoltà alle nuove regole. Chi invece fatica a capire i benefici degli strumenti messi a disposizione da internet e dalle reti sociali, sono proprio coloro che figli dell’era post industriale hanno vissuto la rivoluzione digitale in modo passivo, non cogliendone le opportunitá. Pesando semplicemente “sono troppo vecchio per queste cose”.

Tornando all’argomento dell’incontro, ho apprezzato alcune riflessioni di Bruni che evidenziano una certa distanza tra le istituzioni ed in cittadini (leggasi popolo votante). L’informazione chiara e tempestiva è un dovere imprescindibile delle prime, che devono sfruttare tutti i canali disponibili, adattandosi anche alle nuove tecnologie digitali. Ritiene altresi che l’apertura del singolo politico, sia un plus certamente apprezzabile ma non un dovere o un obbligo. Ha voluto però anche fare qualche precisazioni sui blog e su chi li gestisce:

  • Evitare di scambiare la parte per il tutto, altrimenti si rischia di confondere pochi commenti con l’opinione di molti;
  • Non si può pretendere la frenesia, è necessario distinguere tra l’impegno lavorativo e la gestione del blog;
  • Va bene un linguaggio informale a patto che non si traformi in sproloquio;

Condivido ogni singolo punto, e aggiungo che per poter utilizzare questi nuovi strumenti di comunicazione è indispensabile studiare, e capirne le regole. Che tradotto significa, se vuoi farlo devi farlo bene altrimenti non funziona e rischia di ritorcersi contro. Per ora Bruni, grazie all’aiuto di Marcello, sta iniziando a fare i primi passi nella rete sociale, ha aperto un profilo facebook ed un gruppo per raccontare se stesso ai cittadini di Bergamo. Ora attendiamo il salto, il blog. :-)

Sull’anonimato in rete, Mafe ha evidenziato l’aspetto rivoluzionario di facebook, che impone una registrazione con nome e cognome, determinando una certa resposabilità da parte dell’utente. Gilioli, giornalista de “L’espresso” e blogger, vorrebbe invece che fosse garantito l’anonimato.

Mi è piaciuto molto il paragone sui commentatori anonimi, sempre di Gilioli, simili agli automobilisti isterici al semaforo, che forti della pseudo protezione che gli garantisce l’abitacolo si permettono urlare e strillare cone forsennati. Partendo da questa immagine, che secondo me spiega perfettamente questa figura che commenta i post dei blog in modo provocatorio nascondendosi dietro un nick, vorrei approfondirla spiegando che anche se l’abitacolo garantisce protezione, la persona ignota che strilla è identificabile dal numero di targa del veicolo, allo stesso modo l’internauta viene identificato in rete da un idirizzo IP univoco (quella serie di 4 gruppi di numeri che viene assegnata dall’ISP per intenderci). Questo per dire che in rete non esiste un vero e proprio anonimato, almeno non nel senso che tutti gli attribuiamo. E’ comunque doveroso dire che i commenti lasciati nei blog dai troll subiscono spesso un processo di selezione naturale che la rete stessa mette in atto.

Riallacciandosi poi al discorso iniziato da Bruni ha portato come esempio, due blog aperti da due politici Romano Prodi e Antonio Di Pietro. Due storie diametralmente opposte, il primo mosso dall’entusiasmo probabilmente, era in campagna elettorale, ha avuto vita breve, anzi brevissima, soltanto due post tipo “Ciao, da oggi vi racconterò giorno per giorno quello che faccio…” il seocndo “Scusate, non ho il tempo per scrivere…” :-( Ora che ha abbandonato la scena politica sembra che riesca a mantenere in vita il blog.

Il secondo esempio, invece è di un blog che funziona e anche bene visto che è tra i primi posti nella classica. Gilioli ci spiega i motivi di questo e di altri successi simili, e lo fa in modo semplice ed esaustivo:

  1. Non parla in politichese
  2. Molto informale e assertivo
  3. E’ gestito da lui in persona

Anche se il successo di un blog è determinato da molti fattori come la sincerità, la coerenza, la qualità dei post che si pubblicano e la tempestività, nel caso specifico i tre punti indicati sono comunque peculiari.

Nuovi strumenti e nuove possibilità di comunicazione che stanno piano piano rivoluzionando il sistema, la difficoltà più grande forse è rendersi conto della loro esistenza, ed evitare di etichettare tutto come inutile e senza futuro.

Insomma una serata decisamente riuscita, anche grazie a Lele Rozza e Eliana Pasquini che hanno collaborato alla realizzazione dell’evento. Interessante sotto ogni punto di vista spero venga replicata al più presto perchè alcune questioni meritano un approfondimento.

In chiusura una buona birra in compagnia di amici vecchi e nuovi. (che non ci sta mai male)  ;-)

Qui e qui le foto della serata.

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Document Freedom Day

Pubblicato il 18 Marzo, 2009 - Autore: Marco

Ecco una cosa interessante, il 25 marzo 2009 a Opera (MI) al  centro polifunzionale via Gramsci, 21 si terrà il DFD09 organizzato fa FSUGItalia.

Il DFD è l’evento in cui si cerca di far conoscere al grande pubblico i vantaggi, le potenzialità e i valori che caratterizzano gli standard aperti, con particolare attenzione per i formati aperti per i documenti ( ODF, Open Document Format), ma non solo. E’ anche una ottima occasione per diffondere e promuovere programmi in grado di operare con gli standard aperti di cui sopra, tra cui anche OpenOffice, la “office suite” libera, veloce ed efficiente, in grado di soppiantare a pieno la sua alternativa proprietaria Microsoft.

L’evento è coordinato a livello internazionale dalla Free Software Foundation Europe, sezione europea della più celebre FSF. Per quest’anno l’evento prevede uno storico cambio di posizione, si passerà infatti dalla storica sede di FSUGitalia, Perugia, a Milano, più precisamente ad Opera (MI), al centro polifunzionale di via Gramsci 21. Ciò è stato possibile grazie alla preziosissima collaborazione ed ospitalità offerta del neonato gruppo “Libere Culture Digitali” ( http://www.ellecidi.tk ), che è già noto alla comunità FOSS, per il riuscitissimo evento “Liberamente08”.

Anche il programma verrà cambiato, con un ricco programma di interventi mattutini, alcuni talk tecnici durante il primo pomeriggio ed il Creative Commons Contest che si protrarrà sino alla sera, con un piccolo concerto. In oltre ci saranno numerosi ospiti relatoti come Davide Dozza, del PLIO ( Progetto Linguistico Italiano OpenOffice, http://www.plio.it ), i due Fedora Ambassador Gianluca Varisco e Luca Foppiano, Michele Marzulli, autore del libro “OpenOffice che funziona”. Senza dimenticare i numerosi ospiti della sera, tra persone legate al mondo della musica e delle libertà digitali.

La partecipazione all’evento è ovviamente aperta a tutti, con diversi livelli di coinvolgimento, e con numerosi argomenti presentati. Possono partecipare tutti, indipendentemente dal livello di preparazione posseduto, che si sia dei super esperti che dei neofiti completi, senza alcun tipo di prerequisito, se non la voglia di conoscere e di imparare.

Sarà un’occasione per incontrare esperti del settore, rivolgere domande e confrontare le proprie opinioni, il tutto liberamente.

Vale la pena farci un giro ;-)

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I Blogger per l’ambiente

Pubblicato il 10 Marzo, 2009 - Autore: Marco

Tre mesi fà mi ero unito all’iniziativa de “ilKuda” che proponeva una catena di blog contro l’abolizione delle detrazioni del 55% sul risparmio energetico. Oggi leggo di una nuova e forse ancor più interessante proposta alla quale aderisco molto volentieri.

Ecco le prime idee che verranno discusse sul web per redigere un documento (pacchetto legge blog-ambiente) che verrà poi consegnato in parlamento:

1- TOGLIERE L’ICI DAL FOTOVOLTAICO, RIPRISTINARE LE CONDIZIONI DI PAGAMENTO INIZIALI DEL FINANZIAMENTO SUGLI IMPIANTI: gli impianti solari fotovoltaici a terra e sui tetti quelli non integrati, vengono classificati come impianti industriali e si impone l’onere di accatastarli e di pagare quindi l’Ici. Inoltre il governo Berlusconi ha modificato una serie di aspetti secondari dei meccanismi di pagamento in modo peggiorativo: vogliamo sia ripristinata la situazione iniziale. (+ info)

2- RIPORTARE IL RECUPERO DEL 55% DELL’IRPEF SPALMABILE SU 10 ANNI: per i lavori sull’efficienza energetica, con le nuove norme, si può recuperare il 55% di detrazione spalmandolo su un periodo di 5 anni. Di fatto si penalizza chi ha un reddito inferiore e quindi può recuperare ogni anno una quota inferiore di finanziamento. Chiediamo che anche i cittadini che non pagano l’Irpef e quindi non possono recuperare nulla venga dato modo di usufruire di pari incentivi o rimborsi. E’ assurdo che possa investire in efficienza energetica solo la fascia medio alta della popolazione. Inoltre chiediamo che vengano immediatamente emessi i decreti attuativi per la detrazione 2009, senza i decreti attuativi la detrazione del 55% del’Irpef non esiste. (+ info)

3- RECUPERO DELL’OLIO FRITTO PER FARNE BIODISEL: istituire la raccolto degli olii alimentari come in Germania dove si consegnano ai distributori di carburante che rilasciano un buono sconto proporzionato alla quantità d’olio fritto. Inoltre togliere il divieto di commercializzare liberamente il biodiesel, oggi i produttori hanno l’obbligo di conferirlo ai petrolieri che lo mischiano con il diesel. (+ info)

4- OBBLIGARE I COMUNI A PUBBLICARE LA LORO BOLLETTA ENERGETICA e chiedere un impegno perchè ogni anno ci sia una diminuzione del consumo pro-capite. (+ info)

5- ISTITUIRE FORME DI CREDITO PERMANENTI PER CHI VUOLE INVESTIRE IN ECOTECNOLOGIE magari su esempio di quello che ha fatto la Provincia di Milano.

6- SBLOCCARE LA RACCOLTA DEI RIFIUTI ELETTRONICI: Il 1 gennaio 2008 sarebbe dovuto partire il nostro sistema di raccolta dei rifiuti hi-tech. Ufficialmente ma non nella realtà! Mancano all’appello diversi decreti attuativi necessari a tradurre in pratica le disposizioni di legge. Tra questi, c’è il cosiddetto “Decreto Semplificazioni”, che obbliga la distribuzione a ritirare gratuitamente, in ragione di uno contro uno, l’apparecchiatura usata al momento dell’acquisto di un nuovo articolo simile destinato a un nucleo domestico. Questo decreto doveva entrare in vigore entro il 28 febbraio 2008, ma ancora non vede luce. (+ info)

7- SOSTEGNO ALLA MOBILITA’ CICLABILE: introdurre in tutti i comuni la legge che prevede il diritto di parcheggiare le biciclette nei cortili dei palazzi e delle aziende. Obbligare i gestori dei trasporti pubblici a permettere il trasporto delle biciclette su metropolitana ed autobus per almeno il 50% del tempo di servizio. (+ info)

8- RIDURRE L’USO DI BATTERIE USA E GETTA: tassazione sulle batterie usa e getta per finanziare un incentivo a quelle ricaricabili. (+ info)

9- SOSTEGNO ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA: mettere simboli chiari su ogni materiale utilizzato nelle confezioni in modo da evitare confusioni. (+ info)

e poi una proposta macro:

10- INVESTIRE NELLE FONTI RINNOVABILI I SOLDI DEL NUCLEARE, DELLE CENTRALI ELETTRICHE ALIMENTATE DA FONTI ENERGETICHE NON RINNOVABILI E DEI NUOVI INCENERITORI: nei recenti accordi Francia-Italia si parla di una spesa di oltre 20 miliardi di euro per costruire centrali nucleari in Italia che daranno energia solo tra 12/15 anni. Investire subito le stesse risorse sul centrali e microimpianti alimentati da fonti rinnovabili per avere energia da subito e non trovarsi il problema delle scorie e di eventuali incidenti. (+ info)

Per aderire all’iniziativa parlane nel tuo blog, l’ultima volta il buzz della rete è sservito a cambiare le cose ;-)

Al momento della pubblicazione hanno aderito:

ilKuda, Verdi Ferrara, Franco Corleone, Alessandro Ronchi, Leonardo Fiorentini, Rigeneriamoci

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Rigenerare significa evitare che un bene, che sia esso una cartuccia, un pc o una stampante, diventi un rifiuto e finisca in discarica.
Acquistare prodotti rigenerati significa contribuire alla salvaguardia dell'ambiente, perché si allunga la vita dei prodotti, riducendo i rifiuti.
Si parte dall'oggetto a fine vita e si interviene perché possa tornare a funzionare come in origine, se non e' possibile ne vengono utilizzate delle parti.

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