Fa’ La Cosa Giusta: dall’ospite Elesole

by elesole

Eh permesso?  Lascio la borsa all’ingresso e pulisco bene i piedi prima di entrare in una casa non mia ma come ospite, perché prima di ogni cosa, come mi diceva la mia nonna, quando si va a casa di altri bisogna essere discreti e soprattutto portare rispetto.

Appunto rispetto… è una parola che a “Fa’ la cosa giusta” vuole dire tante, tantissime cose, è una parola di quelle importanti, grondanti saggezza e serietà, ma che per fortuna quando si tratta di Flcg porta con sé un caleidoscopio di colori, profumi, sapori, che ci permettono di parlare di cose serie con una giusta leggerezza.

Quando entri in fiera devi essere consapevole di entrare in una piccola bolla spazio-temporale fatta di tanti piccoli gesti, forse banali e scontati e che non costano nulla se non, appunto, rispetto. Una fontanella con l’acqua in distribuzione gratuita, fredda, calda, addirittura con le bollicine è una cosa piccola, insignificante per una città, eppure permetterebbe di risparmiare un sacco in termini di smaltimento della plastica e quindi in termini di inquinamento, specie laddove la raccolta differenziata non è una piacevole abitudine . Io ho cominciato qualche anno fa ad assaporare la soddisfazione di avere la mia brocca dell’acqua “very rubinetto”  sul tavolo a cena e ripensandoci, mentre mi abbeveravo sabato a uno dei punti di distribuzione dell’acqua in fiera, una delle prime volte in cui ho preso in considerazione l’opzione della brocca è stato mentre mi versavo  da bere dalle bottiglie con la scritta san Rubinetto di cui mi servivo in fiera durante le pause ristoro. Parlo del tema acqua non a caso, invitando chi non lo avesse ancora fatto a firmare per la Campagna Referendaria “L’acqua bene comune” , c’erano anche loro in Fiera e spero abbiano ancora raccolto tante e tante firme.

Da sempre Flcg è anche occasione riflettere e approfondire, la vastità della proposta non permette di seguire tutto, per cui quando decidi di sfogliare il programma culturale mi impongo sempre di fare scelte oculate, poi però ti imbatti in una riunione di mamme blogger scatenate che sedute su puf di gomma riciclata dissertano e si infervorano parlando di quanto le aziende, talvolta a proposito talvolta no, le scelgono come testimonial dei loro prodotti, o come preziose consigliere per migliorare l’offerta. Io non sono mamma ma rimango incuriosita dalla passione con cui discutono, argomentano… altro che far bere al consumatore qualsiasi cosa…

Sui profumi e sapori del padiglione “Parla come mangi”, preferisco lasciare parlare le immagini senza bisogno di molto altro, anche perché a distanza di qualche giorno il frigorifero di casa si sta di nuovo e inesorabilmente svuotando, lasciandoci solo i ricordi e un buon sapore in bocca. Sia messo agli atti che nella scelta abbiamo voluto omaggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia: formaggi e vino del Piemonte, marmellate e arance di Sicilia, mozzarelle filanti fatte sul momento.

Prima di accomiatarmi dalla cosa che mi ha ospitato, come è buona creanza in questi casi, ringrazio chi mi ha invitato ad essere ospite e mi ha accolto all’ingresso, facendo da ottimo padrone di casa, grazie Marco.

E ora, con il permesso di vossia, mi accomiato.

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