Roma – Quella che un tempo fu la sfida tra Windows e IBM OS/2, di cui tutti conoscono l’esito, sembra oggi riproporsi in chiave moderna: da una parte ancora Microsoft, con un sistema operativo che del suo antenato a 16 bit conserva ormai solo il nome, e dall’altra parte ancora IBM, questa volta armata di Linux e delle tecnologie di virtualizzazione.Nell’ennesimo tentativo di erodere quote di mercato a Windows nel
settore dei desktop aziendali, IBM ha lanciato una nuova soluzione
Linux-based che promette di abbattere i costi di possesso del software.
Chiamata Virtual Linux Desktop, tale soluzione combina la famosa distribuzione Ubuntu di Canonical e le tecnologie di virtualizzazione e controllo remoto del desktop di Virtual Bridges con la suite di applicazioni e servizi enterprise di IBM, quali la suite per l’ufficio Symphony (basata su OpenOffice) e la piattaforma per la collaborazione e la messaggistica Lotus Sametime/Notes.Virtual
Linux Desktop gira su un server di back-office ed è accessibile agli
utenti per mezzo di semplici thin client, privi di disco e con risorse
hardware molto modeste. Gli utenti possono accedere al proprio desktop
e ai propri dati da qualsiasi postazione remota, sia essa Linux,
Windows o Mac, mentre gli amministratori aziendali possono eseguire la
manutenzione del software (come l’aggiornamento) in modo centralizzato
e automatizzato.



domenica, dicembre 7th, 2008, 17:51 | 



