La stupidità dei consulenti

by Marco Gialdi

Lo sapete, mi occupo di riciclo e recupero di prodotti hitech (computer, periferiche, cartucce), un servizio che offriamo ai clienti che spesso si trovano ad avere spazi occupati da vecchie macchine ormai inutilizzate. La soluzine che proponiamo è semplice, ritiriamo il materiale con la formula “Cessione Gratuita” ed è fatta :-)

Questo ci permette di recuperare le attrezzature obsolete e renderle quando possibile nuovamente utilizzabili.

Bhe… non sempre!

Succede infatti che dopo aver spiegato nel dettaglio il servizio, ed essermi accordato per il ritiro, il cliente ha pensato bene di chiedere consiglio al proprio commercialista (notoriamente esperto di gestione rifiuti) il quale non si è limitato a consigliare ma piuttosto a sentenziare l’obbligatorietà della distruzione delle macchine. Stando al ragionamento contorto di questa persona, la validità del servizio ai fini fiscali è tale solo se il materiale che si cede viene reso inservibile.

Il cliente fiducioso, cosa ha fatto? Ha preso a spaccare tutto, sfogando anche un pò di quella rabbia che ogni giorno si accumula nello svolgimento della propria attività.

Come sempre vale la regola Ofele` fa el to meste`.

Qui le altre foto :-)

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7 Responses to “La stupidità dei consulenti”

  1. Temo che il suo commercialista abbia ragione. Coreggimi se mi sbaglio.

  2. Ciao Marco! Ho datto un’occhio al tuo blog e mi piace continuare a constatare che il web è un utile messaggero di consigli economico-ambientali, come qui,.. praticamente.. bellissima storia! A me piace a volte creare comunicazione non convenzionale-sociale.. a mie spese, anonima.. cose piccole, ma utili.
    come questa!
    P E A C E

  3. @Stefano, credo che il commercialista in questione si riferisse alla necessità di scaricare dai cespiti i beni dell’azienda, ma questo non significa che gli stessi debbano essere distrutti.

    @Alessandro, grazie per i complimenti :-)

  4. Caro Marco,
    trovo che la soluzione della “cessione gratuita” sia un semplice escamotage che utilizzi per non assoggettarti alla (stringente) normativa sui rifiuti, che prevede, per chi effettua un lavoro come il tuo, l’iscrizione all’albo dei gestori, l’ottenimento di autorizzazioni provinciali e/o regionali (estremamente onerose da sostenere, causa prescrizioni molto severe, fidejussioni ecc…), l’emissione di formulari ecc…

    il tuo modo di affrontare questa attività è sbagliato, fuorilegge, oserei dire, e ti consente di fare concorrenza sleale agli operatori che agiscono in maniera corretta.

    Il fatto che tu ne parli apertamente su un sito web mi fa capire che probabilmente non lo fai neanche in malafede, però probabilmente a te serve un consulente (ambientale) molto più che non al tuo cliente.

    Ciao

  5. @Stefano, mi pare di capire che ti occupi di rifiuti. La nostra azienda è in possesso delle autorizzazioni necessarie al trasporto ed al trattamento dei rifiuti dal 1997. Abbiamo i mezzi autorizzati, e di norma è un servizio che offriamo alle aziende che ne fanno richiesta. Il ritiro dal cliente protagonista della storia è stato fatto con regolare FIR in quanto l’unica destinazione di quel materiale era il recupero (metalli, schede, palstica, etc..)
    Il nostro intento è di posticipare il fine vita dei prodotti hitech, ecco perchè preferiamo ritirarli come cessione gratuita e non come rifiuti. Crediamo che la rigenerazione sia un passaggio determinante per una corretta gestione dei rifiuti. Prima si rigenera poi si recupera, e per ultimo si smaltisce.
    Spero di aver chiarito i tuoi dubbi :-)

  6. Splendido ! Mi e’ capitato quando avevo chiesto ad un supermercato se potevo ritirare i prodotti in scadenza per la Caritas per cui lavoro : mi hanno risposto che loro erano tenuti a mettere la candeggina nei prodotti alimentari prima di buttarli, per evitare che qualcuno se li mangi !

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