La “regola dell’aggettivo” secondo [mini]marketing per “beccare” le campagne che dicono le bugie.
A occhio mi sembra che sia molto ragionevole come lettura del fenomeno

Nessuna affermazione in cui l’aggettivo viene prima del nome ha la minima possibilità di essere veritiera.
Controllate i flaconi dello shampoo, le brochure, gli annunci sponsorizzati dei DJ alla radio e i comunicati stampa.
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martedì, agosto 4th, 2009, 21:16 | 




29 settembre 2009 at 18:57
I nostri politici dove li mettiamo? Nelle campagne elettorali (il loro marketing) riescono dire senza battere ciglio delle bugie insostenibili anche senza usare aggettivi.
29 settembre 2009 at 22:16
@marco, bhe! in effetti come non darti ragione, forse però dovremmo essere noi ad imparare a riconoscere le bugie, anche quando a raccontarle è un vero professionista