Cooperativa Agricola Insieme – Bosnia Erzegovina

Pubblicato il 18 maggio, 2010 - Autore: Marco

Vi ricordate? Ne avevamo parlato qui subito dopo Fa La Cosa Giusta. I ragazzi della Cooperativa Insieme hanno finalmente ricevuto i computer portatili che Arci Milano ha acquistato grazie al nostro contributo. Nella foto una fase della lavorazione dei frutti “Lamponi di Pace”. Qui invece le altre foto.

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La creatività ha trovato casa

Pubblicato il 1 aprile, 2010 - Autore: Marco

Articolo di: FRANCESCO RIGATELLI

Da un’unione delle parole inglesi «veloce» e «pensare» nasce la società Fastinking. Il progetto principale si chiama «Rigeneriamoci». E’ con questo che Marco Gialdi, con altre otto persone, cerca di dare valore ai rifiuti. Lavora in un capannone di 700 metri quadrati ad Arese, una specie di cimitero dei computer da rivitalizzare. Li compra dalle aziende che se ne liberano e regala loro una seconda giovinezza per poi venderli su Internet. Lui è convinto che «anche un Pentium III non è morto. Basta avere pazienza e se ne può cavar fuori qualcosa di buono». Tutto comincia dalle cartucce per stampante. «Le smontiamo, le puliamo, le ricarichiamo, le riassembliamo e le rivendiamo», elenca Gialdi, orgoglioso del fatto che ora ha allargato il processo ai componenti dell’ufficio sostenibile. Da quando è entrato in contatto con «The Hub», infatti, anche lui ha maturato nuove idee: con Paolo Galvani di «Prestiamoci» ha progettato l’ufficio modello. «Ora nella sede di “The Hub” – spiega – usano le nostre apparecchiature rigenerate, dalle fotocopiatrici ai videoproiettori».

Continua…

Via Lastampa.it

Foto Filippo Podestà

Update: Qui l’articolo completo in f.to pdf

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SMAU 2009

Pubblicato il 14 ottobre, 2009 - Autore: Marco

Anche quest’anno saremo presenti :-)

Questa volta però raddoppiamo, come la scorsa edizione milanese la sala stampa sarà realizzata con i nostri computer. In più avremo uno stand (B35 Pad. 4) all’interno del quale presenteremo le nostre soluzioni a noleggio, dal singolo pc (desktop o notebook) al server Unix/NT.

Se passi a trovarci ricordati di lasciare il tuo biglietto da visita, potresti essere fortunato e vincere uno dei due premi(*) che abbiamo messo in palio per i nostri ospiti.

Pre-registrarti sul sito smau.it o richiedici via mail l’invito omaggio, ti aspettiamo dal 21 al 23 Ottobre a FieraMilanoCity Pad. 3 e 4 dalle 9:30 alle 18:30.

(*) L’estrazione dei premi avverrà venerd’ 23 Ottobre alel 16:00, seguici su questo blog per scoprire se sei tu il fortunato.

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Browser sostenibile

Pubblicato il 18 settembre, 2009 - Autore: Marco

Scegliere quello giusto può voler dire risparmiare la batteria del portatile e ridurre l’inquinamento.

Una serie di nuovi test sui vari browser sta cercando di preservare la vita della batteria dei vostri portatili. Mentre siete collegati alla presa elettrica, potete anche non essere pignoli con il vostro browser. Ma se sei scollegati e avete la necessità di far durare la vostra batteria il più a lungo possibile, quale browser è la scelta migliore? Lo so che per abitudine di solito si usa sempre lo stesso, ma lo studio di AnandTech ci spiega qual è il più utile alle nostre esigenze.

Lo studio si è basato sui browser più diffusi applicati su tre diversi computer portatili, un gateway con un processore Intel con sistema operativo Vista, un gateway con un processore AMD con sistema operativo Vista, e un Asus Eee PC con XP. L’intento è di capire anche quale ci permette di risparmiare energia stando collegati alla presa della corrente.

Con risultati un po’ sorprendenti, l’indagine ha rilevato che l’ultima versione di Internet Explorer è il browser più efficiente (oltre 2 ore di navigazione), battendo Chrome, Firefox e Opera da 5 a 10 minuti di durata della batteria in più, e battendo Safari di oltre mezz’ora sul gateway, con meno differenze su Asus Eee PC.


Continua…

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P.O. – Politica Operativa

Pubblicato il 15 luglio, 2009 - Autore: Marco

Simpatica e geniale non potevo non riproporla :-) Grazie Imprenditore.

Windows – PDL
Nessuno lo ama, nessuno ne parla bene, monopolista.
Ma alla fine quasi tutti lo usano (tappandosi il naso) per necessità o convenienza ed è in larga maggioranza.
Guidato da un signore ricchissimo.

MAC- PD
Chi lo ha si sente parte di una elite, migliore diventa un po’ puzzone e guarda gli altri dall’alto al basso.
E non capisce perché non lo adottino tutti.
Ma nonostante tutti gli sforzi rimane elitario e pur con buoni numeri, minoranza.

IPHONE – Lega
Fa finta di non essere un computer ma lo è.
In forte crescita e con un grande leader carismatico mezzo malato.
Chi lo ha ne è fan sfegatato e probabilmente non lo cambierebbe mai con niente altro.
Il suo segreto, nonostante certe ruvidezze che lo fanno odiare da alcuni, è che nell’uso quotidiano quasi mai delude.

UBUNTU- Radicali
Piccolo, veloce, libero, aperto, gratuito, senza preconcetti.
Ma mal si collega con gli altri ed è a volte complicato da capire e da utilizzare.
Chi lo ha ne diventa un fan sfegatato. gioendo un poco del suo essere elitario e adattabile.
Ma nonostante le potenzialità resta inchiodato ad una quota infinitesimale del mercato.

Continua…..

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La stupidità dei consulenti

Pubblicato il 14 aprile, 2009 - Autore: Marco

Lo sapete, mi occupo di riciclo e recupero di prodotti hitech (computer, periferiche, cartucce), un servizio che offriamo ai clienti che spesso si trovano ad avere spazi occupati da vecchie macchine ormai inutilizzate. La soluzine che proponiamo è semplice, ritiriamo il materiale con la formula “Cessione Gratuita” ed è fatta :-)

Questo ci permette di recuperare le attrezzature obsolete e renderle quando possibile nuovamente utilizzabili.

Bhe… non sempre!

Succede infatti che dopo aver spiegato nel dettaglio il servizio, ed essermi accordato per il ritiro, il cliente ha pensato bene di chiedere consiglio al proprio commercialista (notoriamente esperto di gestione rifiuti) il quale non si è limitato a consigliare ma piuttosto a sentenziare l’obbligatorietà della distruzione delle macchine. Stando al ragionamento contorto di questa persona, la validità del servizio ai fini fiscali è tale solo se il materiale che si cede viene reso inservibile.

Il cliente fiducioso, cosa ha fatto? Ha preso a spaccare tutto, sfogando anche un pò di quella rabbia che ogni giorno si accumula nello svolgimento della propria attività.

Come sempre vale la regola Ofele` fa el to meste`.

Qui le altre foto :-)

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Qimo 4 Kids

Pubblicato il 17 marzo, 2009 - Autore: Marco

Una distribuzione Linux basata su Ubuntu dedicata ai più piccoli :-)

Pare che Ubuntu sia la Distribuzione Linux piu’ usata e riadattata, anche se io personalmente preferisco ed uso (ove possibile) Fedora (per i client) e CentOS (per i server), ma si sa che io arrivo da prima Slackware e poi RedHat, quindi forse non faccio testo…

Ad ogni modo, un’altra Distribuzione derivata da Ubuntu e’ Qimo 4 Kids, una Distribuzione pensata apposta per i Bambini sopra i tre anni.
Caratterizzata dalle applicazioni (educative, ovviamente), dalle grandi icone (che quindi piaceranno ai bambini) e dalla leggerezza di una variante di XFCE, e’ l’ideale per quei genitori che non tollerano l’utilizzo di Software Proprietario e che vorrebbero instillare le stesse idee anche ai bambini.

Guerre di religione a parte (che bene o male la frecciatina ogni tanto mi scappa), una distribuzione di questo genere vi permette non solo di riciclare un Computer per i vostri Bambini, ma anche di lasciare che lo utilizzino da soli, dal momento che le applicazioni che vi sono installate sono “sicure”.

Via DElyMyth

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Dove finiscono i computer dismessi?

Pubblicato il 17 marzo, 2009 - Autore: Marco

Ecco alcune foto di discariche a cielo aperto che accolgono i prodotti high tech che gettiamo via con tanta semplicità. Spesso ci convinciamo che disfarsi di un vecchio compuer, monitor o stampante risolva il nostro problema. La realtà invece è un altra, che esula dalla frenetica quotidianeità. Prendere coscienza del fine vita, valutando alternative alla discarica potrebbe essere il primo passo verso una soluzione meno invasiva per il pianeta.

Quanti di quei prodotti accatastati potrebbero ancora rendere il loro servizio?

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Fa la cosa giusta, ecco cosa faremo

Pubblicato il 3 marzo, 2009 - Autore: Marco

Venerdì 13.03.09 dalle 9:00 alle 19:00 le scuole che lo richiederanno potranno utilizzare la “nostra” aula di informatica, costruita con un sistema thin-client, che è un modo difficile per dire che si possono fare aule informatiche con un solo computer intelligente e molti terminali lenti.

Appronteremo infatti un’aula dove grazie ad un pc che funge da server, potremo far lavorare svariati altri pc in rete. Con questo sistema, perfetto per i nostri pc rigeneriamoci, si possono utilizzare macchine anche molto vecchie che, dotate di scheda di rete, funzionano da terminali e “girano” grazie al server centrale.

I pc vecchi e poco carrozzati devono fare poche cose, il server permette di gestire tutte le postazioni.
Poca spesa, grandi performances, un modo per riutilizzare macchine inutilizzaibili con risultati eccellenti.
Abbiamo immaginato una giornata per le scuole in modo da mostrare come è possibile avere anche nei nostri istituti ottime soluzioni a basso impatto ambientale.
Ci saranno professori, esperti nell’utilizzo del nostro sistema operativo preferito, che saranno a disposizione dei ragazzi e dei docenti che li accompagnano per fare da tutor, per raccontare cosa si può fare.
I ragazzi avranno postazioni su cui giocare, provare gli applicativi, farsi un’idea.
Crediamo sia una bella occasione.

Una volta tanto una soluzione pensata per delle esigenze reali, non un modo per “regalare” alle scuole macchine vecchie che creano più problemi di quanti ne risolvano.

Se sei un docente e sei interessato scrivi a scuole@falacosagiusta.org per prenotare la tua visita, se sei uno studente e sei interessato, parlane con il tuo professore.

E’ necessario ricevere quanto prima le prenotazioni in modo da organizzare la visita di tutti quanti.

Vi aspettiamo

Insieme a noi ci saranno:

IconSolution è una realtà che muove i suoi passi dalla considerazione del ruolo chiave che sempre più l’ICT ha nel mondo dell’impresa. Troppo spesso le aziende si trovano a dover gestire strutture complesse senza
voler (o poter) investire in competenze adatte a comprenderne appieno le implicazioni e le potenzialità. Icon Solutions si propone di supportare le imprese tramite un’offerta distintiva basata sulla qualità del servizio reso (prima che sul prodotto finito) in modo da consentire loro di concentrarsi sul proprio business.

OpenLabs è un’Associazione Culturale senza fini di lucro costituita nel luglio del 2000 da 10 Soci Fondatori: in meno di tre anni conta piu’ di 100 iscritti. Fondata con l’impegno di promuovere e sostenere progetti coerenti con il Software Libero e Open Source, l’Associaziore sta operando nellaformazione  con corsi, seminari, gruppi di lavoro, nella divulgazionecon convegni, documentazione, informazione e nel sostegno di progetti con patrocinio, spazio web, sostegno ad enti e fondazioni, laboratori ecollaborazioni. L’Associazione si propone di promuovere e diffondere l’esercizio coscientedella libertà sia riguardo alle scienze informatiche e telematiche sia all’uso delle relative tecnologie nella società civile, nonchè di sostenere le forme di licenza e di distribuzione che consentano l’uso libero della produzione della attività intellettuale.
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SI, ma la crisi…

Pubblicato il 1 marzo, 2009 - Autore: Marco

[Lungo... ma credo valga la pena]

I prezzi al ribasso (perchè l’importante è fatturare), le offerte sottocosto (che poi non lo sono), il denaro che finisce presto (che tante volte è vero). Insomma una serie di aspetti che ognuno di noi tenta inesorabilmente di considerare per combattere questa situazione. Faccio l’offerta promo, così aumento le vendite, risolvo il fatturato del mese e faccio cassa. Salvo poi scoprire che non solo ho saturato il mio mercato e quindi il mese prossimo sarò nella stessa identica situazione, ma ho anche generato un utile prossimo allo zero e danneggiato il mercato, perchè ciò che percepisce il cliente non è lo sforzo fatto per ribassare il prezzo, ma piuttosto gli introiti incredibili che ho fatto fino ad ora.

La crisi come un fantasma, intangibile, si aggira nei posti di lavoro, nella quotidianeità di ogni persona, questa crisi. Un fantasma che però pesa sempre di più sulle spalle di ognuno di noi.

Esprimo ciò che vedo ogni giorno. Una condizione che attenaglia migliaia di soggetti, che sempre di più si trovano tra l’incudine e il martello. Da una parte l’insicurezza, la mancanza di soldi, le poche speranze e dall’altra le continue offerte cioccolatino, quelle che se anche non posso non ci rinuncio.

Tutto questo accade perchè in tempi non sospetti ci siamo preoccupati solo dei fatturati, degli utili, dei risultati senza considerare quello che forse è un’aspetto imprescindibile di una socità che si definisce moderna, ovvero costruire concretezza. Continuando così per anni, era inevitabile che prima o poi si arrivasse al punto di rottura. Quel confine labile e forse ignoto che necessariamente prima o poi viene passato, se l’unico parametro di valutazione sono i profitti. Probabilmente qualche guru dell’economia starà pensano che l’unico modo per valutare i risultati di un’impresa sia proprio questo. Forse era vero qualche decennio fa, non oggi. Non può più essere così.

Certo, ogni singolo imprenditore ha per troppi anni preso ad esempio le grandi aziende. Ha vissuto nel sogno di poter un giorno ottene gli stessi risultati, le stesse soddisfazioni. Chi non ha avuto velleità di questo tipo? Chi, anche solo per pochi istanti non si è visto nei panni dei BIG? Lecito, ma spostare l’attenzione dal concreto all’intangibile ci ha portato, forse, a questa situazione irreversibile. Se smetto di fare ciò che sono capace di fare e concentro le mie energie in altre direzioni ottengo forse nel breve periodo risultati ottimi, ma col tempo rischio di gonfiare sempre di più la fantomatica bolla di sapone che prima o poi scoppierà perchè, lo sappiamo tutti, questo è il suo destino. Ma quando a scoppiare sono tante, troppe bolle, ecco che riappare il fantasma e si rischia di essere risucchiati in quell’infinita spirale, che poi tanto infinita non è. Sento spesso la frase “Non abbiamo ancora toccato il fondo!” e se provassimo a fermarci?

Quando la vendita di prodotti e servizi serve solo ad alimentare sistemi finanziari, quando i guadagni dell’azienda e delle persone sono vincolati da questi meccanismi, è necessario porsi delle domande. Si perchè questo è un sistema non virtuoso, un sistema che non produce, che non inventa, che è destinato a cedere. Come di fatto sta accadendo.

Siamo rimasti per troppo tempo ancorati ad un’illusione, ad un sogno che lentamente si è trasformato in un incubo. Cullati e coccolati da questo sistema, abbiamo dimenticato, forse, di pensare e abbiamo sostituito la passione per le idee, unico vero carburante della vita, con la voracità per il denaro, quello facile intendo.

Voglio dire, se compro o produco un oggetto il mio obbiettivo è venderlo e realizzare utlile sufficiente a garantire il mantenimento della struttura che dirigo.

Ma se il mio utile è generato in piccola parte dal prodotto e per il resto dal premio che otterrò se raggiungerò il target, dagli interessi bancari dovuti ai giorni di valuta e da altri giochini pseudo finanziari, è chiaro che il mercato è destinato a vedere soccombere una certa concorrenza. La selezione naturale dovrebbe basarsi sulla capacità di soddisfazione del cliente, sulla creatività, sull’inventiva.

La concorrenza dovrebbe spingere ognuno di noi a migliorare, a crescere. Si sente spesso dire che l’anima dei mercati è la concorrenza, il confronto. Ma se questo è basato su sotterfugi è chiaro che a vincere saranno sempre gli stessi. Chi investirà tempo, denaro ed energie nel tentativo di migliorare la qualità del prodotto, i servizi post vendita, non potrà mai lottare ad armi pari in un contesto dove il piano di confronto è perennemente ed esclusivamente il prezzo finale. Non è lungimirante e non aiuta la crescita del sistema.

I modelli presi ad esempio negli ultimi decenni hanno fatto si che si creasse una grande confusione nella filiera. Oggi è difficile per un acquirente capire se sta acquistando un prodotto da un produttore, un distributore o un rivenditore. Oggi tutti siamo tutto, produciamo, vendiamo e commercializiamo in ogni direzione, pur di fatturare ed in tempi di crisi questa situazione viene ancora di più amplificata.

Ricordo che da ragazzo se volevo comprare la camera d’aria per la mia bicicletta, andavo nel negozio di biciclette. Oggi invece, vado a comprare il pane e ci trovo anche quella. Ecco questa è l’illusione, con cui abbiamo convissuto per troppo tempo. I luoghi non luoghi dove c’è tutto, piccoli o grandi che siano, affiliati o meno a catene nazionali o internazionali. Già, perchè la concorrenza aiuta a crescere, a distinguersi, a migliorare.

Intanto che scrivo sento alla radio la pubblicità di una famosa catena di prodotti di informatica che promuove prodotti sottocosto (computer, stampanti, elettrodomestici). Per curiosità sono andato a verificare cosa pagherei il notebook pubblicizzato, bhe anche se per pochi euro, mi costerebbe meno acquistarlo da loro che non dal mio fornitore abituale. E dopo?

La competenza, l’assistenza, il post vendita.. Già quei servizi che in qualche modo dovrebbero fare la differenza e invece… Se c’è il prezzo, il resto passa in secondo piano. No?

Oggi è necessario reinventarsi.

Fermarsi e analizzare in profondità il percorso che abbiamo fatto, cercando di cogliere gli aspetti che ci hanno distinto, ma soprattutto che ci hanno soddisfatto. Dobbiamo ridisegnare i nostri stili di vita e comprendere che non è possibile generare utili dal nulla, per farlo è necessario faticare!

Oggi abbiamo il web, abbiamo la conoscenza e l’esperienza, abbiamo gli strumenti che ci consentono di condividere, di partecipare e di esprimere la nostra opinione. Vedo in questo una soluzione, un’opportunità concreta. Certo non è facile da cogliere, siamo abituati a considerare il nosro sapere come unico, a custodirlo come un tesoretto. Proprio questo atteggiamento ha contribuito a generare un sistema chiuso, che se non organizzato (e il nostro non lo era) è destinato a soccombere. Condividere sul web non significa svelare i propri segreti ma confrontarsi con milioni di utenti e accorgersi che altri hanno già avuto e/o risolto gli stessi problemi; aprirsi alla discussione significa alimentare la creatività, dare nuovi stimoli all’ingegno avviando così un processo di selezione meritocratico, basato sulle reali capacità e competenze delle persone. Certo per fare questo bisogna avere una buona dose di coraggio e, come spesso accade, finchè qualcuno non si butta gli altri restano sul ciglio attendendo che l’impavido si lanci per primo. Poi lo seguono però, senza timore. Vero?

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» Categoria Pesieri e..., Senza categoria, suggestioni, web | 4 Commenti

keep looking »

Rigenerare significa evitare che un bene, che sia esso una cartuccia, un pc o una stampante, diventi un rifiuto e finisca in discarica.
Acquistare prodotti rigenerati significa contribuire alla salvaguardia dell'ambiente, perché si allunga la vita dei prodotti, riducendo i rifiuti.
Si parte dall'oggetto a fine vita e si interviene perché possa tornare a funzionare come in origine, se non e' possibile ne vengono utilizzate delle parti.

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