Una discarica davanti al Ministero dell’Ambiente
Pubblicato il 17 aprile, 2009 - Autore: Marco

Questa la protesta di Greenpeace per denunciare lo stato delle discariche hitech italiane. Solo il 20% a norma, per il resto i centri di raccolta sono spesso imporvvisati con i rifiuti ammassati direttamente sul terreno e lasciati in balia degli sciacalli ingolositi dai metalli preziosi che contengono. Qui i dati dell’inchiesta sulla raccolta dei rifiuti hitech nel nostro paese.
La bella addormentata nella foto rappresenta il Min. Prestigiacomo che nonostante i continui solleceti ad intervenire sulla questione, rimane impassibile. Speriamo che questo possa in qualche modo agitare le acque e dare inizio ad una serie di azioni per regolamentare il settore.
Puoi unirti alla protesta inviando anche tu una lettera al ministro, ad oggi lo hanno già fatto in più di 6700 persone. Come sempre vale il motto “Più siamo…”

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La stupidità dei consulenti
Pubblicato il 14 aprile, 2009 - Autore: Marco
Lo sapete, mi occupo di riciclo e recupero di prodotti hitech (computer, periferiche, cartucce), un servizio che offriamo ai clienti che spesso si trovano ad avere spazi occupati da vecchie macchine ormai inutilizzate. La soluzine che proponiamo è semplice, ritiriamo il materiale con la formula “Cessione Gratuita” ed è fatta
Questo ci permette di recuperare le attrezzature obsolete e renderle quando possibile nuovamente utilizzabili.
Bhe… non sempre!
Succede infatti che dopo aver spiegato nel dettaglio il servizio, ed essermi accordato per il ritiro, il cliente ha pensato bene di chiedere consiglio al proprio commercialista (notoriamente esperto di gestione rifiuti) il quale non si è limitato a consigliare ma piuttosto a sentenziare l’obbligatorietà della distruzione delle macchine. Stando al ragionamento contorto di questa persona, la validità del servizio ai fini fiscali è tale solo se il materiale che si cede viene reso inservibile.
Il cliente fiducioso, cosa ha fatto? Ha preso a spaccare tutto, sfogando anche un pò di quella rabbia che ogni giorno si accumula nello svolgimento della propria attività.
Come sempre vale la regola Ofele` fa el to meste`.
Qui le altre foto
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I virus ricaricheranno i nostri giocattolini hitech
Pubblicato il 4 aprile, 2009 - Autore: Marco
Già, grazie al lavoro della ricercatrice Angela Belcher del MIT sarà l’attività del virus MI13, batteriofago a generare la carica elettrica necessaria ad alimentarare i telefoni cellulari, i lettori mp3, etc…
Virus, un termine che non ha mai avuto un’accezione positiva, vuoi per motivi di salute dell’uomo, vuoi per la salvezza dei computers, si tratta di cinque lettere che mandano subito in allarme sia noi che i sistemi di protezione del pc. D’ora in poi però un che di positivo questa parola l’avrà: è nata infatti una rivoluzionaria batteria che si ricarica proprio grazie ai virus.
Ecologica e low cost, due caratteristiche che di questi tempi vanno per la maggiore e sicuramente
contribuiranno a far decollare le vendite qualora e quando dovesse approdare sul mercato. La virus-batteria è l’ultima invenzione del MIT, il prestigioso Massachusetts Institute of Technology, ed è costituita dal virus M13, un virus che uccide i batteri, clonato e geneticamente modificato. A brevettarla è stato un gruppo di ricerca coordinato da Angela Belcher. A diffondere la notizia della straordinaria invenzione è stata la rinomata rivista di divulgazione scientifica Science.Ma vediamo di conoscerne meglio le caratteristiche e le straordinarie potenzialità: la nuova atteria virale è grande pressapoco quanto una moneta ma ha le stessa capacità energetiche delle attuali batterie al litio, disponibili sul mercato, che alimentano cellulari e I-pod. Un rivestimento omposto dalle particelle del virus cresce su un substrato polimerico e costituisce i poli della batteria, alimentando i dispositivi in maniera assolutamente ecologica.
Facili da smaltire, le virus-batterie, di cui finora è stato creato solo un prototipo, risolverebbero probabilmente uno dei problemi più annosi dei rifiuti tecnologici, rappresentato proprio all’accumulo di batterie al litio, nocivo per l’ambiente e tossico per l’uomo.
Batterie ricaricabili al litio di telefoni cellulari, I-pod, blackberry, e quant’altro potrebbero essere dunque presto sostituite dalla batteria che va a virus M13, con tra gli altri vantaggi proprio le dimensioni ridotte che ne permetterebbero l’adattabilità anche a congegni elettronici estremamente piccoli. Versatile, ecologica ed economica, sembra che la virus-batteria abbia solo vantaggi, speriamo a questo punto che sia presto disponibile sul mercato!
Qui la pubblicazione in formato pdf.
Via Ansa grazie a Ecologiae

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