Posts tagged ‘Open Source’

maggio 14th, 2010

OpenGamingCamp – Milano libera i giochi

by Silvia Pianelli

È iniziato il 10 maggio e si concluderà domenica 16 “Milano Libera tutti“, iniziativa per la promozione dell’Open Culture organizzata da Wikimedia Italia in occasione del 2° festival delle libertà digitali.

Molti gli eventi organizzati, sparsi in tutta Milano. Lo scopo? Far conoscere tutti gli aspetti delle libertà digitali, dall’applicazione delle licenze libere ad ogni forma di opera artistica fino alla liberazione di contenuti di carattere scientifico e culturale.

Segnaliamo alcune iniziative particolari: domenica 16 maggio alla Galleria della Scienza – Università degli Studi di Milano-Bicocca, a Milano in Piazza della Scienza, 3 (edificio U2)- il BarCampOpenGamingCamp – Milano libera i giochi“.

Tra le attività una tavola rotonda: “Libertà digitali: HowTo – Software, filosofia, esperienze e casi di successo” , dalle 15:00 alle 16:30, una “nonconferenza” che nasce dal desiderio delle persone di condividere e apprendere in un ambiente aperto e libero. Ma non solo. Sarà possibile partecipare a un torneo di torneo di giochi di ruolo: Torneo di d&D 3.5/4 e Pathfinder – “La danza dei goblin” (si partecipa con iscrizione) e un Torneo di N/Xonotic, sparatutto in prima persona rilasciato con licenza GPL.

E ancora, dalle 13 alle 19, Demo di FlightGear, simulatore di volo civile e Game making: costruisci il tuo gioco; Install party, metti un pinguino sul tuo computer; e infine il Progetto di traduzione in italiano del System Reference Document rilasciato con licenza Open Gaming License (OGL).

Rigeneriamoci parteciterà all’iniziativa mettendo a disposizione 20 computer rigenerati per l’Opengamming. Domenica sera, al termine dell’evento, i computer disponibili saranno in vendita ai visitatori.

L’iniziativa è organizzata grazie alla collaborazione e la partecipazione di OpenLabs, Free Software for everyone (Associazione culturale e Linux usergroup di Milano); con il patrocinio dell’associazione studenti Bicocca (ASB) e il Dipartimento di Informatica Sistemistica e Comunicazione dell’Università degli Studi di Milano Bicocca (DISCo).

marzo 23rd, 2010

Ben NanoNote: un miniportatile Linux da 99 dollari

by Marco Gialdi


Certo bisognerà prenderci la mano, ma in fondo non lo abbiamo già fatto con le tastiere qwerty degli smartphone? E poi te lo porti a casa con solo 99,00$, non male ;)

E’ prodotto dall’azienda Qi Hardware e proviene direttamente dalle menti di alcuni ex-dipendenti del progetto OpenMoko, il primo cellulare opensource al mondo.
Mutuando la stessa filosofia alla base dello smartphone “saponetta”, Ben NanoNote – così come lascia intuire il suo nome – è un miniportatile dalle dimensioni veramente compatte. E’ caratterizzato da un display da appena 3 pollici in grado di raggiungere una risoluzione di 320×240 pixel e sotto la scocca pompa una CPU XBurst Jz4720 da 336Mhz affiancata da 32MB di memoria RAM e 2GB di memoria flash per l’archiviazione dei dati. A differenza dello smartphone marchiato OpenMoko segnaliamo la presenza di una piccola tastiera fisica. Il sistema operativo è ovviamente Linux-based. Ben NanoNote è venduto al prezzo di 99 dollari ed è già disponibile su Hackable Devices e Sharism.cc. Maggiori informazioni sul progetto su questa pagina.

via Tuxjournal

marzo 22nd, 2010

Il primo quotidiano open source

by Marco Gialdi

Onore al merito alla redazione di “LoSchermo.it” che ha deciso di utilizzare soluzioni open source per gestire il proprio lavoro. Di seguito l’editoriale pubblicato sul loro sito. Iniziative come questa meritano di essere raccontate perchè dimostrano che l’open source può essere utilizzato anche in realtà professionali.

LUCCA, 21 marzo – Il termine chiave è “open source”, sorgente aperta. Indica tutto quel software libero da licenze commerciali che si sta diffondendo sempre di più, in questi anni, sulla spinta della propaganda di Internet. Si contrappone al cosiddetto “software proprietario”, che ha il suo più illustre esponente nel pacchetto Windows di Microsoft, diffuso al livello globale e, in Italia, spesso anche nella pubblica amministrazione.

LoSchermo.it, in linea con la sua filosofia editoriale, ha deciso per tutta una serie di ragioni più o meno opportunistiche di adottare il sistema operativo libero Linux su tutti i computer della sua nuova redazione, divenendo di fatto il primo quotidiano italiano a procedere concretamente nella direzione del software libero e traendo spunto da ciò per tutta una serie di considerazioni che, in tempo di crisi, assumono particolare valenza e significato.

Mentre infatti dalle colonne di tanti quotidiani si leggono proposte prive di senso riguardo a possibili svolte positiviste della “cosa pubblica” noi ci limiteremo a porre questa semplice, concreta domanda: perché le amministrazioni non adottano il software libero abbattendo i costi di quello a pagamento?

Insomma, se da una parte è difficile quantificare le cifre spese ogni anno dagli Enti pubblici a favore delle “tasche” di Bill Gates & Co. (molto spesso il software viene catalogato nelle spese di hardware in quanto i pc al momento dell’acquisto montano già il pacchetto Windows, stessa cosa vale per i corsi di aggiornamento dei dipendenti sulle singole applicazioni), più semplice è immaginarne i numeri attraverso le cifre di mercato.

In genere ogni computer presente negli uffici pubblici spesso viene acquistato già completo di una licenza Windows Oem, che incide sul costo della macchina, e questa è la prima spesa. Per lo svolgimento del lavoro poi è generalmente molto diffusa la suite Microsoft Office, con costi dai 457 euro – standard, a 778 euro Iva esclusa per postazione.

Windows è poi molto soggetto ad attacchi hacker o a ricevere virus dalla navigazione in rete, richiedendo quindi l’installazione di un antivirus (peraltro obbligatorio per le arcaiche leggi italiane in materia, apparentemente più attente a favorire le vendite che a permettere di ottimizzare i costi); gli antivirus di rete hanno costi che possono andare dai 35 ai 60 euro iva esclusa per postazione (con Linux, l’antivirus non è necessario).

Se poi c’è bisogno di un software per la grafica i prezzi lievitano e si va oltre i mille euro, per non parlare di moltissimi altri programmi che in base alle esigenze potrebbero rendersi necessari (software per la masterizzazione, per la compressione dei file, traduttori, eccetera). Tutti programmi, da Office (Open Office) alla grafica (Gimp) che esistono per Linux in versione Open Source. Sia chiaro che il fatto che siano gratuiti non significa affatto che siano meno efficienti (anzi…).

Il “software indispensabile”, in poche parole, costa più del computer stesso. Se a questo aggiungiamo anche gli aggiornamenti, sembra lapalissiano che anche a un qualsiasi medio o piccolo Ente pubblico, risparmiare oltre mille euro per computer farebbe sicuramente molto comodo, anche in considerazione del momento congiunturale.

D’altronde, mentre all’estero abbiamo l’esempio di un’intera nazione, il Brasile, che ha abbandonato i costi fissi del software proprietario di Microsoft, i numeri parlano chiaro: qua in Italia il precedente è costituito dalla politica illuminata della Provincia di Bolzano dove grazie all’intervento di un dipendente argentino si è progressivamente abbandonato Windows a favore di Linux abbattendo i costi del software e della manutenzione di circa un milione di euro all’anno, come testimonia anche un’inchiesta della trasmissione “Report” che vi alleghiamo in video a questo editoriale.

Certo, anche il passaggio da Windows a Linux comporterebbe qualche spesa, come i corsi di aggiornamento dei dipendenti, però sarebbero considerabili come “una tantum” e quindi facilmente ammortizzabili nel tempo attraverso i risparmi in bilancio sui software a pagamento.

D’altronde, rispetto a Windows, con Linux cambiano i nomi dei programmi, ma per il resto è tutto molto simile: basta abituarsi.

E a testimonianza di questa semplicità c’è sempre l’esperienza dell’Alto Adige, dove i sistemi informatici di tutte le scuole (elementari e medie) in lingua italiana della Provincia Autonoma di Bolzano/Bozen, sono stati aggiornati con il sistema operativo libero FUSS-Soledad GNU/Linux, una personalizzazione realizzata da un team di esperti della più conosciuta distribuzione Debian GNU/Linux.

Il progetto si chiama “Free Upgrade Southtyrol’s Schools” (FUSS), è stato finanziato dal Fondo Sociale Europeo e coinvolge, secondo gli ultimi dati disponibili, circa 16mila ragazzi al lavoro su circa 2500 PC nei quali gira solo ed esclusivamente software libero.

Certo, in giro per il mondo troviamo altre esperienze pionieristiche di questo tipo, come in Germania, dove il sistema statale sta progressivamente passando da Windows a Linux e quindi, a maggior ragione, risulta assai surreale trovare argomentazioni valide per giustificare l’enorme spesa che i contribuenti italiani, già penalizzati da un servizio internet veloce frammentario e a pagamento (cosa che non avviene all’estero), devono sostenere attraverso gli Enti pubblici per pagare un software che già esiste gratis.

Da qui la nostra proposta, concreta e fattibile: perché non abbandonare i pacchetti a pagamento a favore di quelli liberi? Avete idea di quando potrebbe risparmiare lo Stato?

Pensateci, intanto noi de LoSchermo.it diamo l’esempio, impegnandoci anche a relazionare in rete gli sforzi di qualsiasi Ente pubblico che avesse il “coraggio” di seguire l’esempio della Provincia di Bolzano, che sta lì a testimoniare che la cosa può funzionare.

Perché, parafrasando una celebre frase di Obama, non resta che ammetterlo: “Yes, we can”.

dicembre 21st, 2009

Le Fiere e la green economy: il caso di Fà la cosa giusta

by Marco Gialdi

Da sempre, il luogo migliore dove gettare le basi per favorire contatti, parntership, sviluppi comuni, e ovviamente dove trovare nuovi clienti, sono senza dubbio le fiere. Le fiere sono dei veri e propri punti di riferimento per chi vuole capire lo stato dell’arte di un settore, la direzione del proprio mercato, dove ci si posiziona rispetto ai propri concorrenti, dove si possono trovare dei partner complementari o addirittura concorrenti, ma con i quali acquisire clienti più grandi ed importanti, superando le difficoltà dimensionali della propria azienda.

Il nostro settore, intendiamo la green economy “allargata”, è in un periodo molto fortunato. I consumatori si avvicinano a molti prodotti che questa economia esprime, e si presume che continuerà a farlo a maggior ragione quando i prezzi si abbasseranno, anche all’aumentare delle caratteristiche dei prodotti. Un pò come è stato per i cellulari, o i computer.

FastInking è un’azienda il cui scopo è quello di evitare che migliaia di tonnellate di prodotti IT finiscano nelle discariche. Ciò che dovrebbe essere un imperativo per tutti.

Marco Gialdi ci ha raccontato: “OpenLabs e Fastinking si sono conosciuti a FLCG 2008 nel punto ristoro organizzato dall’ARCI, ovvero davanti ad un buon boccale di birra. Da qual giorno, grazie alla voglia di fare sono iniziate a fiorire proposte e idee che piano piano abbiamo messo in cantiere e realizzato. FLCG 2009 ne è un esempio. Se si smette di pensare in modo chiuso e ottuso, e si da spazio alla collaborazione, alla condivizione ed alla partecipazione allora si, le fiere possono diventare un ottimo aggregatore attraverso il quale si possono mettere a sistema reti e relazioni che portano beneficio a tutti gli attori. Un sistema WIN-WIN, per intenderci.“.

OpenLabs partecipa a Fà la cosa giusta dalla sua prima edizione e questo evento e’ diventato uno dei piu’ importanti nella vita associativa.

Il presidente, Tommaso Ravaglioli, ha aggiunto: “Nel corso degli anni, grazie a questa fiera, abbiamo veicolato il messaggio secondo cui il Software Libero ha anche forti potenzialità etiche, e questo ci ha aperto un terreno comune non solo con il pubblico, ma anche con i colleghi espositori, attratti in egual misura dai costi di licenza nulli e dalle basi etiche del Software Libero“.

Guardando al lavoro svolto finora, la maggiore soddisfazione è stata vedere una serie di siti degli espositori, e primo fra tutti quello della fiera stessa, realizzati con Software Libero, premiando le aziende che si sono specializzate nelle implementazioni basate su open source, che sono state messe in contatto con i potenziali clienti grazie alla rete creatasi con la collaborazione tra Fa La Cosa Giusta ed OpenLabs.
Quest’anno la collaborazione sarà ancora più stetta. Insieme a realtà commerciali attive nel campo della rigenerazione hardware, come FastInking, ed altre aziende espositrici, il nostro obiettivo sarà dare la dimostrazione di un ufficio sostenibile, insieme ad un aula informatica dove ogni cosa, dai pc al software, dai mobili alla cancelleria, dall’energia ai detersivi, proviene dagli espositori della fiera
“.

via greenme.it

aprile 13th, 2009

Linux e la Pubblica Amministrazione Marchigiana

by Marco Gialdi

Leggo di un interessante progetto ad opera dei LUG e FSUG Marchigiani che ha l’obbiettivo di redigere un testo di legge per la promozione e diffusione dei formati aperti nella pubblica amministrazione. Un altro passo avanti, nella speranza che un giorno si arrivi ad investire la totalità della spesa pubblica, destinata alle licenze, nel software libero. Alcuni stati già lo fanno :-)

images.jpgMolte regioni italiane si sono mosse per creare una coscienza collettiva rispetto al software open.

Spesso queste iniziative comprendono corsi ed incontri presso le varie associazioni LUG del luogo ma da qualche tempo a questa parte il dibattito è entrato anche nella politica, parecchie regioni infatti hanno dato il via ad iter burocratici per l’esamina di proposte di leggi regionali per l’introduzione di software informatico libero all’interno delle infrastrutture regionali e della pubblica amministrazione locale.

Sicuramente delle iniziative lodevoli che hanno unito molte regioni nello spirito di innovazione positiva che queste proposte hanno lanciato; la regione Marche era restata al palo fino ad oggi.

Dico fino ad oggi perchè è con grande speranza che apprendo della proposta di legge regionale avanzata da un
gruppo di esponenti dei vari movimenti open presenti sul territorio.

L’elaborazione del testo ha richiesto circa un anno di lavori, studi, elaborazioni, ricerche ed email ma alla fine eccoci al risultato sperato; la proposta si pone come obbiettivo primario quanto dichiarato nelle prime righe del documento:

Nelle Marche esistono ormai da tempo realtà associative che lavorano per la promozione del software libero e open source (FLOSS) nel territorio. Da queste realtà nasce il progetto FLOSS Marche, con il uale si intende mettere in rete le varie associazioni tra cui, in particolare, i LUG (Linux User Group) e i FSUG
(Free Software User Group) presenti nel territorio marchigiano, con l’obiettivo di formulare una legge per la promozione del FLOSS (Free Libre Open Souce Software) e la diffusione delle tecnologie informatiche libere e aperte nella Pubblica Amministrazione marchigiana.

Speriamo ora che il documento venga al più presto inserito tra quelli in discussione nei vari ordini del giorno per così iniziare il proprio iter burocratico che porterà il progetto sicuramente in porto vista l’adesione trasversale di tutte le forze politiche di destra e sinistra alla proposta.

Se volete contribuire al successo di questa iniziativa è possibile cliccare sui seguenti link:

http://www.consiglio.marche.it -per avere info circa lo stato dei lavori-

http://firmiamo.it -per sostenere il progetto con la propria firma-

http://flossmarche.netsons.org/ -per tutti contatti del caso-

http://flossmarche.netsons.org/wiki -per leggere la proposta di legge completa-

Ciao a tutti.

aprile 4th, 2009

OpenVista: Clinical Information System e Oses

by Marco Gialdi

Stefano mi aveva parlato di questa importante iniziativa un paio di mesi fà, ora sembra si stia arrivnado alla conclusione. Un altro importante successo dell’Open Source grazie all’impegno di Oses ;-)

OpenVista CIS (Clinical Information System) è una applicazione Open Source che permette una completa gestione di tutte le più importanti informazioni anagrafiche e medicali riguardanti i pazienti, in ambito ospedaliero ed ambulatoriale.

Derivato dal celebre e diffuso VistA Electronic Health Record (EHR), il software sviluppato dal Dipartimento degli Affari dei Veterani degli Stati Uniti (VA), viene distribuito commercialmente da Medsphere Systems Corporation, con sede a Carlsbad in Canada e sostenuto dalla Community costruita intorno a medsphere.org, il portale che riunisce amministratori di istituti sanitari, medici, sviluppatori ed appassionati.

Uno dei principali vantaggi derivanti dall’utilizzo di un applicativo quale OpenVista CIS è la pressochè totale eliminazione della carta e dei supporti non digitalizzati a favore di un database strutturato sull’anagrafica del paziente ed in grado di raccogliere informazioni articolate e complete quali, per esempio:

  • Liste di patologie segnalate e diagnosi eseguite;
  • Medicazioni prescritte, complete di dosaggi, frequenze e controindicazioni con altri farmaci già prescritti;
  • Prescrizioni di visite specialistiche;
  • Gestione di cartelle cliniche contenenti note, immagini, documenti allegati;
  • Schede di dimissioni dei pazienti ricoverati nella struttura sanitaria;
  • Schede di rilevazione dei Parametri Vitali;
  • Schede di dettaglio degli esami di laboratorio.

A queste funzionalità base si aggiungono altre interessanti features, quali la gestione di Alerts associati ad eventi riguardanti i pazienti, una nutrita serie di report facilmente customizzabili, l’evoluta gestione degli utenti (medici, infermieri, specialisti, ecc.) con ruoli e funzioni diversificate e parametrizzabili.

Abbiamo preso in esame questo applicativo nell’ambito del programma OpenCare e da tempo ne stiamo valutando le funzionalità, apprezzandone la completezza ed il profilo funzionale estremamente strutturato, che lo rende una sorta di ERP (Enterprise Resource Planning) del settore medicale.

Da qui la decisione di contribuire al progetto OpenVista realizzandone la localizzazione italiana, nella prima fase limitata alla traduzione dell’intero applicativo (3500 ed oltre stringhe di testo). La release beta dell’add-on per la traduzione sarà rilasciata per il download tra alcune settimane e verrà naturalmente messa a disposizione della community di Medsphere.

La nostra convinzione è che l’utilizzo di sistemi Open Source, sufficientemente strutturati ed affidabili, possa dare un importante impulso alla modernizzazione degli ambiti sanitari, non solo nei paesi in via di sviluppo. L’assenza di barriere economiche legate ai costi di licenza e manutenzione, la possibilità di ottenere aggiornamenti frequenti e gratuiti, l’apertura delle varie Community al recepimento dei quesiti e dei requirement degli utenti rendono l’Open Source  una via accessibile e non necessariamente vincolata a forti investimenti d’implementazione e gestione.

Per conoscere l’opinione di chi è direttamente impegnato sul progetto abbiamo discusso questi temi con Albert Gnandt, Technical Lead alla Medsphere Systems Corporation ed in particolare gli abbiamo chiesto quale contributo possa dare, la Community di Medsphere, nei settori no-profit e umanitari.

“Medsphere expects that concerned individuals will download OpenVista and use it to improve healthcare in the developing world. We see this possibility as one of the many tremendous benefits of an Open Source healthcare solution. Most recently, a physician in India used the Healthcare Open Source Ecosystem www.medsphere.org to download OpenVista, after which we helped him implement the solution. Many people have used the Web site to download OpenVista. Medsphere.org now has hundreds of members, is growing weekly, and provides comprehensive information on OpenVista.

VistA/OpenVista is being implemented or is live in the Kingdom of Jordan, Mexico, Uganda, Nigeria, Finland, Egypt, and American Samoa. Medsphere encourages any healthcare facility or organization to download OpenVista and use it to improve the care people receive.

In this time of global financial crisis, OpenVista is more relevant than ever. Open Source software is necessary for genuine interoperability, collaboration, transparency, and affordability, and it is just these qualities that also enable clinicians to provide the best possible care. Medsphere’s goal is to provide leadership in an engaged community that ultimately includes contributors from around the globe with the ultimate objective of dramatically altering the healthcare landscape.”

Via: Oses

marzo 3rd, 2009

Fa la cosa giusta, ecco cosa faremo

by Marco Gialdi

Venerdì 13.03.09 dalle 9:00 alle 19:00 le scuole che lo richiederanno potranno utilizzare la “nostra” aula di informatica, costruita con un sistema thin-client, che è un modo difficile per dire che si possono fare aule informatiche con un solo computer intelligente e molti terminali lenti.

Appronteremo infatti un’aula dove grazie ad un pc che funge da server, potremo far lavorare svariati altri pc in rete. Con questo sistema, perfetto per i nostri pc rigeneriamoci, si possono utilizzare macchine anche molto vecchie che, dotate di scheda di rete, funzionano da terminali e “girano” grazie al server centrale.

I pc vecchi e poco carrozzati devono fare poche cose, il server permette di gestire tutte le postazioni.
Poca spesa, grandi performances, un modo per riutilizzare macchine inutilizzaibili con risultati eccellenti.
Abbiamo immaginato una giornata per le scuole in modo da mostrare come è possibile avere anche nei nostri istituti ottime soluzioni a basso impatto ambientale.
Ci saranno professori, esperti nell’utilizzo del nostro sistema operativo preferito, che saranno a disposizione dei ragazzi e dei docenti che li accompagnano per fare da tutor, per raccontare cosa si può fare.
I ragazzi avranno postazioni su cui giocare, provare gli applicativi, farsi un’idea.
Crediamo sia una bella occasione.

Una volta tanto una soluzione pensata per delle esigenze reali, non un modo per “regalare” alle scuole macchine vecchie che creano più problemi di quanti ne risolvano.

Se sei un docente e sei interessato scrivi a scuole@falacosagiusta.org per prenotare la tua visita, se sei uno studente e sei interessato, parlane con il tuo professore.

E’ necessario ricevere quanto prima le prenotazioni in modo da organizzare la visita di tutti quanti.

Vi aspettiamo

Insieme a noi ci saranno:

IconSolution è una realtà che muove i suoi passi dalla considerazione del ruolo chiave che sempre più l’ICT ha nel mondo dell’impresa. Troppo spesso le aziende si trovano a dover gestire strutture complesse senza
voler (o poter) investire in competenze adatte a comprenderne appieno le implicazioni e le potenzialità. Icon Solutions si propone di supportare le imprese tramite un’offerta distintiva basata sulla qualità del servizio reso (prima che sul prodotto finito) in modo da consentire loro di concentrarsi sul proprio business.

OpenLabs è un’Associazione Culturale senza fini di lucro costituita nel luglio del 2000 da 10 Soci Fondatori: in meno di tre anni conta piu’ di 100 iscritti. Fondata con l’impegno di promuovere e sostenere progetti coerenti con il Software Libero e Open Source, l’Associaziore sta operando nellaformazione  con corsi, seminari, gruppi di lavoro, nella divulgazionecon convegni, documentazione, informazione e nel sostegno di progetti con patrocinio, spazio web, sostegno ad enti e fondazioni, laboratori ecollaborazioni. L’Associazione si propone di promuovere e diffondere l’esercizio coscientedella libertà sia riguardo alle scienze informatiche e telematiche sia all’uso delle relative tecnologie nella società civile, nonchè di sostenere le forme di licenza e di distribuzione che consentano l’uso libero della produzione della attività intellettuale.
febbraio 25th, 2009

Gli ultimi successi del pinguino

by Marco Gialdi


Le scuole brasiliane avranno aule di informatica thinclient con software open source, grazie alla collaborazione della canadese Userful e della brasiliana ThinNetwork.


Le poste Francesi hanno scelto Compiere ERP per gestire i processi della divisione B2B, un grande risultato per la società Compiere Inc.

febbraio 16th, 2009

Linux per cubani

by Marco Gialdi

Portare entro cinque anni oltre il 50% degli utenti cubani verso i sistemi open source e liberarsi dalla “dipendenza” dai prodotti di Microsoft. Sono questi i principali motivi che hanno spinto il Governo cubano – che ultimamente è in vena di “prudenti” aperture verso il mondo tecnologico – a puntare tutto su una distro Linux creata dagli studenti e dai professori dell’Università di Scienze di L’Avana, una distro da adottare sia per la pubblica amministrazione che per i privati cittadini: Nova Linux.
Il nuovo sistema dovrebbe essere basato sulla celeberrima Gentoo ed è stato pensato per funzionare decentemente anche su hardware piuttosto datati (da Pentium 2 in su, insomma). Per quanto concerne l’interfaccia grafica (che di originale ha ben poco), lasciamo parlare un succoso video dimostrativo:

Nova Baire, el Linux cubano

Via: Geekissimo

gennaio 18th, 2009

Linux for Kagaene

by Marco Gialdi

Vi segnalo, con preghiera di diffonderlo attraverso i social network e i blog, questa importante iniziativa ad opera di un’associazione no-profit. Oses, si pone come obbiettivo la riduzione del divario digitale nei paesi in via di sviluppo, con l’utilizzo di sistemi open source.

In questi giorni ha avviato un nuovo progetto, il quinto da qundo è nata, per la realizzazione di un’aula di informatica nella scuola St. Jonh nella regione del Meru in Kenia, con l’ausilio di computer usati.

Per la realizzazione del progetto servono poco più di 500,00€ chiunque può contribuire con una semplice donazione attraverso paypal. Per maggiori informazioni info@oses.it

Se sei un blogger aiutaci a divulgare la notizia, pubblicando la notizia nel tuo blog inserendo i seguenti tag “Linux for Kagaene” e “Oses”.

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