Posts tagged ‘rifiuti’

aprile 30th, 2009

Innovhub Milano parla di noi

by Marco Gialdi

Innovhub Milano, il blog di Nova 100 che parla di innovazione e casi di successo imprenditoriale, oggi parla del nostro progetto, e lo fa con una video intervista.

Lo smaltimento dei prodotti tecnologici è un tema di grande importanza nelle società dominate dalla comunicazione, l’obsolescenza relativamente rapida di questi beni e la loro diffusione comporta un numero elevato di rifiuti, con un impatto ambientale consistente in termini di volume e soprattutto di materiali nocivi.

I post sul consorzio ReMedia hanno rilevato come si possa creare valore attraverso i rifiuti tecnologici grazie all’indotto creato dal processo di smaltimento. Tutto questo implica comunque la generazione -seppur minore- di una componente di CO2 e nuovi beni da produrre per sostituire quelli usciti dal mercato.

Continua…

aprile 17th, 2009

Una discarica davanti al Ministero dell’Ambiente

by Marco Gialdi

Questa la protesta di Greenpeace per denunciare lo stato delle discariche hitech italiane. Solo il 20% a norma, per il resto i centri di raccolta sono spesso imporvvisati con i rifiuti ammassati direttamente sul terreno e lasciati in balia degli sciacalli ingolositi dai metalli preziosi che contengono. Qui i dati dell’inchiesta sulla raccolta dei rifiuti hitech nel nostro paese.

La bella addormentata nella foto rappresenta il Min. Prestigiacomo che nonostante i continui solleceti ad intervenire sulla questione, rimane impassibile. Speriamo che questo possa in qualche modo agitare le acque e dare inizio ad una serie di azioni per regolamentare il settore.

Puoi unirti alla protesta inviando anche tu una lettera al ministro, ad oggi lo hanno già fatto in più di 6700 persone. Come sempre vale il motto “Più siamo…” ;-)

aprile 14th, 2009

La stupidità dei consulenti

by Marco Gialdi

Lo sapete, mi occupo di riciclo e recupero di prodotti hitech (computer, periferiche, cartucce), un servizio che offriamo ai clienti che spesso si trovano ad avere spazi occupati da vecchie macchine ormai inutilizzate. La soluzine che proponiamo è semplice, ritiriamo il materiale con la formula “Cessione Gratuita” ed è fatta :-)

Questo ci permette di recuperare le attrezzature obsolete e renderle quando possibile nuovamente utilizzabili.

Bhe… non sempre!

Succede infatti che dopo aver spiegato nel dettaglio il servizio, ed essermi accordato per il ritiro, il cliente ha pensato bene di chiedere consiglio al proprio commercialista (notoriamente esperto di gestione rifiuti) il quale non si è limitato a consigliare ma piuttosto a sentenziare l’obbligatorietà della distruzione delle macchine. Stando al ragionamento contorto di questa persona, la validità del servizio ai fini fiscali è tale solo se il materiale che si cede viene reso inservibile.

Il cliente fiducioso, cosa ha fatto? Ha preso a spaccare tutto, sfogando anche un pò di quella rabbia che ogni giorno si accumula nello svolgimento della propria attività.

Come sempre vale la regola Ofele` fa el to meste`.

Qui le altre foto :-)

aprile 4th, 2009

I virus ricaricheranno i nostri giocattolini hitech

by Marco Gialdi


Già, grazie al lavoro della ricercatrice Angela Belcher del MIT sarà l’attività del virus MI13, batteriofago a generare la carica elettrica necessaria ad alimentarare i telefoni cellulari, i lettori mp3, etc…

Virus, un termine che non ha mai avuto un’accezione positiva, vuoi per motivi di salute dell’uomo, vuoi per la salvezza dei computers, si tratta di cinque lettere che mandano subito in allarme sia noi che i sistemi di protezione del pc. D’ora in poi però un che di positivo questa parola l’avrà: è nata infatti una rivoluzionaria batteria che si ricarica proprio grazie ai virus.

Ecologica e low cost, due caratteristiche che di questi tempi vanno per la maggiore e sicuramente
contribuiranno a far decollare le vendite qualora e quando dovesse approdare sul mercato. La virus-batteria è l’ultima invenzione del MIT, il prestigioso Massachusetts Institute of Technology, ed è costituita dal virus M13, un virus che uccide i batteri, clonato e geneticamente modificato. A brevettarla è stato un gruppo di ricerca coordinato da Angela Belcher. A diffondere la notizia della straordinaria invenzione è stata la rinomata rivista di divulgazione scientifica Science.

Ma vediamo di conoscerne meglio le caratteristiche e le straordinarie potenzialità: la nuova atteria virale è grande pressapoco quanto una moneta ma ha le stessa capacità energetiche delle attuali batterie al litio, disponibili sul mercato, che alimentano cellulari e I-pod. Un rivestimento omposto dalle particelle del virus cresce su un substrato polimerico e costituisce i poli della batteria, alimentando i dispositivi in maniera assolutamente ecologica.

Facili da smaltire, le virus-batterie, di cui finora è stato creato solo un prototipo, risolverebbero probabilmente uno dei problemi più annosi dei rifiuti tecnologici, rappresentato proprio all’accumulo di batterie al litio, nocivo per l’ambiente e tossico per l’uomo.

Batterie ricaricabili al litio di telefoni cellulari, I-pod, blackberry, e quant’altro potrebbero essere dunque presto sostituite dalla batteria che va a virus M13, con tra gli altri vantaggi proprio le dimensioni ridotte che ne permetterebbero l’adattabilità anche a congegni elettronici estremamente piccoli. Versatile, ecologica ed economica, sembra che la virus-batteria abbia solo vantaggi, speriamo a questo punto che sia presto disponibile sul mercato!

Qui la pubblicazione in formato pdf.
Via Ansa grazie a Ecologiae

marzo 2nd, 2009

La crisi del Riciclo

by Marco Gialdi

Crisi vuol dire anche troppi rifiuti e poco mercato per i prodotti riciclati

La crisi economica globale in atto non ha risparmiato nessuno e da quanto si legge in un rapporto di Frost & Sullivan, una società che ha come obiettivo quello di favorire il raggiungimento di obiettivi di crescita dei propri clienti, il mercato europeo dello smaltimento dei rifiuti e il settore del riciclaggio è uno di quelli che ne sta soffrendo maggiormente. Il calo dei prezzi delle commodities si è infatti trascinato appresso la diminuzione dei prezzi dei materiali riciclabili e questa sta avendo come conseguenza diretta una accumulazione dei rifiuti nelle discariche e nei centri di immagazzinamento.

Difficoltà che si sono presentate con differenze sostanziali nei diversi mercati nazionali in Europa, con Germania, Francia e Regno Unito che sono stati i primi a risentire della crisi e in maniera anche più sostanziale rispetto agli altri paesi dell’Europa meridionale. Il declino è iniziato a partire dalla fine del 2008 e si è particolarmente evidenziato in una forte riduzione nel mercato del riciclabile, a partire dalla caduta dei prezzi di materiali, quale acciaio e carta, che ha portato ad accumulare grandi volumi di rifiuti in attesa di essere riciclati. Per effetto domino il costo di smaltimento è divenuto troppo elevato per le società di gestione dei rifiuti che devono aumentare i costi di raccolta e la preoccupazione è che questo mercato diventi sempre più oneroso. Già ora nel Regno Unito il costo della raccolta della carta è salito a più di 20 sterline per tonnellata.

Una situazione che, a detta di esperti, avrà come conseguenza un continuo aumento dei volumi dei rifiuti in attesa di smaltimento e riciclaggio, almeno fino alla fine del primo trimestre del 2009. La crisi economica che rallenta le catene di produzione fa diminuire infatti anche i materiali utilizzati, sia vergini che riciclabili e le società che hanno finora potuto vendere carta e cartone alle cartiere che usano materiali riciclabili per produrre nuova carta, si trovano di fronte ad un mercato in forte declino a causa della caduta nella domanda in paesi chiave quali la Cina.
Ma qualche spiraglio comunque si apre per le società di smaltimento e i fornitori a loro associati.

«I governi dei Paesi europei hanno già risposto al declino attuale aumentando la spesa al fine di introdurre nuova liquidità nell´economia – spiega Suchitra Padmanabhan, la programme manager per la gestione dei rifiuti di Frost & Sullivan- e al fine di contenere il danno, le società energetiche e di smaltimento dei rifiuti sono state incoraggiate a intraprendere progetti che creano opportunità nei settori della minimizzazione, della selezione e della separazione dei rifiuti».

Anche la normativa europea di nuova generazione potrà portare risultati positivi e la sua implementazione potrà aprire nuove strade di sviluppo per il settore.
Ma vi potranno essere sbocchi per l’industria europea del settore rifiuti anche dall’esplorazione di nuovi mercati sia in termini geografici che di segmenti: «Nel 2009, l´attenzione dell´industria europea dello smaltimento dei rifiuti – conclude la manager di Frost & Sullivan – dovrà concentrarsi sulle opportunità di crescita in alcuni mercati chiave come la Russia e l´Europa Centrale e Orientale. Anche le opportunità offerte da segmenti di mercato, come i materiali medico-scientifici e il waste to energy, offrono un potenziale che lascia ben sperare».

gennaio 16th, 2009

Lettera al Commissario Europeo per l’Ambiente e i Rifiuti

by Marco Gialdi

Oggi ilKuda ha inviato a Stavros Dimas una lettera per denunciare il comportamento del Governo Italiano, che favorisce gli inceneritori invece delle rinnovalbili.

Spettabile Commissario,
le scrivo a riguardo della legge approvata dal Parlamento Italiano in data 30 dicembre 2008, la numero 120. Nel dl 172 all’articolo 9 (incentivi per la realizzazione degli inceneritori) vengono confermati gli incentivi cosiddetti “Cip6” all’incenerimento della parte non biodegradabile dei rifiuti ed alle cosiddette “fonti assimilate”. Vengono definiti “Certificati Verdi” tutte le forme d’incenerimento (sia rifiuti tal quali residui da raccolta differenziata che per il cosiddetto “combustibile da rifiuti” ); questo sia che si tratti di rifiuti non biodegradabili che biodegradabili. Questi incentivi all’incenerimento che alterano il mercato, è stato calcolato, comporteranno una ulteriore spesa sulle bollette dei cittadini pari a 2 miliardi di euro che anziché alle fonti realmente rinnovabili andranno all’incenerimento di rifiuti anche per la parte non rinnovabile sotto forma di Cip6 e cosiddetti “Certificati Verdi”. Nel suo blog scrive: “la necessità di sviluppare fonti di energia rinnovabili – richiede ispirazione scientifica e determinazione imprenditoriale. Questo è ciò che sta accadendo con l’energia del moto ondoso in Portogallo, l’energia solare in Spagna e l’energia eolica in Danimarca.”. Sfortunatamente non è quello che avviene in Italia. I provvedimenti diventati legge che ripristinano gli incentivi agli inceneritori, rappresentano a mio avviso un aiuto di Stato illegittimo che altera il mercato a favore dell’industria degli impianti d’incenerimento a discapito del settore della produzione di energie realmente rinnovabili. La prego quindi di prendere in considerazione la possibilità di un richiamo ufficiale al Governo Italiano,
in attesa di una sua gentile risposta, Roberto Codazzi.

Grazie all’impegno di Roberto Codazzi, e a molti blogger la battaglia contro l’annullamento delle detrazioni al 55% è stata vinta, magari anche questa volta. Chissà ;-)

dicembre 19th, 2008

Alternanza scuola lavoro (Progetto Rigeneriamoci)

by Marco Gialdi

Domani incontrerò gli studenti (una ventina circa) del 2° Anno dell’istituto ITCS Erasmo da Rotterdam di Bollate, con i quali svilupperemo una campagna di sensibilizzazione sulla tematica realtiva a riciclo e rigenerazione dei rpodotti hi-tech a fine vita.

Il progetto si sviluppa nell’ambito dell’alternanza scuola lavoro, metodologia didattica introdotta dalla riforma Moratti, che consente agli studenti che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età di acquisire competenze direttamente dal mondo del lavoro creando un sistema virtuoso in grado di motivare, orientare e formare.

Nota personale:

Mi sono diplomato in questa scuola nel 1991, di tanto in tanto ci torno per incontrare vecchi amici (insegnati per lo più), un anno fà ho partecipato al trentennale (una festa incredibile). Bhe… insomma tornare a scuola è sempre emozionante :-) ma in questo caso sarà anche entusiasmante.

ottobre 31st, 2008

Video denuncia

by Max

da: http://www.laterradeifuochi.it/

Si è detto in questo post, che un banner è ‘roba vecchia’, bisogna attirare l’attenzione con un filmato…

Certo, qui non si sta facendo pubblicità…

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