Posts tagged ‘servizi’

aprile 14th, 2009

La stupidità dei consulenti

by Marco Gialdi

Lo sapete, mi occupo di riciclo e recupero di prodotti hitech (computer, periferiche, cartucce), un servizio che offriamo ai clienti che spesso si trovano ad avere spazi occupati da vecchie macchine ormai inutilizzate. La soluzine che proponiamo è semplice, ritiriamo il materiale con la formula “Cessione Gratuita” ed è fatta :-)

Questo ci permette di recuperare le attrezzature obsolete e renderle quando possibile nuovamente utilizzabili.

Bhe… non sempre!

Succede infatti che dopo aver spiegato nel dettaglio il servizio, ed essermi accordato per il ritiro, il cliente ha pensato bene di chiedere consiglio al proprio commercialista (notoriamente esperto di gestione rifiuti) il quale non si è limitato a consigliare ma piuttosto a sentenziare l’obbligatorietà della distruzione delle macchine. Stando al ragionamento contorto di questa persona, la validità del servizio ai fini fiscali è tale solo se il materiale che si cede viene reso inservibile.

Il cliente fiducioso, cosa ha fatto? Ha preso a spaccare tutto, sfogando anche un pò di quella rabbia che ogni giorno si accumula nello svolgimento della propria attività.

Come sempre vale la regola Ofele` fa el to meste`.

Qui le altre foto :-)

aprile 5th, 2009

Nasce Natura Giuridica

by Marco Gialdi

Seguo da un pò Andrea Quaranta, oggi scopro che ha aperto un nuovo sito (o forse è un portale) che definisce naturale completamento del lavoro che fa, con costanza e determinazione sul suo blog (dico io).

Ottimo lavoro e in bocca al lupo per il futuro ;-)

Per far nascere ufficialmente il sito di consulenza e formazione ambientale di Natura Giuridica ho scelto una data simbolica, e una dedica speciale: il primo giorno di primavera…e Sophie
Il sito di NG è la naturale prosecuzione, il completamento di questo blog – un “ecoBlogico” di InFormazione, comunicazione e diritto ambientale - nato l’11 marzo 2008 da un ambizioso progetto: diffondere e condividere comunicazione e informazione ambientale comprensibile, approfondita, imparziale.
E contribuire, in questo modo, a sensibilizzare il cittadino sulle sempre più numerose (e sempre più sfuggenti) problematiche ambientali, “naturale” conseguenza del pessimo modo di (non) legiferare, del generale scarso impegno sinora profuso nell’affrontare tematiche delicate e scomode, delle sterili contrapposizioni ideologiche e dell’insufficiente comprensione e comunicazione delle dinamiche che regolano l’ambiente e i suoi rapporti con la vita di tutti, tutti i giorni.
Di seguito vi riporto stralci dell’editoriale
Da quando ho iniziato la professione di giurista ambientale, sette anni or sono, indubbiamente qualche passo avanti è stato fatto, se non altro nella lotta contro l’italica, accidiosa mancanza di consapevolezza dell’importanza dell’informazione e della formazione ambientale nel creare una nuova società, un nuovo modello di sviluppo, un futuro. Sostenibile.

Ma nulla è stato fatto per semplificare il caotico quadro di “riferimento” normativo del diritto ambientale, caratterizzato dal continuo succedersi di norme, quasi sempre emanate in assenza di un disegno unitario, e spesso in contraddizione fra di loro.
E nulla è stato fatto neanche per garantire una maggior tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini.

Con la conseguenza che l’incertezza del diritto, le sovrapposizioni di precetti e i conflitti di competenza continuano, oggi, ad alimentare l’inquinamento legislativo e la confusione non solo fra gli operatori del settore, ma anche fra le autorità amministrative, gli organi di vigilanza, i giudici?

Natura Giuridica offre una consulenza specializzata, essenziale nella gestione delle problematiche ambientali.

Nel sito saranno presenti le più recenti e significative sentenze – che costituiscono un utile strumento per comprendere le “dinamiche applicative” della normativa e indirizzare le aziende e le pubbliche amministrazioni verso la corretta e sostenibile gestione dell’ambiente – commenti aggiornati sulle più rilevanti novità giuridico-amministrative in campo ambientale, studi e documenti di approfondimento analitico.

Natura Giuridica offre, tramite consulenze ad hoc e convenzioni personalizzate, servizi indispensabili per districarsi nei meandri della normativa ambientale.
Sostenibilità ed efficienza amministrativa, economica ed ambientale: il segno distintivo di Natura Giuridica.
marzo 1st, 2009

SI, ma la crisi…

by Marco Gialdi

[Lungo... ma credo valga la pena]

I prezzi al ribasso (perchè l’importante è fatturare), le offerte sottocosto (che poi non lo sono), il denaro che finisce presto (che tante volte è vero). Insomma una serie di aspetti che ognuno di noi tenta inesorabilmente di considerare per combattere questa situazione. Faccio l’offerta promo, così aumento le vendite, risolvo il fatturato del mese e faccio cassa. Salvo poi scoprire che non solo ho saturato il mio mercato e quindi il mese prossimo sarò nella stessa identica situazione, ma ho anche generato un utile prossimo allo zero e danneggiato il mercato, perchè ciò che percepisce il cliente non è lo sforzo fatto per ribassare il prezzo, ma piuttosto gli introiti incredibili che ho fatto fino ad ora.

La crisi come un fantasma, intangibile, si aggira nei posti di lavoro, nella quotidianeità di ogni persona, questa crisi. Un fantasma che però pesa sempre di più sulle spalle di ognuno di noi.

Esprimo ciò che vedo ogni giorno. Una condizione che attenaglia migliaia di soggetti, che sempre di più si trovano tra l’incudine e il martello. Da una parte l’insicurezza, la mancanza di soldi, le poche speranze e dall’altra le continue offerte cioccolatino, quelle che se anche non posso non ci rinuncio.

Tutto questo accade perchè in tempi non sospetti ci siamo preoccupati solo dei fatturati, degli utili, dei risultati senza considerare quello che forse è un’aspetto imprescindibile di una socità che si definisce moderna, ovvero costruire concretezza. Continuando così per anni, era inevitabile che prima o poi si arrivasse al punto di rottura. Quel confine labile e forse ignoto che necessariamente prima o poi viene passato, se l’unico parametro di valutazione sono i profitti. Probabilmente qualche guru dell’economia starà pensano che l’unico modo per valutare i risultati di un’impresa sia proprio questo. Forse era vero qualche decennio fa, non oggi. Non può più essere così.

Certo, ogni singolo imprenditore ha per troppi anni preso ad esempio le grandi aziende. Ha vissuto nel sogno di poter un giorno ottene gli stessi risultati, le stesse soddisfazioni. Chi non ha avuto velleità di questo tipo? Chi, anche solo per pochi istanti non si è visto nei panni dei BIG? Lecito, ma spostare l’attenzione dal concreto all’intangibile ci ha portato, forse, a questa situazione irreversibile. Se smetto di fare ciò che sono capace di fare e concentro le mie energie in altre direzioni ottengo forse nel breve periodo risultati ottimi, ma col tempo rischio di gonfiare sempre di più la fantomatica bolla di sapone che prima o poi scoppierà perchè, lo sappiamo tutti, questo è il suo destino. Ma quando a scoppiare sono tante, troppe bolle, ecco che riappare il fantasma e si rischia di essere risucchiati in quell’infinita spirale, che poi tanto infinita non è. Sento spesso la frase “Non abbiamo ancora toccato il fondo!” e se provassimo a fermarci?

Quando la vendita di prodotti e servizi serve solo ad alimentare sistemi finanziari, quando i guadagni dell’azienda e delle persone sono vincolati da questi meccanismi, è necessario porsi delle domande. Si perchè questo è un sistema non virtuoso, un sistema che non produce, che non inventa, che è destinato a cedere. Come di fatto sta accadendo.

Siamo rimasti per troppo tempo ancorati ad un’illusione, ad un sogno che lentamente si è trasformato in un incubo. Cullati e coccolati da questo sistema, abbiamo dimenticato, forse, di pensare e abbiamo sostituito la passione per le idee, unico vero carburante della vita, con la voracità per il denaro, quello facile intendo.

Voglio dire, se compro o produco un oggetto il mio obbiettivo è venderlo e realizzare utlile sufficiente a garantire il mantenimento della struttura che dirigo.

Ma se il mio utile è generato in piccola parte dal prodotto e per il resto dal premio che otterrò se raggiungerò il target, dagli interessi bancari dovuti ai giorni di valuta e da altri giochini pseudo finanziari, è chiaro che il mercato è destinato a vedere soccombere una certa concorrenza. La selezione naturale dovrebbe basarsi sulla capacità di soddisfazione del cliente, sulla creatività, sull’inventiva.

La concorrenza dovrebbe spingere ognuno di noi a migliorare, a crescere. Si sente spesso dire che l’anima dei mercati è la concorrenza, il confronto. Ma se questo è basato su sotterfugi è chiaro che a vincere saranno sempre gli stessi. Chi investirà tempo, denaro ed energie nel tentativo di migliorare la qualità del prodotto, i servizi post vendita, non potrà mai lottare ad armi pari in un contesto dove il piano di confronto è perennemente ed esclusivamente il prezzo finale. Non è lungimirante e non aiuta la crescita del sistema.

I modelli presi ad esempio negli ultimi decenni hanno fatto si che si creasse una grande confusione nella filiera. Oggi è difficile per un acquirente capire se sta acquistando un prodotto da un produttore, un distributore o un rivenditore. Oggi tutti siamo tutto, produciamo, vendiamo e commercializiamo in ogni direzione, pur di fatturare ed in tempi di crisi questa situazione viene ancora di più amplificata.

Ricordo che da ragazzo se volevo comprare la camera d’aria per la mia bicicletta, andavo nel negozio di biciclette. Oggi invece, vado a comprare il pane e ci trovo anche quella. Ecco questa è l’illusione, con cui abbiamo convissuto per troppo tempo. I luoghi non luoghi dove c’è tutto, piccoli o grandi che siano, affiliati o meno a catene nazionali o internazionali. Già, perchè la concorrenza aiuta a crescere, a distinguersi, a migliorare.

Intanto che scrivo sento alla radio la pubblicità di una famosa catena di prodotti di informatica che promuove prodotti sottocosto (computer, stampanti, elettrodomestici). Per curiosità sono andato a verificare cosa pagherei il notebook pubblicizzato, bhe anche se per pochi euro, mi costerebbe meno acquistarlo da loro che non dal mio fornitore abituale. E dopo?

La competenza, l’assistenza, il post vendita.. Già quei servizi che in qualche modo dovrebbero fare la differenza e invece… Se c’è il prezzo, il resto passa in secondo piano. No?

Oggi è necessario reinventarsi.

Fermarsi e analizzare in profondità il percorso che abbiamo fatto, cercando di cogliere gli aspetti che ci hanno distinto, ma soprattutto che ci hanno soddisfatto. Dobbiamo ridisegnare i nostri stili di vita e comprendere che non è possibile generare utili dal nulla, per farlo è necessario faticare!

Oggi abbiamo il web, abbiamo la conoscenza e l’esperienza, abbiamo gli strumenti che ci consentono di condividere, di partecipare e di esprimere la nostra opinione. Vedo in questo una soluzione, un’opportunità concreta. Certo non è facile da cogliere, siamo abituati a considerare il nosro sapere come unico, a custodirlo come un tesoretto. Proprio questo atteggiamento ha contribuito a generare un sistema chiuso, che se non organizzato (e il nostro non lo era) è destinato a soccombere. Condividere sul web non significa svelare i propri segreti ma confrontarsi con milioni di utenti e accorgersi che altri hanno già avuto e/o risolto gli stessi problemi; aprirsi alla discussione significa alimentare la creatività, dare nuovi stimoli all’ingegno avviando così un processo di selezione meritocratico, basato sulle reali capacità e competenze delle persone. Certo per fare questo bisogna avere una buona dose di coraggio e, come spesso accade, finchè qualcuno non si butta gli altri restano sul ciglio attendendo che l’impavido si lanci per primo. Poi lo seguono però, senza timore. Vero?

febbraio 6th, 2009

Quando non si butta via niente…

by Marco Gialdi

Oggi pomeriggio sono andato a trovare un cliente per discutere una proposta di noleggio stampanti. Tra una chiacchiera e l’altra ad un certo punto vedo su una scrivania dietro una porta un “porta stampante” davvero originale :-)

Bhe… non ho resistito alla tentazione e l’ho pubblicato.

Nota: Le scatole nella foto sono quelle che utiliziamo per confezionare le cartucce rigenerate.

settembre 9th, 2008

Una fondazione per salvare il Web

by Max

Nasce la World Wide Web Foundation, per favorire lo sviluppo di una Rete libera e aperta.

Berners-Lee, storico ricercatore del CERN e del MIT e attuale docente presso l’Università di Southampton, considerato uno dei creatori del World Wide Web, ha dato vita ad una fondazione che si propone di promuovere il Web come soluzione innovativa per consumatori e imprese, fornendo alle persone strumenti per condividere conoscenza, accedere a servizi, fare impresa, fare politica e comunicare in modo creativo.

“Il Web è un’incredibile piattaforma per l’innovazione, ma abbiamo ancora un sacco di sfide da affrontare per renderla più usabile, in particolare per le persone che fanno parte di comunità sotto-servite”, ha dichiarato Berners-Lee. “Attraverso questa iniziativa speriamo di sviluppare un ecosistema internazionale che aiuterà a dare forma al Web di domani. Un web più inclusivo certamente ci porterà vantaggi”.

Per quanto riguarda i fondi, vi è già un finanziamento di 5 milioni di dollari da parte della John S. and James L. Knight Foundation, ed altri in via di definizione.

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